Regime Forfettario per procacciatori d’affari

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Procacciatori d’affari e Regime Forfettario

Se sei un procacciatore di affari con Partita Iva individuale puoi decidere di adottare per la tua attività il Regime Forfettario, il quale ti permette di ottenere numerosi vantaggi e semplificazioni di tipo contabile e fiscale.

Devi sapere che tale Regime ha un’aliquota di imposta sostitutiva del 15% (o del 5% in presenza di determinate condizioni), che è sicuramente più bassa rispetto alle aliquote Irpef previste dal Regime ordinario, le quali vanno dal 23% al 43%.

Per accedere all’imposta sostitutiva e a tutte le altre agevolazioni del Regime Forfettario, devi rispettare diversi requisiti di accesso.

Codice ATECO per procacciatori d’affari

Ogni Partita Iva è identificata da un differente Codice ATECO, il quale classifica la tipologia di attività svolta. Quindi, anche per la tua attività di procacciatore di affari ne esiste uno.

Di seguito trovi i Codici ATECO più comuni per l’attività di procacciatore di affari:

  • 46.19.02 – Procacciatori d’affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
  • 46.16.08 – Procacciatori d’ affari di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle
  • 46.18.34 – Procacciatori d’affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici
  • 46.13.04 – Procacciatori d’affari di legname e materiali da costruzione
  • 46.15.06 – Procacciatori d’affari di mobili, articoli per la casa e ferramenta
  • 46.17.08 – Procacciatori d’affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco
  • 46.14.06 – Procacciatori d’affari di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili, macchine agricole, macchine per ufficio, attrezzature per le telecomunicazioni, computer e loro periferiche
  • 46.18.23 – Procacciatori d’affari di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso domestico, elettrodomestici

Nel prossimo paragrafo riuscirai a comprendere perché è davvero importante conoscere il proprio Codice ATECO.

Calcolo dell’imposta per procacciatori d’affari in Regime Forfettario

Il Regime forfettario prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% o del 5% (se si rispettando determinati requisiti). Tale aliquota viene applicata al reddito imponibile, il quale viene calcolato attraverso il coefficiente di redditività, diverso per ciascun Codice ATECO si scelga di adottare.

Per te che sei un procacciatore d’affari è del 62%, qualsiasi Codice sopraelencato tu scelga di associare alla tua Partita Iva.

Come si calcola il reddito imponibile nel Regime Forfettario? Si devono semplicemente moltiplicare i ricavi dello scorso esercizio per il coefficiente di redditività, ottenendo così il reddito imponibile lordo; da questo si deducono i contributi obbligatori versati nell’anno, giungendo al reddito imponibile netto, su cui sarà calcolata l’imposta sostitutiva.

Esempio:

Ricavi: 51.000
Coefficiente di redditività: 62%
Contributi obbligatori versati: 5.000 €
Reddito imponibile lordo: 31.620 € (51.000 x 62%)
Reddito imponibile netto: 26.620 € (31.620 – 5.000)
Imposta sostitutiva del 15%: 3.993 € (26.620 x 15%).

Contributi INPS per procacciatori d’affari in Regime forfettario

Oltre al pagamento dell’imposta sostitutiva, il Regime Forfettario prevede il versamento dei contributi previdenziali obbligatori.

Essendo tu un procacciatore d’affari, risulti essere un Commerciante e di conseguenza dovrai versare i contributi obbligatori alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps, secondo questo schema:

  • Per la parte di reddito compresa tra 0 e 15.878,00 euro di reddito (il cosiddetto “reddito minimale”) devi versare una contribuzione fissa pari a 3.832,45 euro;
  • Sul reddito eccedente il minimale fino a 47.143,00 euro, si applica un’aliquota del 24,09%;
  • Sul reddito compreso tra i 47.143,01 e 78.572,00 euro, l’aliquota è pari al 25,09%.

Questo vuol dire che un commerciante che non produce reddito sarà comunque obbligato al versamento di 3.832,45 euro a titolo di contributi previdenziali obbligatori, da pagare in 4 rate fisse.

N.B.: 78.752,00 euro è l’importo oltre il quale non si versano più i contributi (reddito massimale). Per i lavoratori iscritti al sistema pensionistico a partire dal 1° Gennaio 1996, il massimale è pari a 102.543,00 euro.

Esempio:

Ricavi: 64.000 €
Coefficiente di redditività: 62%
Reddito imponibile: 39.680 €
Contribuzione fissa: 3.832,45 €
Contribuzione eccedente il minimale: 5.733,90 € (39.680 – 15.878 x 24,09%).

Facendo parte della Gestione Artigiani e Commercianti, potrai richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS da versare.

Inoltre, non dovrai versare alcun contributo previdenziale all’Enasarco, in quanto non hai l’obbligo di iscrizione a tale Fondazione. Ma attenzione: nel caso in cui la tua attività di procacciatore di affari sia riconducibile a quella dell’agente di commercio (a causa della stabilità del rapporto con l’azienda preponente), allora si presuppone l’esistenza di un mandato di agenzia e dovrai obbligatoriamente iscriverti all’Enasarco.

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