Regime forfettario per fattorini

Fattorini: il Regime forfettario

Negli ultimi anni la professione del fattorino ha trovato largo spazio nel mondo del lavoro, principalmente grazie alla nascita di aziende di consegna a domicilio quali JustEat, Deliveroo, Glovo, ecc.

Se l’attività che hai svolto fino ad oggi in prestazione occasionale inizia a fruttare ricavi superiori ai 5.000 euro e, verosimilmente, diventa un’attività abituale e continuativa nel tempo, avrai la necessità di aprire la Partita Iva. Prima di tutto, è consigliabile che tu ti rivolga ad un esperto, in grado di guidarti passo a passo in questo processo, talune volte delicato.

È possibile che il Regime fiscale più adatto alle tue esigenze possa essere il Regime forfettario, che ti permette di avere vantaggi interessanti in base alla tua situazione personale, motivo per il quale questo articolo è proprio dedicato al Regime forfettario per fattorini.

Regime forfettario per fattorini: chi può applicarlo?

Se sei un fattorino e hai deciso di adottare il regime forfettario, dovrai assicurarti per prima cosa di rispettare il limite dei 65.000 euro di ricavi all’anno. Se apri la Partita Iva per la prima volta, sicuramente rientrerai all’interno di questa soglia e potrai applicare il forfettario.

Questo però non è l’unico limite da rispettare: devi infatti assicurarti di non rientrare in nessun’altra causa di esclusione del Regime forfettario, la quale ti comporterebbe l’impossibilità di far parte di questo Regime fiscale, pur rispettando il limite dei ricavi.

Codice Ateco per fattorini

Nel momento in cui apri la tua Partita Iva come fattorino, la prima cosa che devi fare è scegliere il tuo Codice Ateco. Se sei un fattorino, hai la possibilità di scegliere tra due Codici Ateco differenti:

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  • 82.99.99 – altri servizi di sostegno alle imprese nca

– sottotitolatura in simultanea di meeting e conferenze
– organizzazione di raccolta fondi per conto terzi
– servizi di raccolta monete nei parchimetri
– attività dei banditori d’asta autonomi
– gestione di programmi di fidelizzazione commerciale
– altre attività di supporto alle aziende non classificate altrove
– lettura di contatori del gas, acqua ed elettricità
– volantinaggio
– affissione di manifesti
– emissione di buoni sostitutivi del servizio mensa

  • 53.20.00 – altre attività postali e di corriere senza obbligo di servizio universale

– servizi di consegna a domicilio;
– ritiro, smistamento, trasporto e recapito (nazionale o internazionale) di lettere, pacchi e pacchetti (postali) da parte di ditte che operano al di fuori degli obblighi di servizio universale. Possono essere coinvolti uno o più mezzi di trasporto e l’attività può essere svolta con mezzi di trasporto propri (privati) o pubblici;
– servizio di pony express.

Il Codice Ateco, oltre a definire la natura della tua attività, è importante perché da esso si ricava il coefficiente di redditività. Il coefficiente di redditività per entrambi i Codici è del 67%, ed è da esso che si ricava il reddito imponibile su cui calcolare imposta e contributi da versare.

La differenza fondamentale tra i due Codici Ateco che abbiamo riportato è che se scegli di adottare il primo Codice, sarai considerato come un Professionista e dovrai iscriverti alla Gestione Separata Inps e versare i contributi a questa Cassa previdenziale, mentre con il secondo Codice, essendo tu considerato un Commerciante, dovrai iscriverti alla Camera di Commercio e versare i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps.

Regime Forfettario per fattorini:  la contribuzione

Se scegli di aprire la tua Partita Iva come fattorino e aderire al Regime forfettario, sarai tenuto a versare:

  • L’imposta sostitutiva – Essa prevede un’aliquota del 15% da applicare al reddito imponibile (ricavi per coefficiente di redditività), se si rispettano precise condizioni può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività
  • I contributi previdenziali – Essi dipendono invece dal Codice Ateco che hai scelto in fase di apertura della tua Partita Iva e di conseguenza dall’inquadramento fiscale adottato

Se sei soggetto alla Gestione Separata Inps, come Professionista dovrai versare contributi previdenziali con l’aliquota del 25,98% sul reddito prodotto dalla tua attività in Partita Iva. Questo vuol dire che se alla fine dell’anno non hai prodotto alcun ricavo, non sarai tenuto a versare nulla.

Se invece scegli il Codice Ateco che ti definisce come Commerciante, dovrai versare il contributo fisso di circa 3.840 euro alla Gestione Artigiani e Commercianti (ciò indipendentemente dal fatto che tu abbia prodotto ricavi o meno) e il 24,09% dei ricavi che superano la soglia dei 15.953 euro.
In questo caso, facendo tu parte della Gestione Artigiani e Commercianti, potrai richiedere la riduzione del 35% dei contributi Inps da versare, tenendo presente però che potrai vederti ridotte anche le settimane accreditate ai fini pensionistici.

Qui di seguito ti riportiamo due esempi, proprio per capire in maniera semplice a quali spese andrai incontro se decidi di adottare il Regime forfettario per la tua attività di fattorino.
Nel primo esempio, supponiamo tu sia un Professionista facente parte della Gestione Separata.  Nel secondo esempio, invece, supponiamo tu sia un Commerciante e debba perciò versare i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti.

N.B: per semplicità, in entrambi gli esempi supponiamo che non si siano versati contributi obbligatori nell’anno e che non si abbiano i requisiti per accedere alla riduzione del 5% dell’imposta sostitutiva (per quanto riguarda il secondo esempio, si suppone anche non si sia richiesta la riduzione del 35% dei contributi Inps).

Esempi concreti

Esempio 1

Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 67%
Reddito imponibile: 20.100 euro (30.000 x 67%)
Imposta sostitutiva 15%: 3.015 euro (20.100 x 15%)
Contributi previdenziali 25,72%: 5.221,98 euro (20.100 x 25,98%)

Riassumendo, se sei un fattorino Professionista e hai guadagnato in un anno di attività 30.000 euro, dovrai versare tra imposta (3.015 euro) e contributi previdenziali (5.221,98 euro) un totale di 8.236,98 euro.

Esempio 2:
Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 67%
Reddito imponibile: 20.100 euro (30.000 x 67%)
Imposta sostitutiva 15%: 3.015 euro (20.100 x 15%)
Contributi fissi (sul reddito minimale): 3.840 euro
Contributi fissi sul reddito eccedente il minimale: 999,01 euro (20.100 – 15.953 x 24,09%)

Riassumendo, se sei un fattorino facente parte della Gestione Artigiani e Commercianti e hai guadagnato 30.000 euro alla fine dell’anno, dovrai versare tra imposta (3.015 euro) e contributi (3.840 + 999,01 euro) un totale di 7.854,01 euro.

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Anna di FlexTax

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