Vorrei aprire la partita iva con il codice ATECO 72.20.00 al 5% per avviare un lavoro di consulenza come ricercatrice per organizzazioni internazionali e ONG di cooperazione internazionale.
Nel 2017 ho però avuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa e poi come dipendente part time (terminato a settembre 2017) come esperta in ricerca e valutazione sociale per una fondazione che opera in Italia.
Il lavoro che andrò a fare è diverso, perchè implica ricerca e sviluppo e per ONG e organizzazioni dell’ONU. A fronte di questi due contratti avuti nel 2017 con quella dicitura, posso comunque aprire la partita IVA al 5% con il codice ateco che mi avete consigliato?
Per rispondere alla sua domanda, le riportiamo parte del testo della circolare 17/E del 2012 dell’Agenzia delle Entrate. Tale circolare si riferiva al vecchio Regime dei minimi ma è l’unica che tratta l’argomento e alla quale si fa riferimento.
“Non precludono l’applicazione del regime forme di lavoro precario come ad esempio i contratti di collaborazione coordinata e continuativa o quelli di lavoro a tempo determinato che si caratterizzano per la loro marginalità economica e sociale. Per esigenze di certezza e di semplificazione si ritiene che tale condizione di marginalità sussista tutte le volte che l’attività di lavoro dipendente a tempo determinato o l’attività di collaborazione coordinata e continuativa sia stata svolta per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio antecedente l’inizio dell’attività.
In presenza di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o di rapporti di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa che si siano protratti oltre il limite indicato nel periodo precedente, va invece, verificato che la nuova attività non sia svolta in sostanziale continuità con la precedente. Si ritiene che tale continuità non possa mai essere ravvisata nel caso in cui le due attività da porre a confronto vengano svolte in ambiti che richiedono competenze non omogenee.
Non è, invece, consentito l’accesso al regime se si intende avviare l’attività nello stesso ambito professionale e rivolgendosi allo stesso mercato di riferimento.”
In sintesi:
- Se negli ultimi tre anni i contratti di lavoro da lei citati (co.co.co e dipendente) che prevedevano attività simili a quella che vuole aprire, sono stati svolti per un periodo superiore ai 18 mesi, lei non potrà applicare il 5%.
- Se, invece, tali lavori sono stati svolti per un periodo inferiore ai 18 mesi, avranno la caratteristica di marginalità citata nella norma e le permettono comunque di applicare il 5% per i primi 5 anni di attività.
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Posso aprire partita iva al 5% se ho avuto contratti di collaborazione e da dipendente?

