Istruttore sportivo e il Regime forfettario

Se sei un istruttore sportivo e la tua attività passa da prestazione occasionale ad abituale e continuativa nel tempo, dovrai aprire la Partita Iva. Il nostro consiglio è quello di rivolgerti ad un commercialista che ti guidi nei vari passaggi, dall’apertura alla scelta del Codice Ateco e del Regime fiscale da adottare. Tra i vari Regimi, il Regime forfettario è quello che, valutando la tua situazione soggettiva, potrebbe riservarti maggiori agevolazioni, proprio perché presenta vantaggi fiscali e contabili dedicati solo al forfettario.  In questo articolo ti forniremo una panoramica completa del Regime forfettario riferita alla tua attività di istruttore sportivo.

Regime forfettario per istruttore sportivo: chi può applicarlo?

La prima cosa importante da sapere se vuoi adottare il forfettario per la tua attività di istruttore sportivo, è che ci sono delle condizioni precise da rispettare per potervi accedere. Devi innanzitutto controllare di non rientrare in nessuna causa di esclusione del forfettario, pena l’impossibilità di adottare tale Regime. Inoltre, i tuoi ricavi dell’anno precedente non devono superare i 65.000 euro. Se rispetti tutte queste condizioni, potrai allora tranquillamente adottare il Regime forfettario per la tua Partita Iva di istruttore sportivo.

Regime forfettario per istruttore sportivo: Codice Ateco

Dopo aver aperto la Partita Iva, dovrai scegliere il tuo Codice Ateco. Questo Codice è una sequenza numerica utilizzata per identificare la tipologia di attività, infatti è diversa a seconda della tua professione. Per te che sei un istruttore sportivo, il Codice Ateco che dovrai adottare è il seguente:

  • 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi, in cui sono inclusi:

– formazione sportiva (calcio, baseball, basket, cricket eccetera)
– centri e campi scuola per la formazione sportiva
– corsi di ginnastica
– corsi o scuole di equitazione
– corsi di nuoto
– istruttori, insegnanti ed allenatori sportivi
– corsi di arti marziali
– corsi di giochi di carte (esempio bridge)
– corsi di yoga

Il Codice Ateco è presente in tutti i Regimi fiscali, ma nel forfettario ha un’importanza fondamentale in quanto a ciascun Codice corrisponde un coefficiente di redditività.  Il coefficiente di redditività si applica ai ricavi che hai ottenuto nell’anno: ottieni da questa operazione il reddito imponibile sul quale saranno calcolati imposta e contributi che dovrai versare. Per te che sei un istruttore sportivo, il coefficiente ha un’aliquota del 78%.

Regime forfettario per istruttori sportivi: Contribuzione

Come istruttore in Partita Iva forfettaria, sarai tenuto a versare:

  • I contributi previdenziali Inps
  • L’imposta sostitutiva del 15% (in alcuni casi può scendere al 5%, se rispetti alcune condizioni)

Imposta e contributi li pagherai sul tuo reddito imponibile (ricavi x coefficiente di redditività). Essendo tu annoverato come un professionista ed iscritto quindi alla Gestione Separata Inps, non avrai contributi fissi obbligatori da pagare, ma li verserai per il 25,72% del tuo reddito. Attraverso questo meccanismo, verserai i contributi solo se produrrai del reddito; in caso contrario, non verserai alcun contributo.

Ti ricordiamo che se non lavori per privati ma per ad esempio palestre o associazioni sportive, sarai soggetto alla contribuzione ex-enpals e non alla Gestione Separata.

Ti riportiamo qui di seguito un esempio di tassazione alla quale sarai soggetto come istruttore sportivo, supponendo che i tuoi ricavi ammontino a 35.000 euro interamente conseguiti prestando la professione a soggetti privati.

Ricavi: 35.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 27.300 euro (35.000 x 78%)
Imposta sostitutiva 15%: 4.095 euro (27.300 x 15%)
Contributi previdenziali 25,72%: 7.021,56 euro (27.300 x 25,72%)

Riassumendo, se come istruttore hai ottenuto alla fine dell’anno 35.000 euro di ricavi, sarai tenuto a versare un totale di 11.116,56 euro tra imposta (4.095 euro) e contributi (7.021,56 euro).

NB: nell’esempio abbiamo omesso per semplicità di indicare i contributi obbligatori versati nell’anno. Fossero stati presenti, tali contributi si sarebbero potuti dedurre dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta.