Regime forfettario informatici
I consulenti informatici possono accedere al Regime forfettario?
A causa delle nuove tecnologie e del processo di digitalizzazione che sta avvenendo in maniera sempre più pervasiva, sono sempre più numerosi i soggetti che decidono di aprire Partita Iva per svolgere l’attività di informatico.
Un informatico, al pari di tutti gli altri soggetti titolari di Partita Iva individuale, può accedere al Regime forfettario.
Con la Legge di Bilancio 2023, il precedente Regime forfettario è stato ampliato a tutti i soggetti titolari di Partita Iva che abbiano conseguito nell’anno precedente ricavi non superiori a 85.000 euro.
Il Regime forfettario è un Regime fiscale che permette di applicare al proprio reddito un’unica imposta sostitutiva al 15%, che sostituisce Irpef e addizionali.
Per poter accedere al Regime forfettario devi solo assicurarti di non ricadere in nessuna delle cause di esclusione previste dalla normativa.
L’imposta sostitutiva può essere inoltre ulteriormente ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, rispettando alcune condizioni aggiuntive.
Vediamo allora in questo articolo:
- quale codice ATECO deve utilizzare un informatico;
- quali contributi Inps si devono pagare, e a carico di chi sono;
- come si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi Inps;
- un Fac simile di fattura di un professionista in Regime forfettario.
Qual è il Codice ATECO per informatici
All’apertura della Partita Iva come informatico, ti sarà richiesto di inserire il codice ATECO previsto per l’attività che andrai a svolgere.
I codici ATECO più comuni per chi svolge l’attività di informatico sono:
- 62.10.00 – Attività di programmazione informatica
- 62.20.10 – Attività di consulenza informatica
- 62.20.20 – Attività di gestione di strutture informatiche
- 62.90.09 – Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informazione e dell’informatica n.c.a.
- 62.90.01 – Configurazione di personal computer
Per approfondire l’argomento, guarda la nostra pagina con i codici ATECO più comuni nel Regime forfettario.
NB: I nostri professionisti potranno consigliarti il corretto codice ATECO da scegliere per la tua attività ed illustrarti le conseguenze fiscali e previdenziali derivanti dalla scelta di tali codici attività.
Qual è il coefficiente di redditività per l’attività di informatico?
Il coefficiente di redditività previsto per questa attività è del 67%.
Dunque, solo il 67% dei tuoi ricavi sarà considerato ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva e dei contributi Inps.
Mentre il 33% sono le spese forfettarie che ti vengono riconosciute, indipendentemente dalla spese che hai effettivamente sostenuto.
In Regime ordinario, invece, sono le spese effettivamente sostenute ad essere sottratte dai ricavi totali per ottenere il reddito a cui applicare Irpef, addizionali e contributi.
Per approfondire il meccanismo del coefficiente di redditività nel Regime forfettario, guarda il nostro articolo: Regime forfettario coefficiente di redditività.
Quanto pagano di Inps gli informatici in Regime Forfettario?
Se svolgi attività con Partita Iva per informatico sei tenuto ad iscriverti alla Gestione Separata Inps (sempre che tu non voglia organizzare la tua attività come ditta individuale, in questo caso dovrai iscriverti in Camera di Commercio).
Alla Gestione Separata devono infatti iscriversi tutti i professionisti senza una Cassa Previdenziale specifica.
Essere iscritti alla Gestione Separata comporta il vantaggio di non dover pagare alcun contributo fisso (cosiddetto minimale contributivo).
Quindi se in un determinato anno non produrrai reddito, non dovrai alcun contributo Inps.
Pagherai infatti i contributi applicando una percentuale del 26,07% sul reddito proveniente dalla tua attività professionale.
I contributi Inps sono tutti del professionista o anche del committente?
I contributi Inps sono a carico del professionista, tuttavia puoi concordare con il cliente (committente) che il 4% del tuo compenso venga aggiunto al cliente in fattura a titolo di rivalsa sui contributi che dovrai versare.
La rivalsa Inps, in ogni caso, ha rilevanza solo nel rapporto tra te e il cliente, mentre non ha influenza ai fini Inps, in quanto al versamento dei contributi alla Gestione Separata è sempre tenuto il professionista per l’intero importo.
