Formatore: Regime forfettario

Se come formatore hai già aperto o stai pensando di aprire la tua Partita Iva, dovrai scegliere il Regime fiscale da adottare. Il Regime fiscale che potrebbe essere più conveniente per te potrebbe risultare il Regime forfettario. È un regime che garantisce a chi lo adotta numerosi vantaggi a livello sia contabile che fiscale, e in questo articolo andremo ad analizzare i punti salienti riferiti alla tua attività di formatore.

Regime forfettario per formatore: chi può accedere?

La prima cosa da tenere in considerazione se si sta valutando di adottare il forfettario, sono i ricavi conseguiti. Per poterlo adottare come Regime fiscale, non bisogna aver conseguito ricavi superiori ai 65.000 euro nell’anno precedente di attività. Questo vuol dire che se è la prima volta che apri la Partita Iva come formatore, sicuramente rispetti questo limite, perché i tuoi ricavi da Partita Iva dell’anno precedente sono pari a zero. Non potrai inoltre adottare il forfettario se rientri anche solo in una delle altre cause di esclusione del forfettario.

Il Codice Ateco per formatori

Dopo aver aperto la Partita Iva come formatore, dovrai scegliere il tuo Codice Ateco. Il Codice Ateco è una sequenza di 6 numeri che identifica la tua attività.  Tu che sei un formatore, dovrai scegliere il seguente Codice:

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Il Codice Ateco è presente in ogni regime fiscale tu scelga di adottare, ma nel forfettario acquista una valenza fondamentale perché a ciascun Codice corrisponde un coefficiente di redditività, determinante per il calcolo del reddito imponibile. Il coefficiente di redditività per te che sei un formatore è del 78%.

Regime forfettario per formatori: tassazione

Come formatore con Partita Iva in forfettario, dovrai versare:

L’imposta e i contributi li dovrai pagare in base al tuo reddito imponibile, che si ottiene moltiplicando ai ricavi che hai conseguito il coefficiente di redditività del 78%. I contributi previdenziali li pagherai nella percentuale del 25,72% del tuo reddito. Non sarai perciò tenuto a versare contributi fissi obbligatori, ma li verserai solo se produrrai reddito: questo vuol dire che se un anno i tuoi guadagni saranno pari a zero, zero saranno anche i tuoi contributi previdenziali.

Esempio tassazione formatori

Ti facciamo ora un esempio per capire meglio quanto sarai tenuto a versare tra imposta e contributi, supponendo che alla fine dell’anno tu abbia ricavato 30.000 euro dalla tua attività di formatore:

Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile: 23.400 euro (30.000 x 78%)
Imposta sostitutiva: 3.510 euro (23.400 x 15%)
Contributi previdenziali: 6.018,48 euro (23.400 x 25,72%)

N.B.: nell’esempio, per semplicità, si suppone che non si siano versati i contributi obbligatori nell’anno.

Quindi, se in un anno hai conseguito 30.000 euro di ricavi, dovrai versare un totale di 9.528,48 euro tra imposta (3.510 euro) e contributi (6.018,48 euro).