Regime forfettario Inps

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Regime forfettario Inps

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull’ammontare dei contributi Inps che devono versare coloro che aderiscono al Regime forfettario. Analizzeremo nel dettaglio l’argomento dell Regime forfettario Inps.

Innanzitutto Ricordiamo che il Regime forfettario è un regime che permette di avere diversi vantaggi fiscali e contabili. Scopri tutto quello che c’è da sapere sul Regime forfettario 2018.

Novità

La Legge di Stabilità del 2016 ha introdotto la possibilità di versare i contributi Inps per tutti coloro che posseggono una partita Iva.

Tutti coloro che possiedono i requisiti d’accesso e che quindi aderiscono al Regime Forfettario hanno la possibilità di adottare uno tra i seguenti regimi contributivi: il regime ordinario o il regime agevolato.

Per essere soggetti al Regime contributivo agevolato, bisogna aver presentato l’apposita domanda all’Istituto, con la quale si richiede e si comunica all’Inps l’intenzione di voler versare i contributi previdenziali con aliquota ridotta. Tale domanda, nel 2017, aveva la scadenza il 28 febbraio.   

La circolare 22 del 31 gennaio 2017 ha illustrato nel dettaglio quali requisiti deve avere e come deve fare per chi ha aderito al Regime Forfettario e vuole beneficiare del Regime contributivo agevolato.

Fino al 2017 i soggetti aderenti al Regime forfettario che svolgevano un’attività imprenditoriale potevano essere soggetti a contributi previdenziali ridotti del 35%, presentando l’apposita domanda entro il 28 febbraio di ogni anno, al fine di confermare il rispetto dei requisiti richiesti.

Con la circolare INPS 22 del gennaio 2017, sono stati apportati cambiamenti alle modalità di comunicazione dell’intenzione di aderire al regime contributivo agevolato:

  • Coloro soggetti al Regime forfettario e che nel 2017 abbiano intrapreso una nuova attività d’impresa, devono presentare la domanda entro il 28 febbraio 2018.
  • Coloro soggetti al Regime forfettario che aprono una nuova attività imprenditoriale nel 2018, per aderire al Regime contributivo Inps agevolato, devono immediatamente comunicare la loro intenzione all’Istituto, così da consentire la corretta applicazione dell’aliquota ridotta annuale.

Inoltre, con questa circolare, la domanda di riduzione contributi Inps per i Regimi forfettario non deve essere più presentata ogni anno ma è sufficiente avere ottenuto l’agevolazione l’anno prima.

Ovviamente non si ha più l’obbligo di presentazione della domanda se la si è già inviata l’anno precedente e si rispettano ancora i requisiti richiesti per l’agevolazione.

Nel caso non si posseggano più i requisiti per il rientro nel regime agevolato contributivo, si deve dichiararlo con un apposito modulo all’Inps così da veder corretta la propria aliquota contributiva.

La domanda di riduzione dell’aliquota per i contributi Inps deve essere inviata via telematica dell’apposito modulo online, disponibile per gli utenti che possiedono il pin dell’Inps, nel “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”.

Chi ha aperto una nuova attività deve recapitare la domanda entro il 28 febbraio 2018, invece chi ha già presentato la domanda nel 2017 e rispetta ancora i requisiti per il regime contributivo agevolato non deve inviare nulla.

Molto importante è essere a conoscenza che se si aderisce al regime contributivo agevolato da una parte si ha la riduzione del 35% dei contributi Inps da versare ma dall’altra non si vedono accreditate 52 settimane di pensione bensì solo 33,8 (il 65% di 52).

Regime forfettario Inps: Regime contributivo agevolato  

Ma chi può accedere alla riduzione dell’aliquota Inps?

Possono accedervi tutti i soggetti che aderiscono al Regime Forfettario che svolgono un’attività d’impresa e coloro che hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti.

Chi, invece, ne viene escluso?

Tutti coloro che svolgono professioni che non sono soggette all’obbligatoria iscrizione al Registro delle Imprese né alla Cassa Professionale ma hanno, invece, l’obbligo di iscrizione alle Gestione Separata Inps.

Regime forfettario Inps: Gestione Separata

Versare i contributi all’Inps è obbligatorio per qualsiasi tipo di attività.

Le attività più classiche hanno la loro specifica Gestione pensionistica, per esempio un idraulico versa i contributi nella Gestione Artigiani e un commerciante versa i contributi nella Gestione Commercianti.

Le Gestioni Artigiani e quella dei Commercianti sono quasi identiche, infatti costituiscono la Gestione Artigiani e Commercianti, che è la Gestione più antica e affidabile di tutte, in quanto rappresenta la cassa previdenziale che esiste da più tempo.

Negli anni ’90 l’Inps si accorse che, tolte le attività classiche, molte altre non avevano una Gestione previdenziale dedicata.

Così nel ’95 l’INPS, spinto anche da un bisogno urgente di incassi, creò la Gestione Separata.

La Gestione Separata raccoglie tutti i professionisti senza una cassa previdenziale specifica propria.

