Conviene regime forfettario o regime ordinario? Scopri differenze e costi

Regime forfettario e Regime ordinario differenze e costi

Iscriviti gratis e ricevi subito assistenza fiscale gratuita

Parla con un consulente

Qual è la Differenza tra Regime Forfettario e Semplificato? In questo articolo risponderemo a questa domanda.

Entrambi i regimi fiscali hanno caratteristiche diverse e possono risultare più o meno adatti a seconda del tipo di attività, dei costi sostenuti e della struttura del lavoro.

Di seguito tratteremo la differenza tra Regime Forfettario e Semplificato nei costi, negli adempimenti, nel calcolo del reddito imponibile e delle tasse, con un confronto pratico che aiuta a orientarsi nella scelta.

Qual è la differenza tra Regime Forfettario e Semplificato? Costi e adempimenti

Gestisci la tua Partita IVA a partire da 366€ l'anno IVA inclusa

Gestisci la tua
Partita IVA

Inizia ora Gestisci la tua Partita IVA a partire da 366€ l'anno IVA inclusa

Aprire una Partita Iva comporta delle differenze in termini di adempimenti e di costi da sostenere, a seconda che tu voglia adottare il Regime Forfettario o il Regime Semplificato.

Innanzitutto, se stai valutando la possibilità di aprire una nuova Partita Iva in Regime Forfettario, dovrai controllare di non ricadere in nessuna delle sue cause di esclusione.
Infatti, l’accesso al Regime Forfettario risulta possibile solamente per quelle Partite Iva che rispettano tutti i limiti imposti dalla Normativa.

Nel momento di apertura della Partita Iva, a ciascuna attività viene associato un determinato codice Ateco.

Tale codice ATECO identifica la tipologia di attività svolta con Partita Iva e serve per classificare ciascuna attività economica dal punto di vista contributivo e fiscale.

L’apertura della Partita Iva, se rientri nel Regime Forfettario, avrà costi e disciplina molto diversi a seconda che tu sia un libero professionista oppure un artigiano/commerciante.

Artigiani e commercianti, infatti, avranno molti più adempimenti rispetto ai professionisti.

Puoi approfondire queste differenze di costi leggendo i nostri articoli dedicati:
Aprire Partita Iva da libero professionista
Aprire Partita Iva per artigiani
Aprire Partita Iva per commercianti: come fare?

Come aprire Partita Iva per professionisti?

La procedura per aprire la Partita Iva da libero professionista è molto semplice.

Per aprire una Partita Iva, è necessario compilare e presentare all’Agenzia delle Entrate il Modello AA9/12. L’inoltro di tale modulo può avvenire per via telematica oppure per posta raccomandata con ricevuta di ritorno e deve avvenire entro 30 giorni dalla data di inizio attività.

L’ultima tappa dell’apertura della Partita Iva consiste nell’iscrizione della tua attività alla Gestione Separata Inps o alla cassa previdenziale dedicata alla tua professione, se ne è prevista una: ad esempio l’ENPAM per i medici o l’Enasarco per gli agenti di commercio, ecc.

Il costo dell’apertura di una Partita Iva per i liberi professionisti, se si procede in totale autonomia è pari a 0, ma potresti incappare in sviste e potenziali controlli o sanzioni.

Qualora invece tu ti sia affidato ad un esperto, dovrai pagare la tariffa da lui richiesta.

Il servizio di FlexTax per liberi professionisti

Se deciderai di acquistare il servizio Apertura e contabilità Professionisti di FlexTax, ci occuperemo della procedura di apertura della tua Partita Iva e della gestione della contabilità della tua attività. In base al regime fiscale che adotterai, dovrai optare per uno dei due seguenti servizi:

Apertura e contabilità professionisti forfettario

Apertura e contabilità professionisti semplificato

Come aprire Partita Iva da artigiani/commercianti?

Per quanto riguarda gli artigiani e i commercianti, la procedura di apertura della Partita Iva risulta essere più complessa e costosa.

