Sono un lavoratore dipendente con RAL di 50.000€ . Sto valutando un’ altra offerta lavorativa a p. iva come consulente finanziario con incassi di circa 100.000€ per il primo anno. Avrei bisogno di sapere che regime fiscale adottare.
Se l’anno scorso ha percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 35.000 euro e non ha cessato tale rapporto entro il 31 dicembre, per la sua Partita Iva come consulente finanziario, non potrà accedere al Regime Forfettario.
In questo caso, dovrà adottare il regime fiscale per consulente finanziario previsto dal Regime Ordinario semplificato, che comporta:
- Cumulo dei redditi da lavoro dipendente e da Partita IVA.
- Calcolo del reddito imponibile come differenza tra ricavi e costi reali.
- Versamento dell’Irpef a scaglioni, secondo il sistema progressivo.
- Pagamento delle addizionali regionali e comunali (circa 2/3%).
- Obbligo di contribuzione alla gestione previdenziale di competenza.
Nel dettaglio, se l’attività di consulente finanziario rientra tra i promotori o agenti finanziari, sarà necessario iscriversi alla Camera di Commercio e versare i contributi alla Gestione Commercianti INPS.
I contributi prevedono:
- Fissi: circa 4.611,64 euro per redditi fino a 18.808 euro
- Variabili: il 24,48% sui redditi eccedenti i 18.808 euro
Inoltre, dovrà versare il diritto camerale annuale di circa 50 euro.
Entro il 31 ottobre dell’anno successivo, dovrà presentare la Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF) riportando tutti i redditi dell’anno precedente.
Le consigliamo di valutare con attenzione il regime fiscale per consulente finanziario, considerato che il reddito previsto è elevato e il carico fiscale potrebbe risultare significativo.
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Se non posso adottare il Forfettario che regime fiscale devo scegliere?

