blank Regime forfettario tassazione, quante tasse devi pagare? - Flextax.it

Regime forfettario tassazione

Regime forfettario quante tasse si pagano?

Vorresti aderire al Regime forfettario ma non sai come funziona la tassazione e come sapere quante tasse dovrai pagare? Nel seguente articolo cercheremo di spiegarti il funzionamento del Regime forfettario, in modo da farti capire il meccanismo di calcolo e le regole di tassazione alle quali sarai soggetto, anche in base al tuo inquadramento fiscale.

Partiamo subito dicendoti che il Regime forfettario è un regime fiscale agevolato che permette ai lavoratori autonomi che vi aderiscono di poter usufruire di diversi vantaggi sia a livello fiscale che a livello contabile, ma per potervi accedere è anche necessario rispettare precise condizioni d’accesso.

Se alla fine di ogni anno rispetterai tutti i requisiti previsti, potrai mantenere il Forfettario anche l’anno successivo.

Regime forfettario tassazione: caratteri distintivi

Il Regime forfettario prevede delle procedure particolari per poter calcolare l’ammontare di imposta da versare e quindi la tassazione alla quale sarai soggetto.

Le imposte generalmente pagate da coloro i quali adottano il regime Ordinario semplificato, ovvero Irpef, Irap e addizionali regionali e comunali, nel Regime forfettario vengono sostituite da un’unica imposta che le racchiude tutte, detta “imposta sostitutiva”.

Adottando il regime Forfettario, dai ricavi conseguiti non vengono sottratte tutte le spese che hai effettivamente sostenuto per lo svolgimento della tua attività autonoma, ma ti verrà riconosciuto un determinato ammontare di “spese forfettarie” stabilite dal coefficiente di redditività associato al tuo Codice Ateco.

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Per poter sapere quali sono i vari coefficienti di redditività associati ai diversi Codici Ateco, consulta il nostro articolo dedicato: Regime forfettario coefficiente di redditività

Per esempio: in un’attività con coefficiente di redditività del 78% (come nel caso dei professionisti), le spese forfettarie ammontano al 22%: questo vuol dire che il 78% dei tuoi ricavi formerà il reddito imponibile e sarà tassato, mentre il 22% no e sarà considerato spesa forfettaria da te sostenuta durante l’anno per l’attività svolta in Partita Iva.

Di conseguenza, il coefficiente di redditività sarà applicato alla somma dei ricavi che hai incassato in un determinato anno, per ottenere appunto così il reddito imponibile.

Per calcolare il fatturato annuo è necessario tenere conto solamente dei ricavi effettivamente incassati nell’anno di imposta, in quanto nel Regime forfettario vale il principio di cassa, ovvero concorrono ai ricavi unicamente le fatture incassate dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Per poter approfondire il concetto del principio di cassa ti consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato: Regime forfettario fatture non incassate

Nel caso sia stata emessa una fattura per la prestazione di un servizio o la vendita di un bene, ma il pagamento dovesse avvenire l’anno successivo, l’importo della fattura non dovrà essere inserito nei ricavi conseguiti in quel determinato anno, ma concorrerà alla formazione dei ricavi dell’anno in cui effettivamente si è incassato l’importo.

Regime forfettario tassazione: quante tasse devo pagare?

Quanto fin qui detto ti fornisce le basi per capire il meccanismo che dovrai applicare per poter calcolare l’imposta sostitutiva e i contributi dovuti in regime Forfettario.

Di seguito cercheremo di essere ancora più chiari grazie all’utilizzo di un esempio pratico.

Ipotizziamo che Umberto sia un professionista in Regime Forfettario (con coefficiente di redditività del 78%), abbia prodotto ricavi complessivi per un ammontare pari a 55.000 euro e che nell’anno precedente abbia pagato 4.000 euro di contributi previdenziali.

Il coefficiente di redditività (78%) verrà applicato all’ammontare di ricavi complessivi (55.000 euro) per poter ottenere il reddito imponibile lordo*, che risulterà essere di 42.900 euro (55.000 euro x 78%).

Il 22% che non viene considerato per il calcolo del reddito imponibile lordo rappresenta le spese forfettarie previste per l’attività presa come riferimento, che in questo esempio ammontano a 12.100 euro.

*N.B.: Il reddito imponibile lordo sarà la base per il calcolo dei contributi dovuti, mentre per ottenere il reddito imponibile netto per il calcolo dell’imposta sostitutiva dovrai procedere con la sottrazione dal reddito imponibile lordo dell’importo dei contributi pagati l’anno precedente a quello di riferimento (nel nostro esempio 4.000 euro).

Imposta sostitutiva

A questo punto si procede con il calcolo del reddito imponibile netto sottraendo al reddito imponibile lordo i contributi versati durante l’anno precedente. Svolgendo questa semplice operazione otteniamo il reddito imponibile netto, il quale ammonta a 38.900 euro (42.900 – 4.000).

Sul reddito imponibile netto così ottenuto (38.900 euro) sarà applicata l’aliquota dell’imposta sostitutiva al 15%.

E’ prevista invece la possibilità di applicare un’aliquota ulteriormente agevolata al 5% nel caso si tratti di una nuova attività e questa rispetti determinate condizioni (di cui parleremo nel prossimo paragrafo).

L’imposta sostitutiva da versare ammonterà:

  • Nel caso in cui non si rispettino i requisiti previsti per l’applicazione dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni, dovrai applicare l’aliquota al 15%. In questo caso, l’imposta sostitutiva ammonterà a 5.835 euro (38.900 x 15%);
  • Nel caso in cui, invece, si rispettino tutti i requisiti previsti, potrai applicare l’aliquota al 5% e l’imposta sostitutiva ammonterà, quindi, a 1.945 euro (38.900 x 5%).

Contributi Inps

Ipotizzando che Umberto sia un fisioterapista e quindi abbia l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Inps, i contributi previdenziali che dovrà pagare a tale Gestione previdenziale ammontano al 25,98% del reddito imponibile.

Per calcolare i contributi Inps, dovrai far riferimento al reddito imponibile lordo: nel nostro caso risulteranno quindi essere pari a 11.145,42 euro (42.900 euro x 25,98%).

Quindi qual è il suo guadagno netto nel Regime forfettario?

Prendendo in considerazione l’esempio precedente, il guadagno netto di Umberto è:

  • Di 38.019,58 euro con imposta sostitutiva al 15% avendone ricavati 55.0000;
  • Di 41.909,58 euro con imposta sostitutiva al 5% avendone ricavati 55.0000;

Ovviamente, a tali importi dovrà essere aggiunta/sottratta la differenza tra le spese forfettarie riconosciute (abbiamo visto prima essere 12.100 euro) e le spese effettivamente sostenute nell’esercizio dell’attività.

Regime forfettario tassazione al 5%

Come abbiamo accennato, in alcuni casi l’aliquota d’imposta sostitutiva può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività con Partita Iva.

Per poter beneficiare di questo vantaggio dovrai rispettare alcune condizioni specifiche previste dalla normativa:

  • Non devi aver esercitato un’attività artistica, professionale o di impresa anche solo a livello familiare o associata nei 3 anni precedenti all’apertura della nuova attività;
  • La tua nuova attività non deve risultare in alcun modo una continuazione di attività che hai già svolto sotto forma di lavoro dipendente o autonomo fatta eccezione per i periodi di pratica fondamentali per l’iscrizione agli albi professionali;
  • Nel caso in cui decida di proseguire un’attività già svolta precedentemente da un altro soggetto, occorre verificare che questo abbia rispettato i requisiti previsti dal Regime forfettario e che quindi non sia ricaduto in una delle cause di esclusione alla sua applicazione. consultando il nostro articolo dedicato dove potrai trovare ulteriori approfondimenti.

Scopri se puoi richiedere l’imposta sostitutiva al 5% consultando il nostro articolo dedicato dove potrai trovare ulteriori approfondimenti.

Regime forfettario tassazione: contributi

Per quanto riguarda i contributi previdenziali da versare annualmente possiamo distinguere situazioni differenti: Gestione Artigiani e commercianti Inps, professionisti con Cassa Previdenziale specifica e professionisti senza una specifica Cassa di previdenza, i quali dovranno versare i contributi alla Gestione Separata Inps.

Artigiani e commercianti

Artigiani (elettricisti, idraulici, estetiste, parrucchieri, ma anche sviluppatori e in alcuni casi grafici, ecc.) e commercianti (agenti di commercio, procacciatori d’affari, commercio online, ecc.), i quali possiedono delle normative particolari in materia di previdenza. Questi soggetti sono tenuti a versare a titolo di contributi sia una parte fissa, che una percentuale legata ai ricavi complessivamente conseguiti.

L’ammontare dei contributi fissi è di circa 3.850 euro fino ad un reddito di 15.953 euro (incassi x coefficiente di redditività). Se verrà superata questa cifra, oltre ai contributi fissi, sarai soggetto al versamento di ulteriori contributi pari a circa il 24% dell’eccedenza del reddito di 15.953 euro.

Gli artigiani e i commercianti che rientrano nel Regime forfettario hanno diritto a richiedere una riduzione del 35% sui contributi da versare, la quale si applica sia sui contributi fissi che su quelli in percentuale.

Attenzione però, perchè questa riduzione potrai richiederla una sola volta: se infatti uscirai dal Regime forfettario e lo riapplicherai qualche anno dopo, non potrai più beneficiare della riduzione.

Se contemporaneamente alla tua attività in Partita Iva svolgi anche un lavoro dipendente full-time, sarai esonerato dal versamento dei contributi e le tue uscite (in termini di tassazione) saranno solo l’imposta sostitutiva del 5% o del 15% ed il diritto camerale annuale, di circa 50 euro.

Inoltre, se hai più di 65 anni e percepisci redditi da pensione, verserai contributi con una riduzione del 50%, la quale non è cumulabile con quella del 35%.

Per tutti gli approfondimenti sulla riduzione del 35% dei contributi ti suggeriamo il nostro articolo: Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti

Soggetti con Cassa specifica

  • Contribuenti per cui è prevista una specifica cassa di previdenza (avvocati, medici, ingegneri, architetti, ecc.). Se rientri in questa categoria di professionisti, in quanto sei iscritto all’apposito Albo/Ordine di appartenenza, dovrai informarti presso la tua Cassa specifica di appartenenza per conoscere quale sia la quota di contributi previdenziali da versare ogni anno e le relative scadenze (i contributi da versare variano tra le differenti casse specifiche, in quanto ognuna segue regole proprie).

Soggetti che svolgono attività senza una specifica Cassa di previdenza

  • Soggetto che svolge attività senza specifica Cassa di Previdenza (fotografi, amministratori di condominio, consulenti, ecc.). Se non è prevista una Cassa previdenziale specifica per la tua attività, sarai tenuto ad iscriverti alla Gestione Separata Inps. La Gestione Separata prevede un’aliquota contributiva del 25,98% del tuo reddito. Qualora, però, tu svolga anche attività di lavoratore subordinato, sia full-time che part-time, è stata prevista una piccola agevolazione per i soggetti che come te si trovano in questa situazione (ovvero svolgono sia lavoro dipendente che lavoro autonomo come Professionisti in Gestione Separata): i contributi da versare ammonteranno al 24% del reddito imponibile.

Far parte della Gestione Separata comporta molti vantaggi: a differenza delle attività iscritte agli albi professionali che devono versare una quota specifica di contributi previdenziali ogni anno, o gli artigiani e commercianti che sono soggetti a contributi fissi indipendentemente dal reddito conseguito, coloro che rientrano nella Gestione Separata devono versare una percentuale contributiva in proporzione al loro fatturato.

Il vantaggio consiste nel fatto che nel caso l’attività generi utili bassi nell’esercizio, la quota da versare in contributi si riduce fino ad annullarsi in caso di assenza di ricavi o chiusura in perdita.

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Anna di FlexTax

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16 commenti su “Regime forfettario tassazione”

  1. Buongiorno,
    Vorrei aprire la mia ditta individuale ma non so ancora se a regime forfettario oppure semplificato.
    Io faccio l’autotrasportatore e quindi ho delle spese fisse ( gasolio, telepass, varie trattorie a pranzo, leasing furgone ecc…
    Cosa mi consigliate?
    Grazie

    1. Elisa di FlexTax

      Buongiorno Christian,

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      La ringraziamo e le auguriamo buona giornata!

  2. Buongiorno sono in regime forfettario e ho mia figlia come collaboratore . Il prossimo anno vorrei inserirla come socia , la tassazione in questo caso viene divisa per i due soggetti ? Ho rimane in carico ad uno solo soggetto . Grazie

    1. Elisa di FlexTax

      Buongiorno Adriano,

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  3. Buongiorno, sono a regime forfettario 15% + 5%. ho aperto la partita iva inizio 2019 ed ho ottenuto in totus la naspi di 24 mesi. ora nel 2020 pagherò le tasse relative all’anno 2019 ed un acconto del 2020. vorrei sapere la percentuale dell’acconto 2020 e la naspi cosa influirà sulle tasse che devo pagare. grazie

    1. Elisa di FlexTax

      Buon pomeriggio Moira,

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      La ringraziamo e le auguriamo buon pomeriggio!

