Regime forfettario programmatori

Regime forfettario programmatori

Possono i programmatori accedere al Regime forfettario?

Tanti programmatori oggi decidono di aprire Partita Iva per svolgere l’attività autonoma in modo abituale.

I programmatori, al pari delle altre Partite Iva individuali, possono accedere al Regime forfettario se rispettano specifiche caratteristiche.

Il Regime forfettario è un Regime fiscale agevolato caratterizzato da un’imposta sostitutiva al 15% (o, rispettando alcuni parametri, al 5% per i primi cinque anni di attività).

Tale imposta sostitutiva sostituisce Irpef (con aliquote dal 23% al 43%), addizionali regionali e comunali e l’eventuale Irap.

Vediamo quindi in questo articolo:


  • Quali sono i requisiti per poter accedere al Regime forfettario;
  • Quale codice ATECO utilizzare all’apertura della Partita Iva;
  • Quali e quanti contributi devi pagare se sei un programmatore;
  • Un esempio di calcolo dell’imposta sostitutiva e contributi.

Regime forfettario programmatori: requisiti

Per poter accedere al Regime forfettario devi rispettare l’unico requisito previsto.

Non devi infatti aver conseguito nell’anno precedente ricavi superiori a 65.000 euro dalla tua attività con Partita Iva.

Se invece non hai ancora la Partita Iva e decidi di aprirla, se presumi di conseguire ricavi inferiori a 65.000 euro, potrai accedere al Regime forfettario per il primo anno, anche se poi in tale anno dovessi superare il limite di ricavi (ragguagliato ad anno se l’apertura avviene in corso d’anno).

Tuttavia, se nel primo anno di apertura della Partita Iva superi il limite di ricavi di 65.000 euro, o il limite di ricavi ragguagliato ad anno se l’apertura della Partita Iva avviene in corso d’anno, l’anno successivo sarai escluso dal Regime forfettario.

Potrai tornare ad applicarlo l’anno ancora successivo, se nell’anno in cui sei escluso conseguirai ricavi inferiori a 65.000 euro.

Oltre al limite di ricavi, per poter accedere al Regime forfettario dovrai inoltre assicurarti di non far parte di nessuna delle cause di esclusione previste dalla Normativa.

Codice ATECO per programmatori

Al momento dell’apertura della Partita Iva ti sarà richiesto di inserire il codice ATECO previsto per la tua attività.

Per l’attività di programmatore (web, software o analista programmatore) il codice ATECO che puoi utilizzare è il seguente:

  • 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione.

Per approfondire l’argomento, guarda la nostra pagina con i codici ATECO più comuni nel Regime forfettario.

Con il precedente codice ATECO, come chiarito dalla pagina dedicata dell’ISTAT, potrai svolgere le seguenti attività:

  • progettazione della struttura e dei contenuti e/o la compilazione dei codici informatici necessari per la creazione e implementazione di: software di sistema (inclusi gli aggiornamenti), applicazione di software (inclusi gli aggiornamenti), database, pagine web;
  • personalizzazione di software, ad esempio modificando e configurando un’applicazione esistente in modo che essa sia funzionale all’ambiente del sistema informativo dei clienti.

A tale codice ATECO è assegnato un coefficiente di redditività del 67%.

Per chiarirti il meccanismo del coefficiente di redditività in Regime forfettario, guarda il nostro articolo dedicato: Regime forfettario coefficiente di redditività.

Regime forfettario programmatori: contributi Inps

Se sei un programmatore con Partita Iva dovrai iscriverti in Camera di Commercio, a cui versare il diritto camerale annuale e alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps.

Verserai i contributi alla suddetta Gestione secondo questo schema di reddito:

  • per il reddito compreso tra 0 e 15.953 euro: verserai contributi fissi di circa 3.850 euro all’anno;
  • per il reddito superiore ai 15.953 euro: oltre ai contributi fissi, li verserai per il 24%.

Essendo iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps e applicando il Forfettario, potrai inoltre richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare, la quale si applica sia ai contributi fissi che a quelli eccedenti il minimale.

Per tutti gli approfondimenti: Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti.

Ti indichiamo inoltre che se aprirai la tua Partita Iva in corso d’anno, i contributi fissi e lo stesso reddito minimale saranno proporzionati ai mesi di attività.

Esempio di calcolo Imposta sostitutiva e Contributi Inps

Per capire meglio come funziona il calcolo dell’imposta sostitutiva e dei contributi Inps in Regime forfettario, vediamo un esempio concreto.

Riccardo, informatico, ha conseguito ricavi inferiori a 65.000 euro, non ricade in nessuna delle cause di esclusione e quindi quindi di applicare il Forfettario.

L’anno successivo Riccardo consegue ricavi dalla sua attività per 40.000 euro.

NB: ipotizziamo che i contributi previdenziali versati nell’anno (unica spesa deducibile in Regime forfettario) siano pari a 6.000 euro, senza considerare il meccanismo del saldo e degli acconti.

Ricavi: 40.000 euro

Coefficiente di redditività: 67%

Reddito lordo: 26.800 euro (40.000 x 67%)

Contributi versati: 6.000 euro

Reddito netto: 20.800 euro (26.800 – 6.000)

Imposta sostitutiva al 15%: 3.120 euro (20.800 x 15%)

Contributi fissi Inps:  3.850 euro

Contributi eccedenti il minimale: 1.163,28 euro (20.800 – 15.953 x 24%)

Se vuoi valutare la convenienza del Regime forfettario: Regime forfettario quando conviene?

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Anna di FlexTax

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