Domande e Risposte

Sono consulente finanziario, qual è il codice Ateco e la tassazione a cui posso aderire?

Vorrei cambiare codice Ateco e scegliere a quale regime di tassazione aderire. La mia figura rispecchia in parte questo codice Ateco da voi indicato in un articolo: 70.22-09. lavoro per una società di consulenza aziendale in ambito finanziario e gestionale, verserò ad Enasarco. A oggi non ho iscrizione alla Camera di Commercio.

Quale codice Ateco adottare e quali tasse pagare da consulente finanziario? Prima di risponderle, cogliamo l’occasione per indicarle che per poter adottare il Regime forfettario è necessario il rispetto di tutti i requisiti previsti:

Limiti forfettario.

La differenza sostanziale che si ha tra Regime forfettario e Regime ordinario semplificato, è l’imposta dovuta allo Stato e il modo in cui si calcola il reddito imponibile.

Infatti, mentre nel Regime ordinario si pagano IRPEF, addizionali, ecc. e il reddito imponibile si calcola deducendo i costi dai ricavi ottenuti, nel Regime forfettario si paga solo l’imposta sostitutiva e il reddito imponibile viene calcolato applicando il coefficiente di redditività previsto per la propria attività ai ricavi conseguiti.

In particolare, per valutare la convenienza del Regime forfettario per la sua situazione, deve verificare che il vantaggio derivante dall’applicazione del 15% (o 5%) dell’imposta sostitutiva al posto che Irpef, addizionali, ecc. non venga vanificato:

  • dal minore importo delle spese forfettarie riconosciute per la sua attività rispetto a quelle effettivamente sostenute per lo svolgimento della stessa
  • dalla perdita della possibilità di dedurre/detrarre altre tipologie di spese dal reddito imponibile. Infatti dal reddito imponibile (determinato con l’applicazione del coefficiente di redditività ai ricavi) possono essere dedotti unicamente i contributi obbligatori pagati l’anno precedente e si perderà quindi la possibilità di dedurre/detrarre le altre tipologie di spese (carichi familiari, spese mediche, spese ristrutturazione, ecc.). Tali spese potranno essere dedotte/detratte da eventuali altri redditi soggetti ad Irpef

L’attività di consulente finanziario prevede l’iscrizione all’albo unico dei consulenti finanziari (OCF) (e la presentazione della lettera d’incarico per offerta fuori sede dell’impresa).

Potrà utilizzare il seguente codice Ateco:

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66.19.21 – Attività di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, che include:

  • servizi di consulenza per investimenti finanziari
  • attività di consulenti di mutui ipotecari

A tale codice Ateco è associato un coefficiente di redditività del 78%.

Adottando il suddetto codice Ateco dovrà:

iscriversi in Camera di Commercio (e versare annualmente il diritto Camerale il quale, a seconda della Camera di Commercio, oscilla tra i 50€ e i 100€)
iscriversi alla Gestione artigiani e commercianti Inps, alla quale verserà i contributi secondo il seguente schema:

  • da 0 euro a 18.415 euro verserà contributi fissi pari a 4.515,43 euro;
  • superato il reddito minimale di 18.415 euro verserà, oltre ai contributi fissi, anche i contributi in percentuale pari al 24,48%.

In quanto iscritto alla Gestione Commercianti Inpse e applicando il Forfettario, potrà richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare:

Riduzione contributi artigiani e commercianti.

Contributi all’ENASARCO: per ricevere maggiori dettagli a riguardo, le consigliamo di contattare direttamente la predetta cassa previdenziale specifica. Oltre ai contributi previdenziali, dovrà versare l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività, se rispetterà tutti e tre i requisiti richiesti:

  1. Non bisogna aver svolto, nei tre anni precedenti all’inizio dell’attività, attività di impresa in forma associata o familiare;
  2. L’attività intrapresa non deve essere in alcun modo una continuazione di un’attività precedentemente svolta sia sotto forma di lavoro autonomo che dipendente (eccezion fatta per i periodi di pratica obbligatori per poter esercitare arti o professioni);
  3. Nel caso in cui venga rilevata un’attività già avviata da un altro soggetto, si deve verificare che l’ammontare di incassi generati l’anno precedente dall’attività, siano in linea con quelli richiesti per aderire al Regime forfettario.

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