Regime forfettario 5%

Il Regime forfettario è un Regime che avvantaggia gli aderenti nella gestione contabile e fiscale della propria attività.

Normalmente chi aderisce il Regime forfettario è soggetto all’imposta sostitutiva del 15%.

Tale percentuale in alcuni casi può essere ulteriormente ridotta al 5%.

Quali casi?

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Regime forfettario 5%: principio di novità

Nel caso in cui un’impresa possegga tutti i requisiti per essere considerata una novità, potrà applicare al suo fatturato annuo l’aliquota ridotta al 5%.

In quali casi un’attività può essere considerata nuova?

  • Il titolare dell’impresa non deve avere esercitato nei tre anni precedenti un’attività di impresa, anche in forma associata o familiare;
  • L’attività che si andrà ad esercitare non deve essere in alcun modo una continuità di un’attività che si è svolta nel passato, anche se come lavoratore dipendente o impresa familiare;
  • Se si rileva un’attività già avviata, per poter applicare l’aliquota del 5% gli incassi e le spese dell’attività degli anni precedenti devono risultare in linea con i limiti imposti dal Regime forfettario.

Regime forfettario 5%: esempio concreto

Per il calcolo dell’imposta nel Regime forfettario, bisogna possedere 3 dati:

  • Tipologia di attività svolta e rispettivo codice Ateco – questa informazione permette di individuare il coefficiente di redditività da applicare sul fatturato annuo.
  • Fatturato generato durante l’anno di attività; (deve rispettare i limiti previsti dalla Legge)
  • Essere a conoscenza se si posseggono o meno i requisiti di novità.

Una volta che si hanno a disposizione i precedenti dati, calcolare l’imposta sostitutiva è molto semplice e veloce.

Ricordiamo che il limite di fatturato annuo e il coefficiente di redditività variano a seconda del proprio codice Ateco.

Procediamo con un esempio concreto, abbiamo le seguenti informazioni:

  • