Regime forfettario avvocato, cose da sapere!

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Regime forfettario avvocati

Se sei un avvocato o ti sei appena laureato e vorresti intraprendere la carriera da avvocato, puoi valutare l’adesione al Regime forfettario, ma ci sono alcune cose da sapere.

Quali sono i limiti che dovrai rispettare per poter aderire al Regime forfettario e quali sono i vantaggi che può garantirti l’adesione a questa tipologia di Regime?

Puoi trovare tutti i vantaggi che ti garantirà il Regime forfettario all’interno del nostro articolo dedicato: Vantaggi Regime forfettario

L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di chiarire le regole riguardanti il Regime forfettario per la professione di avvocato.

Regime forfettario avvocato: codice ATECO

Il primo step che dovrai compiere se vuoi svolgere l’attività da avvocato, sarà l’apertura della Partita Iva.

Quando apri la Partita Iva, ti verrà richiesto di inserire il codice ATECO previsto per la tua attività, si tratta di un particolare codice che identifica in modo preciso la tipologia di attività che andrai a svolgere.

Tutti coloro che decidono di intraprendere l’attività professionale di avvocato, associano la loro partita IVA al codice ATECO:

 69.10.10 – “Attività degli studi legali”

Questo Codice ATECO, è dedicato alle attività di:

  • Difesa degli interessi di una parte nei confronti di un’altra parte effettuata da (o sotto la direzione di) persone abilitate ad esercitare la professione forense, innanzi a un tribunale o altro organo giudiziario, e in particolare: l’assistenza e rappresentanza nei processi civili, l’assistenza e rappresentanza nei processi penali, l’assistenza e rappresentanza in materia di controversie del lavoro;
  • Attività di consulenza giuridica e legale.

Il coefficiente di redditività corrispondente a questo codice ATECO è del 78%.

Per poter avere una panoramica dei differenti coefficienti di redditività previsti per ogni attività ti consigliamo di consultare il seguente articolo: Regime forfettario coefficiente di redditività

Regime forfettario avvocato: requisiti per accedere

Per poter accedere al Regime forfettario dovrai rispettare un unico limite di ricavi, che risulta essere il medesimo per tutte le tipologie di attività.

I tuoi ricavi, per poter aderire al Regime forfettario non devono aver superato i 65.000 euro nell’anno precedente.

Questo, come appena affermato, risulta essere l’unico limite previsto dalla normativa sul Regime forfettario.

Tale normativa, però, prevede delle cause di esclusione che non ti permetteranno di usufruire del Regime forfettario.

Di seguito andremo ad analizzare quali sono queste cause di esclusione.

Cause di esclusione

Non puoi aderire al Regime forfettario se:

  • La tua attività gode di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari per la determinazione del reddito (ad esempio agricoltura e attività connesse alla pesca, vendita di Sali e tabacchi ecc.);
  • Oltre alla tua attività possiedi partecipazioni in: società di persone, imprese familiari, società a responsabilità limitata, associazioni in partecipazione;
  • La tua attività consiste (prevalentemente o esclusivamente) nello scambio di: fabbricati, porzioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • Non risiedi in Italia, a meno che tu sia residente in uno Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo e contemporaneamente devi produrre sul territorio italiano un ammontare di ricavi che rappresenti almeno il 75% del totale;
  • Hai percepito o percepisci tutt’ora dei redditi da lavoro dipendente o assimilati, esercitando nello stesso tempo attività d’impresa prevalentemente nei confronti di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti (o soggetti a questi riconducibili).

Se rientri in una di queste cause di esclusione, non potrai usufruire del Regime forfettario anche se i tuoi ricavi risultano essere inferiori al limite di 65.00 euro previsto dalla normativa.

Puoi approfondire le tematiche relative alle cause di esclusione previste per il Regime forfettario, all’interno del nostro articolo dedicato ai Limiti Regime forfettario

Regime forfettario avvocato: imposta sostitutiva 5%

Il Regime forfettario prevede l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva di aliquota del 15%, ma sono previsti alcuni casi in cui potrai applicare un’imposta sostitutiva agevolata con aliquota pari al 5% per i primi 5 anni di attività (dal sesto anno in poi l’aliquota ritornerà ad essere del 15%).

In questo paragrafo andremo ad analizzare quali sono questi casi, perché ti permetteranno di ridurre ulteriormente l’ammontare che dovrai versare a titolo di imposta sostitutiva.

Per poter usufruire di questa imposta sostitutiva agevolata al 5%, è necessario che:

  • Tu non abbia svolto, nei tre anni precedenti all’inizio dell’attività, attività d’impresa anche in forma associata o familiare;
  • L’attività che andrai ad esercitare non rappresenti in alcun modo una continuazione di un’attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro autonomo o dipendente, da questo caso, però sono esclusi i periodi di pratica obbligatori per poter esercitare arti o professioni;
  • Nel caso in cui rilevi un’attività già avviata da un altro soggetto, dovrai verificare che l’ammontare di ricavi generati l’anno precedente da questa attività, non superino il limite previsto per aderire al Regime forfettario.

Per approfondire: Regime forfettario imposta sostitutiva 5%

Regime forfettario avvocato: esempio pratico

Il Regime forfettario presenta un particolare procedimento di calcolo dell’imposta sostitutiva.

Questo procedimento risulta differente da quello che si segue negli altri Regimi fiscali, in quanto non si andranno a sottrarre dalla base imponibile tutte le spese che hai effettivamente sostenuto per lo svolgimento della tua attività lavorativa, ma dovrai semplicemente applicare il coefficiente di redditività previsto per la tua attività all’ammontare di ricavi che hai conseguito.

In questo paragrafo cercheremo di chiarirti le idee sul meccanismo di calcolo grazie all’utilizzo di un esempio concreto.

NB: al Reddito imponibile determinato applicando il coefficiente di redditività dovranno essere sottratti i contributi versati nell’anno precedente, ottenendo così il reddito imponibile netto per poter calcolare l’imposta sostitutiva. Al contrario, per quanto riguarda il calcolo dei contributi che dovrai versare, dovrai prendere come riferimento il Reddito imponibile lordo.

Per semplificare questo esempio, supponiamo che il contribuente considerato non abbia versato contributi nell’anno precedente, e quindi il suo Reddito imponibile lordo coincide con quello netto.

Esempio

Attività: Avvocato

Coefficiente di redditività: 78%

Ricavi conseguiti: 55.000 euro

Reddito imponibile: 42.900 euro (55.000 X 78%)

Imposta sostitutiva al 15%: 6.435 euro (42.900 X 15%)

Qualora invece il soggetto preso come riferimento nell’esempio possegga i requisiti elencati in precedenza per poter applicare l’imposta sostitutiva al 5%, dovrà versare solamente 2.145 euro (42.900 X 5%) a titolo di imposta sostitutiva.

Regime forfettario avvocato: contributi

Se apri Partita Iva per svolgere attività da avvocato, sarai obbligato ad iscriverti all’albo degli avvocati, oltre ad iscriverti in questo albo, sarai tenuto anche all’iscrizione e al versamento dei contributi previdenziali presso la Cassa Forense.

La Cassa forense è la cassa di previdenza di cui fanno parte gli avvocati.

Per informazioni sulle regole di funzionamento e sull’ammontare dei contributi da dover obbligatoriamente versare a questa Cassa di Previdenza rimandiamo direttamente al suo sito:

Cassa Forense 

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