Esempio calcolo Contributi Inps e Imposta sostitutiva
Per capire meglio come funziona il calcolo dei contributi e dell’imposta sostitutiva in Regime forfettario, vediamo un esempio concreto.
Riccardo, informatico, ha conseguito nel 2022 ricavi dalla sua attività pari a 30.000 euro (al lordo delle eventuali rivalse Inps del 4%) .
NB: ipotizziamo che i contributi obbligatori versati nel 2022 (unica spesa deducibile in Regime forfettario) siano pari a 5.000, tralasciando per semplicità il meccanismo del saldo e degli acconti.
| 1 | Ricavi | 30.000 euro |
| 2 | Coefficiente di redditività | 67% |
| 3 | Reddito lordo | 20.100 euro (30.000 x 67%) |
| 4 | Contributi versati dal 01/01 al 31/12 | 5.000 euro |
| 5 | Reddito netto | 15.100 euro (20.100 – 5.000) |
| 6 | Imposta sostitutiva al 15% | 2.265 euro (15.100 x 15%) |
| 7 | Contributi previdenziali | 5.240,07 euro (20.100 x 26,07%) |
Se vuoi valutare la convenienza del Regime forfettario, approfondisci qui: Regime forfettario quando conviene?.
Regime forfettario informatici: Fac Simile fattura
Oltre al vantaggio di avere un’unica imposta sostitutiva al 15% (o al 5%, in alcuni casi, per i primi cinque anni di attività), se accedi al Regime forfettario hai anche numerosi vantaggi contabili e fiscali, in quanto sei esonerato:
- dall’applicazione dell’Iva (non dovrai applicare l’Iva nelle tue fatture, tuttavia non potrai nemmeno detrarti l’Iva sui tuoi acquisti);
- dall’applicazione della ritenuta d’acconto (i tuoi clienti non dovranno più trattenerti il 20% dell’importo a fattura).
Le tue fatture dovranno quindi contenere delle apposite diciture.
Per la non applicazione dell’Iva:
“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni”.
Per la non applicazione della ritenuta d’acconto:
“Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014 e successive modificazioni”.
Inoltre, per le fatture di importo superiore ai 77,47 euro, sulla fattura originale dovrai applicare la marca da bollo da 2 euro e l’apposita dicitura:
“Imposta di bollo nr______________ assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.
Se vuoi approfondire gli adempimenti e le modalità di applicazione dell’imposta di bollo all’interno delle fatture, ti consigliamo di leggere il seguente articolo: Imposta di bollo in fattura.
Di seguito ti proponiamo il Fac simile di una fattura di un professionista in Regime forfettario iscritto alla Gestione Separata, come nel caso di chi svolge l’attività professionale di informatico.
Come puoi vedere, in questa fattura è applicata la Rivalsa Inps del 4%.
Inoltre, siccome la fattura supera i 77,47 euro, si ha anche l’applicazione della marca da bollo.
Ti ricordiamo che dal 1° gennaio 2024, tutti i contribuenti, compresi quei forfettari che fino al 31 dicembre 2023 ne sono stati esonerati, hanno l’obbligo di fatturazione elettronica.

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Buongiorno sto pensando di aprire una partita iva come elaboratore di dati informatici e data entry,quindi i codici ATECO di riferimento sono 63.11.11 ,63.11.19 e il 63.11.20.
Vorrei svolgere l attività come libero professionista, in tutti e tre i casi posso iscrivermi alla gestione separata così da non iscrivermi alla gestione commercianti e pagare i contributi fissi obbligatori?
Nella tabella Inps per l iscrizione alla gestione separata ci sono solo i codici ATECO che iniziano con 62. Per gli informatici e non vedo i codici che iniziano con 63., mi confermate che sia possibile iscriversi alla gestione separata INPS?
Buongiorno Domenico,
per risponderle in modo adeguato, abbiamo bisogno di ricevere alcuni chiarimenti. Se lo desidera può approfondire la sua situazione con i nostri consulenti fiscali: Servizi Gratuiti FlexTax
Salve sono un consulente informatico iscritto alla gestione separata inps, volevo chiedere ma se io voglio vendere un pc acquistato ad un mio cliente, in questo caso come dovrei fare fattura? io acquisto il pc regolarmente con fattura con iva dal fornitore e poi come faccio a fatturarlo al mio cliente?
Buongiorno Giovanni,
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La ringraziamo e le auguriamo buona giornata!