Oltre al Modulo AA9/12 da presentare all’Agenzia delle Entrate, dovrai anche:

  • Versare il diritto Camerale Annuale che oscilla tra 50 e 120 euro
  • Acquistare PEC e firma digitale
  • Iscriverti in Camera di Commercio e sostenere i costi di imposte di bollo e diritti di segreteria
  • Presentare un’eventuale SCIA se la tua attività lo prevede
  • Iscriverti all’Inail, se svolgi un’attività artigianale
  • Iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps, alla quale verserai i contributi.

L’iscrizione presso la Camera di Commercio presenta una serie di adempimenti e di oneri accessori (come bolli ed imposte di registro), che comportano un costo più elevato per l’apertura della Partita Iva da parte degli artigiani e dei commercianti.

Visti gli adempimenti aggiuntivi, per non incorrere in sanzioni anche molto pesanti, conviene sempre affidarsi ad un professionista.

Il professionista a cui ti affiderai per l’apertura della Partita Iva come artigiano/commerciante ti richiederà una tariffa più elevata rispetto a quella richiesta per l’apertura della Partita Iva di un libero professionista.

Il servizio di FlexTax per artigiani e commercianti

Se deciderai di affidarti a FlexTax, ci occuperemo di tutta la procedura di apertura della Partita Iva e della successiva gestione della tua attività da artigiano o commerciante.

Dovrai solamente acquistare il servizio dedicato, che cambia in base al regime fiscale che hai scelto, tra Forfettario e Semplificato.

Apertura e contabilità artigiani e commercianti forfettario

Apertura e contabilità artigiani e commercianti semplificato

All’interno di questo servizio non è compresa la SCIA, pertanto dovrai richiederla tu stesso al tuo comune di riferimento oppure potrai delegare la sua compilazione ai nostri esperti, acquistando il servizio dedicato.

SCIA – Segnalazione certificata di inizio attività

N.B.: Ricorda che non gestiamo la Scia da presentare ai comuni di Palermo e Roma.

C’è un limite di ricavi diverso tra Regime Forfettario e Semplificato?

Una differenza tra il Regime Forfettario e Semplificato riguarda il limite di ricavi consentiti per adottare tali regimi.

Il Regime Forfettario prevede il limite di ricavi di 85.000 euro per la sua adozione e per il suo mantenimento.

Più precisamente, in base alle disposizioni introdotte nel 2023, il Forfettario prevede che:

  • chi sfora gli 85.000 euro di ricavi o compensi, ma si mantiene sotto i 100.000 euro, esce dal Regime Forfettario nell’anno successivo;
  • chi supera i 100.000 euro, cessa immediatamente di adottare il Regime Forfettario e deve applicare l’IVA alle operazioni che vanno oltre questo limite.

Il Regime Ordinario Semplificato, invece, prevede che per la sua adozione non si debbano eccedere 500.000 euro se vendi servizi o 800.000 euro se svolgi altre attività.

Oltre al limite di ricavi e i limiti da rispettare per potervi accedere, il Regime Forfettario presenta una disciplina differente rispetto al Regime Ordinario Semplificato.

Deduzioni e detrazioni

Una caratteristica fondamentale del Regime Forfettario riguarda l’impossibilità di portare in deduzione le spese che si sostengono durante lo svolgimento dell’attività professionale.

All’interno di questo particolare regime fiscale, non è previsto alcun tipo di deduzione o di detrazione al di fuori delle spese forfettarie stabilite dal coefficiente di redditività associato a ciascun codice ATECO.

L’unica eccezione è rappresentata dai contributi obbligatori versati durante l’anno, che possono essere dedotti dal reddito imponibile lordo per determinare il reddito imponibile netto.

Il Regime Ordinario Semplificato, invece, prevede la possibilità di portare in deduzione e detrazione le spese sostenute per la propria attività, purché intestate alla Partita Iva, abbassando così il reddito imponibile su cui versare le imposte.

Come si calcola il reddito imponibile?

Un’altra differenza molto rilevante tra Regime Forfettario e Regime Ordinario Semplificato, riguarda la modalità di calcolo del calcolo del reddito imponibile.

Infatti nel Forfettario, il reddito si ottiene moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività associato al tuo codice Ateco (o ai tuoi codici Ateco), mentre nel Regime Semplificato, si ottiene in modo analitico, sottraendo i costi dai ricavi.

