In questo articolo ci occuperemo delle scadenze fiscali di gennaio 2026.
Prima di iniziare è bene specificare che, a differenza di quanto avvenuto per gli anni fiscali 2023 e 2024, nel 2025 il Governo non ha concesso la possibilità di versare le imposte sui redditi del Versamento Unico di Novembre con un pagamento differito. Per questa ragione, a gennaio 2026 non sono previsti versamenti derivanti dalle Dichiarazioni dei redditi 2025 (anno fiscale 2024).
Questa scelta ha reso la fine del 2025 più gravosa dal punto di vista delle uscite fiscali, ma l’anno nuovo inizia in modo più leggero: infatti le scadenze fiscali di gennaio 2026 non sono molte e non riguardano tutti i contribuenti.
Scadenze fiscali di gennaio 2026: il Modello Intrastat
La prima delle scadenze fiscali di gennaio 2026 è la deadline per presentare il Modello Intrastat ed è il 26 gennaio 2026.
Di norma, tale scadenza è prevista per il 25 gennaio. Tuttavia, poiché questa scadenza nel 2026 data cade di domenica, i contribuenti tenuti alla presentazione del Modello Intrastat possono adempiere entro il primo giorno feriale utile, cioè il 26 gennaio.
Ti ricordiamo che il Modello Intrastat dovrà essere inviato all’Agenzia delle Dogane nel caso in cui, nel quarto trimestre del 2025 (ottobre, novembre e dicembre), tu abbia emesso fatture in favore di clienti intracomunitari e registrati al VIES.
Possono registrarsi al VIES soltanto le Partite Iva: pertanto, le operazioni che effettui a privati senza Partita Iva non rientrano in questo adempimento.
Riassumendo, se effettui operazioni intracomunitarie verso Partite Iva iscritte al VIES, sei tenuto alla presentazione del Modello intrastat del quarto trimestre 2025 (ottobre, novembre e dicembre) entro il 26 gennaio 2026.
Se vuoi approfondire, leggi il nostro articolo:
Chi deve presentare il Modello Intrastat e a cosa serve?
La riduzione del 35% dei contributi
La seconda delle scadenze fiscali di gennaio 2026 riguarda artigiani e commercianti che adottano il Regime Forfettario.
Questi contribuenti possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi, sia fissi, che in percentuale, come disposto dall’articolo 1, commi 77-84 della Legge 190/2014.
È possibile presentare domanda per la riduzione del 35% dei contributi:
- in fase di apertura della Partita Iva,
- oppure dal 1° gennaio al 28 febbraio di ogni anno.
Prima di passare alle prossime scadenze fiscali di gennaio 2026, è opportuno chiarire alcuni aspetti della riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti.
- Se hai già chiesto la riduzione negli anni scorsi e sei ancora in Regime Forfettario, non devi fare una nuova richiesta, a meno che tu non voglia revocarla.
- Se chiedi la revoca della riduzione, cambi regime fiscale o esci dal Regime Forfettario perché sei incappato in una delle sue cause di esclusione, non potrai presentare una nuova richiesta di riduzione del 35%.
- Se non arrivi a versare la quota minimale di contributi richiesti dall’Inps, cioè 4.611,36 € per i commercianti e 4.521,36 € per gli artigiani, ti verranno accreditate 33,8 settimane ai fini pensionistici, anziché 52. Questo impatterà sull’importo della tua pensione che sarà proporzionalmente ridotto.
Scadenze fiscali di gennaio 2026: l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria
L’ultima delle scadenze fiscali di gennaio 2026 riguarda i professionisti sanitari tenuti alla trasmissione dei dati delle fatture dei privati al Sistema Tessera Sanitaria.
La scadenza per provvedere a questo adempimento sarebbe il 31 gennaio 2026: tuttavia, poiché nel 2026 questa data cade di sabato, c’è tempo per adempiere fino al 2 febbraio 2026.
Ricordiamo che fino al 2025 la scadenza per la trasmissione dei dati dei privati al Sistema Tessera Sanitaria era semestrale, poi con il Decreto 81/2025, il Governo l’ha resa annuale.
Successivamente, con un decreto apposito, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato come data di questo adempimento il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.
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