Quante tasse devo pagare se apro Partita Iva come Perito industriale?
Quali sono le tasse per perito industriale?
Le tasse per perito industriale variano a seconda del regime fiscale che adotterai: Regime forfettario o Regime ordinario semplificato.
Ciò che rimane invariato è il versamento dei contributi previdenziali, che analizzeremo alla fine di questo articolo.
Ora vedremo, di seguito, le differenze tra Regime forfettario e Regime ordinario semplificato.
Regime forfettario e l’imposta sostitutiva
Se rispetti tutti i requisiti per poter adottare il Regime forfettario, dovrai versare un’unica imposta, l’imposta sostitutiva.
L’imposta sostitutiva può essere applicata al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività, se rispetterai i seguenti requisiti:
- nei tre anni precedenti all’apertura della Partita Iva non devi aver svolto attività d’impresa, anche in forma associata o familiare
- l’attività svolta in Partita Iva non deve essere in alcun modo una continuazione (dunque una mera prosecuzione) di un’altra attività che hai già svolto in precedenza, sia come lavoratore dipendente che come lavoro autonomo
- se rilevi un’attività già avviata da un altro soggetto, dovrai verificare che i ricavi percepiti dall’attività, nell’anno precedente, non abbiano superato gli 85.000 euro (limite previsto per l’applicazione del Regime forfettario).
Se rispetterai tutti questi requisiti, potrai applicare l’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva è necessario aver aperto Partita Iva adottando il Forfettario fin dal primo esercizio.
Quindi, se apri Partita Iva in un altro regime fiscale e opti per il Forfettario soltanto in un secondo momento, non puoi godere di questa agevolazione.
Inoltre, se apri Partita Iva in Regime Forfettario, poi passi al Regime Semplificato e infine torni al Forfettario, anche se sei ancora nel quinquennio di apertura, non puoi applicare nuovamente l’aliquota al 5%
Per calcolare l’imposta sostitutiva, bisogna applicare l’aliquota (al 15% o al 5%) al reddito imponibile, calcolato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività.
Il coefficiente di redditività è una percentuale associata al codice Ateco: nel caso dei periti industriali con codice Ateco 74.99.91 – ” Attività tecniche svolte da periti industriali” , il coefficiente di redditività è pari al 78%.
Regime ordinario semplificato
La prima differenza tra Regime forfettario e Regime ordinario semplificato, è il metodo con il quale si calcola il reddito imponibile: se il Regime forfettario prevede l’applicazione ai ricavi di un coefficiente di redditività, il Regime ordinario semplificato prevede che vengano sottratti ai ricavi i costi realmente sostenuti durante l’esercizio dell’attività.
Se nel Regime forfettario si paga un’unica imposta, l’imposta sostitutiva, adottando il Regime ordinario semplificato dovrai versare:
- IRPEF secondo il classico meccanismo a scaglioni
- addizionali comunali
- addizionali regionali
Le aliquote IRPEF variano in base al reddito.
Per il 2024 le aliquote IRPEF sono le seguenti:
| 1° scaglione | per i redditi che vanno da 0 euro a 28.000 euro | aliquota IRPEF pari al 23% |
| 2° scaglione | per i redditi compresi tra 28.001 euro e 50.000 euro | aliquota IRPEF pari al 33% |
| 3° scaglione | per i redditi oltre 50.001 euro | aliquota IRPEF pari al 43% |
Quali contributi devo versare da Perito industriale?
Oltre alle imposte (imposta sostitutiva se adotti il forfettario e Irpef, addizionali etc. se adotti l’ordinario semplificato), dovrai versare anche i contributi previdenziali.
Se sei un perito industriale, dovrai versare i contributi previdenziali alla Cassa previdenziale specifica per i periti industriali: l’EPPI.
All’Eppi dovrai versare:
- Contributo soggettivo: è un contributo obbligatorio e lo dovrai versare in proporzione al reddito netto, in percentuale al 18%.
- Contributo opzionale: non è un contributo obbligatorio. Può essere versato con un’aliquota che varia dall’1% al 26% del tuo reddito netto.
- Contributo integrativo: questo contributo dovrai riportarlo all’interno della tua fattura e sarà pari al 5% dell’importo della fattura stessa.
- Contributo di maternità: è un’aliquota variabile. Viene infatti determinata, di anno in anno, dal Consiglio di Amministrazione.
Per il versamento dei contributi dovrai rispettare tre scadenze:
| 15 dicembre: | data in cui verserai il primo acconto |
| 15 aprile: | data in cui verserai il secondo acconto |
| 30 settembre: | data in cui presenterai il saldo e il modello EPPI 03 |
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