Riassumendo:

  • in Regime Forfettario, il reddito si calcola (Ricavi x coefficiente di redditività)
  • in regime Semplificato, il reddito si calcola (ricavi – costi)

N.B: per “ricavi” si intendono tutte le fatture effettivamente incassate durante l’anno fiscale, non tutte quelle emesse. Quindi se emetti una fattura a novembre, ma la incassi l’anno successivo, questa concorre a formare i ricavi dell’anno in cui la incassi e non quelli dell’anno in cui l’hai emessa.

Come si calcolano le tasse da versare?

Oltre alla differente disciplina riguardante le tasse da versare, le deduzioni e le detrazioni, un’altra differenza fondamentale è rappresentata dalla modalità di calcolo delle tasse nei due differenti regimi.

In Regime Forfettario, dovrai pagare soltanto un’imposta, l’imposta sostitutiva con aliquota al 15%, chiamata così in quanto sostituisce tutte le imposte previste dai regimi ordinari (IRPEF, addizionali, ecc.).

I vantaggi a cui avrai diritto non sono finiti qui, perché è prevista anche un’aliquota di imposta sostitutiva ulteriormente agevolata, ridotta al 5% per i primi 5 anni, anziché a quella standard del 15% se rispetti determinati requisiti:

  • non devi aver svolto nei tre anni precedenti all’apertura della tua Partita Iva, attività di impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività che hai intrapreso non deve essere in alcun modo la continuazione di un’attività precedente svolta, sia sotto forma di lavoro autonomo, che dipendente. Da questa casistica sono esclusi i periodi di pratica obbligatoria per esercitare arti o professioni;
  • se rilevi un’attività precedentemente svolta, questa deve rispettare il limite di ricavi previsto dal Regime Forfettario.

NB: non sono previsti limiti di età per poter applicare l’aliquota al 5% ed inoltre tale riduzione dell’aliquota sarà applicabile solamente per i primi 5 anni, dal sesto anno in poi l’aliquota ritornerà ad essere del 15%.

Come chiarito nella risposta ad un interpello da parte dell’Agenzia delle Entrate, per applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva al 5%, è necessario aver aperto Partita Iva in Regime Forfettario. Se hai avviato la tua attività in un altro regime fiscale e hai adottato il Forfettario in un secondo momento, non potrai optare per questa agevolazione.

Inoltre, anche il passaggio da Forfettario a Semplificato inibisce la possibilità di applicare nuovamente l’aliquota agevolata, in caso di ritorno al Regime Forfettario.

Il Regime Ordinario Semplificato, invece, prevede il versamento di più imposte: Irpef, addizionali regionali e comunali, ecc.

L’Irpef, è da versare secondo il classico meccanismo a scaglioni di reddito. A partire dal 1° gennaio 2026, gli scaglioni sono i seguenti:

1° scaglione di redditofino a 28.000 euroIrpef al 23%
2° scaglione di redditoda 28.000 euro a 50.000 euroIrpef al 33%
3° scaglione di redditooltre i 50.000 euroIrpef al 43%

Le addizionali regionali e comunali, invece, devono essere versate per il 2-3% circa del reddito.

Quali sono le altre differenze tra Regime Forfettario e Semplificato?

Come avrai capito fino a qui, il Forfettario è il regime fiscale che prevede maggiori semplificazioni fiscali e agevolazioni dal punto di vista contabile e fiscale.

Viceversa, il Regime Semplificato richiede maggiori adempimenti. Ecco altre differenze tra questi due regimi fiscali:

Differenza tra Regime Forfettario e Semplificato: conclusioni

Come abbiamo visto in questo articolo, vi sono differenze fondamentali riguardanti questi due regimi fiscali. Per valutare quindi l’effettiva convenienza di un regime fiscale piuttosto che l’altro, dovrai tenere conto di queste importanti differenze.

Nella maggior parte dei casi, il Regime Forfettario risulta più conveniente in quanto presenta un’aliquota più bassa rispetto agli scaglioni Irpef previsti per il Regime Semplificato.

Inoltre, se rientri nel Regime Forfettario, sarai tenuto a rispettare meno adempimenti fiscali.