La Gestione Separata, non confluisce con altre gestioni pensionistiche, per esempio se si sono pagati contributi 10 anni alla Gestione lavoratori dipendenti e in seguito per altri 20 anni i contributi sono stati versati alla Gestione Separata, esse non confluiscono in un’unica pensione, bensì si percepiranno due differenti pensioni.

Regime forfettario Inps: contributi

Ma come calcolare le tasse e i contributi da dover versare alla propria Cassa Previdenziale di appartenenza?

Per quando riguarda i contributi previdenziali da versare annualmente all’Inps si distinguono due diverse situazioni:

  • Soggetto iscritto all’Albo professionale della sua specifica attività (ad esempio Artigiani e Commercianti)

Tale individuo dovrà informarsi presso il suo Albo di appartenenza della quota di contributi previdenziali da dover versare ogni anno.

  • Soggetto non iscritto a nessun Albo Professionale. Tale individuo dovrà iscriversi alla Gestione Separata INPS.

Fare parte della Gestione Separata comporta molti vantaggi. A differenza delle attività iscritte in Albi professionali che devono versare una quota specifica di contributi previdenziali ogni anno, coloro che fanno parte della Gestione Separata INPS, devono versare una percentuale del loro fatturato. Il vantaggio consiste nel fatto che se un’attività nell’esercizio genera utili bassi, la quota da versare in contributi INPS si riduce fino ad annullarsi in caso di chiusura in perdita.

Ricordiamo che:

Nella dichiarazione dei redditi che si fa l’anno successivo alla chiusura dell’esercizio di attività, si calcolano i contributi Inps e si provvede a versare il saldo dovuto (si applica l’aliquota di riferimento e dall’importo si detraggono gli acconti già versati), successivamente si determinano gli anticipi dovuti per l’esercizio in corso al momento della redazione della dichiarazione dei redditi.

L’anno successivo a quello del saldo, quindi, l’acconto viene versato in 2 rate: la prima insieme al saldo relativo all’anno precedente e la seconda in genere entro il 30 novembre.

Regime forfettario Inps: calcolo tassazione

Di seguito, con un esempio numerico si cercherà di spiegare in numeri quanto fin qua detto a parole.

  • Ipotizziamo che un professionista nel 2017 abbia generato un fatturato annuo lordo di 25.000 euro complessivi e che nello stesso anno abbia pagato contributi previdenziali per 2.700 euro.
  • Per calcolare le spese da dedurre si deve controllare il coefficiente di redditività relativo al proprio codice ATECO, che in questo caso risulta essere pari al 78%.

Tale percentuale rappresenta l’ammontare del reddito che verrà considerato al netto delle spese e di conseguenza, in questo caso, le spese per la gestione dell’attività stimate in modo forfettario sono pari a 5.500 euro.

Applicando questa percentuale al fatturato lordo complessivo si otterrà un reddito imponibile lordo di 19.500 euro (il 78% di 25.000).

  • A questo punto si deve procedere con il calcolo del reddito imponibile netto, quindi si devono sottrarre all’imponibile lordo i contributi già versati nell’anno precedente.

Otteniamo così 16.800 (19.500 – 2.700) euro di reddito imponibile netto.

  • Dunque, i 16.800 euro rappresentano il punto di partenza per il calcolo dell’imposta sostitutiva.

La tassazione sostitutiva è di aliquota del 5% per i primi 5 anni se si possiede il requisito di novità, mentre è del 15% negli anni successivi.

  • Ipotizziamo di essere nel primo esercizio di un’attività che possieda i requisiti di novità: l’imposta sostitutiva da versare sarà di 840 (5% di 16.800). nel caso si fosse nel sesto anno di attività tale imposta sarebbe 2.250 (15% di 16.800).
  • I contributi previdenziali per i professionisti prevedono un pagamento del 25,72% del reddito imponibile (il reddito imponibile a cui fare riferimento quando si calcolano i contributi previdenziali, è quello al lordo dei contributi Inps pagati l’anno precedente). Essi risulteranno essere pertanto 5.015,40 euro (25,72% di 19.500).

I contributi Inps che ammontano a 5.015,40 dovranno essere versati in due differenti acconti e verranno dedotti dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva, quando si chiuderà l’anno 2018.

In sintesi si deduce che un professionista che aderisce al regime forfettario 2018, generando un fatturato di 25.000 euro, dovrà versare 840 euro di imposta sostitutiva e 5.015,40 euro di contributi previdenziali alla Gestione INPS Separata.

Regime forfettario Inps: Aliquote Inps 2018

Tutto quanto sopra premesso, le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione Separata per l’anno 2018 sono complessivamente fissate come segue.

Collaboratori e figure assimilate          Soggetti:

  • Non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COL
  • Non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL
  • Titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria
Aliquote

34,23 %

(33,00+0,72+0,51 aliquote aggiuntive)

33,72%

(33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)

24%

Liberi professionisti          Soggetti:

  • Non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
  • Titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria
25,72% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)

24%

Per conoscere dettagliatamente le aliquote contributive della Gestione Separata 2018, leggere la circolare n.18 del 31/01/2018.

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Oppure sei un libero professionista e vorresti sapere nel dettaglio le regole per questa categoria, l’articolo Regime forfettario professionisti chiarirà le tue idee.

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