Regime forfettario informatici

Regime forfettario informatici

I consulenti informatici possono accedere al Regime forfettario?

A causa delle nuove tecnologie e del processo di digitalizzazione che sta avvenendo in maniera sempre più pervasiva, sono sempre più numerosi i soggetti che decidono di aprire Partita Iva per svolgere l’attività di informatico.

Un informatico, al pari di tutti gli altri soggetti titolari di Partita Iva individuale, può accedere al Regime forfettario.

Con la Legge di Bilancio 2019 il precedente Regime forfettario è stato ampliato a tutti i soggetti titolari di Partita Iva che abbiano conseguito nell’anno precedente ricavi non superiori a 65.000 euro.

Il Regime forfettario è un Regime fiscale che permette di applicare al proprio reddito un’unica imposta sostitutiva al 15%, che sostituisce Irpef, Irap e addizionali.

Per poter accedere al Regime forfettario devi solo assicurarti di non ricadere in nessuna delle cause di esclusione previste dalla normativa.


L’imposta sostitutiva può essere inoltre ulteriormente ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, rispettando alcune condizioni aggiuntive.

Vediamo allora in questo articolo:

  • quale codice ATECO deve utilizzare un informatico;
  • quali contributi Inps si devono pagare, e a carico di chi sono;
  • come si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi Inps;
  • un Fac simile di fattura di un professionista in Regime forfettario.

Regime forfettario informatici: codice ATECO

All’apertura della Partita Iva come informatico, ti sarà richiesto di inserire il codice ATECO previsto per l’attività che andrai a svolgere.

I codici ATECO più comuni per chi svolge l’attività di informatico sono:

  • 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione;
  • 62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica;
  • 62.03.00 – Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware (housing), esclusa la riparazione;
  • 62.09.01 – Configurazione di personal computer;
  • 62.09.09 – Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica nca;
  • 63.11.11 – Elaborazione elettronica di dati contabili, esclusi i Centri di assistenza fiscale (CAF);
  • 63.11.19 – Altre elaborazioni elettroniche di dati;
  • 63.11.20 – Gestione database (attività delle banche dati);
  • 63.11.30 – Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP);
  • 63.12.00 – Portali web.

Per approfondire l’argomento, guarda la nostra pagina con i codici ATECO più comuni nel Regime forfettario.

NB: I nostri professionisti potranno consigliarti il corretto codice ATECO da scegliere per la tua attività ed illustrarti le conseguenze fiscali e previdenziali derivanti dalla scelta di tali codici attività.

Qual è il coefficiente di redditività per l’attività di informatico?

Il coefficiente di redditività previsto per questa attività è del 67%.

Dunque, solo il 67% dei tuoi ricavi sarà considerato ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva e dei contributi Inps.

Mentre il 33% sono le spese forfettarie che ti vengono riconosciute, indipendentemente dalla spese che hai effettivamente sostenuto.

In Regime ordinario, invece, sono le spese effettivamente sostenute ad essere sottratte dai ricavi totali per ottenere il reddito a cui applicare Irpef, addizionali e contributi.

Per approfondire il meccanismo del coefficiente di redditività nel Regime forfettario, guarda il nostro articolo: Regime forfettario coefficiente di redditività.

Contributi Inps da pagare per informatici in Regime forfettario

Se svolgi attività con Partita Iva per informatico sei tenuto ad iscriverti alla Gestione Separata Inps (sempre che tu non voglia organizzare la tua attività come ditta individuale, in questo caso dovrai iscriverti in Camera di Commercio).

Alla Gestione Separata devono infatti iscriversi tutti i professionisti senza una Cassa Previdenziale specifica.

Essere iscritti alla Gestione Separata comporta il vantaggio di non dover pagare alcun contributo fisso (cosiddetto minimale contributivo).

Quindi se in un determinato anno non produrrai reddito, non dovrai alcun contributo Inps.

Pagherai infatti i contributi applicando una percentuale (che è del 25,72% per il 2019) sul reddito proveniente dalla tua attività professionale.

I CONTRIBUTI INPS SONO TUTTI A CARICO del professionista O ANCHE DEL COMMITTENTE?

I contributi Inps sono a carico del professionista, tuttavia puoi concordare con il cliente (committente) che il 4% del tuo compenso venga aggiunto al cliente in fattura a titolo di rivalsa sui contributi che dovrai versare.

La rivalsa Inps, in ogni caso, ha rilevanza solo nel rapporto tra te e il cliente, mentre non ha influenza ai fini Inps, in quanto al versamento dei contributi alla Gestione Separata è sempre tenuto il professionista per l’intero importo.

Esempio calcolo Contributi Inps e Imposta sostitutiva

Per capire meglio come funziona il calcolo dei contributi e dell’imposta sostitutiva in Regime forfettario, vediamo un esempio concreto.

Riccardo, informatico, ha conseguito nel 2019 ricavi dalla sua attività pari a 30.000 euro (al lordo delle eventuali rivalse Inps del 4%) .

NB: ipotizziamo che i contributi obbligatori versati nel 2019 (unica spesa deducibile in Regime forfettario) siano pari a 5.000, tralasciando per semplicità il meccanismo del saldo e degli acconti.

Ricavi: 30.000 euro

Coefficiente di redditività: 67%

Reddito lordo: 20.100 euro (30.000 x 67%)

Contributi versati dal 01/01/2019 al 31/12/2019: 5.000 euro

Reddito netto: 15.100 euro (20.100 – 5.000)

Imposta sostitutiva al 15%: 2.265 euro (15.100 x 15%)

Contributi previdenziali: 5.169,72 euro (20.100 x 25,72%)

Se vuoi valutare la convenienza del Regime forfettario, approfondisci qui: Regime forfettario quando conviene?.

Regime forfettario informatici: Fac Simile fattura

Oltre al vantaggio di avere un’unica imposta sostitutiva al 15% (o al 5%, in alcuni casi, per i primi cinque anni di attività), se accedi al Regime forfettario hai anche numerosi vantaggi contabili e fiscali, in quanto sei esonerato:

  • dall’obbligo della fatturazione elettronica;
  • dall’applicazione dell’Iva (non dovrai applicare l’Iva nelle tue fatture, tuttavia non potrai nemmeno detrarti l’Iva sui tuoi acquisti);
  • dall’applicazione della ritenuta d’acconto (i tuoi clienti non dovranno più trattenerti il 20% dell’importo a fattura).

Le tue fatture dovranno quindi contenere delle apposite diciture.

Per la non applicazione dell’Iva:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni”.

Per la non applicazione della ritenuta d’acconto:

“Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014 e successive modificazioni”.

Inoltre, per le fatture di importo superiore ai 77,47 euro, sulla fattura originale dovrai applicare la marca da bollo da 2 euro e l’apposita dicitura:

Imposta di bollo nr______________ assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.

Se vuoi approfondire gli adempimenti e le modalità di applicazione dell’imposta di bollo all’interno delle fatture, ti consigliamo di leggere il seguente articolo: Imposta di bollo in fattura.

Di seguito ti proponiamo il Fac simile di una fattura di un professionista in Regime forfettario iscritto alla Gestione Separata, come nel caso di chi svolge l’attività professionale di informatico.

Come puoi vedere, in questa fattura è applicata la Rivalsa Inps del 4%.

Inoltre, siccome la fattura supera i 77,47 euro, si ha anche l’applicazione della marca da bollo.

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Anna di FlexTax

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