Sei un agronomo in Partita Iva, o stai pensando di aprire la tua Partita Iva da agronomo, ma non conosci quali sono le tasse che dovrai versare?
Se vuoi saperne di più, continua a leggere questo articolo!
La cassa Previdenziale per Agronomi
Essendo un Professionista agronomo con Codice Ateco 74.99.11 – Attività di Consulenza agraria fornite da agronomi, avrai l’obbligo di iscrizione alla Cassa Previdenziale specifica alla quale verserai i contributi previdenziali.
Il versamento dei contributi obbligatori avviene secondo le indicazioni della Cassa Previdenziale di riferimento.
Pagamento contributi EPAP
I contributi previdenziali dovuti alla cassa previdenziale EPAP sono i seguenti:
- contributo soggettivo: corrisponde al 10% del reddito netto o, a scelta del contribuente, alla maggiore aliquota di supercontribuzione (volontaria);
- contributo di solidarietà: corrisponde allo 0,2% del reddito netto;
- contributo integrativo: corrisponde al 4% dei volume di affari;
- contributo di maternità: corrisponde ad una quota forfettaria definita ogni anno dall’EPAP.
Per ulteriori informazioni sul versamento dei contributi presso l’EPAP, puoi consultare la pagina dedicata:
Il Regime forfettario
Se per la tua attività hai scelto di adottare il Regime forfettario, dovrai versare un’unica imposta ovvero l’imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per i primi cinque anni di attività se rispetterai i tre requisiti richiesti.
Per rendere l’idea, vediamo come verserai l’imposta sostitutiva in Regime forfettario.
Bisogna prima fare una premessa: ad ogni codice Ateco è associata una specifica percentuale, chiamata coefficiente di redditività.
Nel Regime forfettario, il coefficiente di redditività è un elemento essenziale in quanto, applicato ai ricavi, consente di individuare il reddito imponibile ovvero la porzione di ricavi che verrà sottoposta ad imposta e contributi.
Il coefficiente di redditività associato al tuo Codice Ateco è del 78%: ricavi x coefficiente di redditività = reddito imponibile.
Supponiamo che tu abbia percepito ricavi pari a 20.000€ e che rispetti i requisiti per poter applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva al 5%.
Il calcolo sarà:
- 20.000€ x 78% = 15.600€ su cui calcolare imposta e contributi
- 15.600 x 5% = 780€ imposta sostitutiva dovuta
È bene ricordare che in fase di Dichiarazione dei redditi, non dovrai versare soltanto il saldo dell’imposta sostitutiva (780€ nel nostro esempio), ma dovrai anche versare l’acconto per l’anno successivo pari al 100% del saldo (dunque altri 780€, nel nostro esempio), suddiviso in due rate principale:
- 50% a giugno;
- 50% a novembre.
Il Regime Ordinario Semplificato
Se invece per la tua attività hai scelto il Regime Ordinario Semplificato, sarai tenuto alle liquidazioni e ai versamenti Iva e dovrai versare l’Irpef secondo il meccanismo a scaglioni:
| 1° scaglione: | reddito compreso tra 0 e 28.000 euro | aliquota IRPEF pari al 23% |
| 2° scaglione: | redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro | aliquota IRPEF pari al 33% |
| 3° scaglione: | oltre 50.000 euro | aliquota IRPEF è del 43% |
Con il Regime Semplificato, al contrario del forfettario, in fase di Dichiarazione dei redditi potrai portare in detrazione tutta una serie di spese sostenute durante l’anno.
Approfondisci:
Regime forfettario e Regime ordinario differenze e costi
Se adotterai il Regime Ordinario semplificato, oltre all’Irpef, dovrai versare anche addizionali comunali e regionali.
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