Nonostante ciò, dovrai valutare attentamente quando conviene il Regime Forfettario, tenendo conto di tutte le differenze analizzate in questo articolo.

Se possiedi un ammontare particolarmente rilevante di spese da dedurre o detrarre, applicando il Regime forfettario, perderai tale diritto e molto probabilmente non ti converrà applicare questo Regime fiscale.

Suggerimenti e note

Prima di scegliere tra Regime Forfettario e Regime Ordinario è utile analizzare alcuni elementi chiave:

  • struttura dei ricavi;
  • livello delle spese;
  • organizzazione dell’attività;
  • prospettive di crescita.

Una valutazione preventiva permette di scegliere il regime fiscale più coerente con il proprio progetto professionale.

Domande frequenti (FAQ)

  • Il Regime Forfettario è sempre la scelta migliore?
    No. Dipende dalla struttura dei costi e dalle caratteristiche dell’attività.
  • Il Regime Ordinario è più complesso da gestire?
    In generale sì, perché richiede una gestione contabile più articolata.
  • Quando conviene il Regime Forfettario?
    Spesso quando l’attività ha costi limitati e una struttura semplice.
  • Il Regime Ordinario considera le spese reali?
    Sì. Le spese sostenute per l’attività incidono sul calcolo del reddito.
  • Si può cambiare regime fiscale nel tempo?
    In alcune situazioni è possibile passare da un regime all’altro.
  • Il fatturato è l’unico fattore da considerare?
    No. Anche costi, struttura e prospettive dell’attività sono elementi importanti.
  • Il Regime Forfettario è adatto alle nuove attività?
    Spesso sì, soprattutto per attività con costi iniziali limitati.

Approfondimenti correlati

Guida di riferimento

Fonti e riferimenti

Nota editoriale

Articolo redatto dai consulenti fiscali FlexTax.

Scegliere tra Regime Forfettario e Regime Ordinario è una decisione importante per la gestione della Partita IVA.
Con FlexTax puoi aprire la tua Partita IVA oppure trasferire la gestione fiscale a un consulente dedicato. Attraverso FlexSuite puoi simulare imposte e contributi, confrontare diversi scenari e restare aggiornato sulle ultimissime sul Fisco.
Scopri come iniziare o passare a FlexTax: Inizia ora con FlexTax.

Richiedi gratuitamente assistenza fiscale

Richiedi gratuitamente
assistenza fiscale

Semplice, veloce, senza pensieri

Ti aiutiamo a rendere tutto più facile
Accedi e richiedi assistenza

Articoli correlati

Adv
4 commenti
"Regime forfettario e Regime ordinario differenze e costi"
  1. ALESSANDRA VASSALLI
    ALESSANDRA VASSALLI

    Buongiorno, per chi lavora in Svizzera da 10 anni ma risiede in italia é possibile aprire aprire P.IVA In italia con regime forfettario ?

  2. Adnan Shinwari
    Adnan Shinwari

    Hey my partitiva regime is forfetorio. and I am working with the food delivery service. It the fattura I received from my company he is sending me IVA 22 %. So what should I do now?

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Adnan,

      Se ha piacere di ricevere assistenza specifica, le consigliamo di iscriversi alla nostra piattaforma.

      Tramite ticket potrà effettuare le sue domande e avere così assistenza fiscale.
      Se ha piacere invece di ricevere assistenza sul funzionamento dei nostri servizi, potrà prenotare la sua chiamata gratuita.

      Per iscriversi gratuitamente alla nostra piattaforma può andare in questa pagina: Creazione Account – FlexSuite

      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gestire la contabilità
può essere stressante

Ti aiutiamo a rendere tutto più facile
Fai il primo passo

Flex Company S.r.l.

Corso Unione Sovietica 612/3D
10135 Torino
P.Iva 11824840018
P.n Euro 542.547 al 31/12/2021
C.i. Euro 10.412,78 i.v.
Rea TO-1243835

Flex Company S.r.l.

Corso Unione Sovietica 612/3D
10135 Torino
P.Iva 11824840018
P.n Euro 542.547 al 31/12/2021
C.i. Euro 10.412,78 i.v.
Rea TO-1243835