  4. Salve ho aperto la partita Iva nel 2019 precisamente ad aprile. Ma non ho iniziato ancora l’attività. Vorrei sapere se devo pagare un importo fisso anche se non ho fratturato niente. Non ho ricevuto ancora niente dall’INPS.

    1. Elisa di FlexTax

      Buon pomeriggio Riccardo,

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  5. Nel 2018 e 2019 ho il regime forfettario.
    A parte l’INPS, in 4 rate, non ho pagato altro quest’anno.
    Sono agente di commercio, senza altri redditi.
    Entro il 2 dicembre oltre all’imposta sostitutiva devo pagare anche acconti? Quest’anno so di aver guadagnato meno del 2018. Grazie

    1. Anna di FlexTax

      Buongiorno Andrea,

      Gli acconti dovuti per imposta sostitutiva e contributi sono sempre calcolati sullo storico, ovvero sul reddito conseguito nell’anno precedente.

      E’ permesso ricalcolare gli acconti sulla base del reddito presunto dell’anno per il quale si stanno versando, ma qualora gli acconti ricalcolati non fossero coerenti con il reddito che conseguirà, si andrà incontro a sanzioni.

      Essendo iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’Inps, se il suo reddito (ricavi al netto del coefficiente di redditività) per l’anno 2018 è stato inferiore a € 15.878, sicuramente non dovrà acconti sui contributi eccedenti il minimale. Purtroppo, non abbiamo sufficienti informazioni per poterle dare indicazioni in merito all’imposta sostitutiva.

      La ringraziamo e le auguriamo una buona Domenica.

  6. Buongiorno,
    nel calcolo sopra esposto non vengono calcolati gli acconti dovuti per l’anno successivo. Si potrebbe avere una delucidazione anche in questo senso? In realtà, dei 42.021,12 euro con imposta sostitutiva al 5% avendone ricavati 55.0000, dovrebbero rimanere la metà, se consideriamo il 100% di acconto INPS e l’80% di acconto tasse.
    Grazie mille

    1. Elisa di FlexTax

      Buongiorno Davide,
      per avere una stima precisa dell’imposta e dei contributi da versare, le consigliamo di utilizzare creare un Account gratuito su FlexSuite ed utilizzare il nostro simulatore alla sezione FlexTools.
      Possono essere dedotti dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva solo i contributi obbligatori versati nell’anno. Per esempio, se si sta compilando a giugno 2020 la Dichiarazione dei redditi percepiti nel 2019, dal reddito imponibile per calcolare l’imposta dovuta, si possono dedurre tutti e solo i contributi obbligatori versati dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019.
      Speriamo di averla aiutata.
      La ringraziamo e le auguriamo buona giornata.

  7. Buongiorno FlexTax,

    In previsione di passare immediatamente al regime forfettario (in cui rientro per requisiti), la dichiarazione che dovrò fare quest’anno si calcolerà già con le regole di questo regime?

    Oppure nel modello unico dei redditi 2018 è necessario applicare le regole per la contabilità semplificata, di cui mi sono avvalso fino ad oggi? (penso che sia questo il mio caso).

    In ogni caso non sarò comunque più tenuto a versare l’iva trimestralmente nel 2019, giusto?
    Grazie

    La sottoscrizione al vostro servizio può iniziare anche, per ipotesi, a settembre?

    1. Buonasera Edoardo,

      Dato che lei applicherà il Regime forfettario per la sua attività del 2019, la Dichiarazione dei redditi che farà a Giugno, relativa all’attività del 2018, sarà soggetta ancora alle regole del Regime semplificato.

      Applicando il Regime forfettario nel 2019, non dovrà più presentare le Dichiarazioni Iva trimestrali, fatta eccezione dell’ultima relativa al 2018, nella quale dovrà procedere anche con la rettifica Iva.

      La ringraziamo e le auguriamo un buona serata.

  8. Credo ci sia un errore:
    “I contributi previdenziali per i professionisti prevedono un pagamento del 25,72% del reddito imponibile. Nel nostro caso risulteranno quindi essere: 4.320,96 euro (25,72% di 16.800 euro).”

    Non dovrebbe essere il 25,72% di 19.500?

    1. Buongiorno Vito, grazie per la puntualizzazione, correggiamo immediatamente perchè, come ha giustamente osservato, c’è stata una svista nell’articolo pubblicato.
      Grazie ancora per la segnalazione.

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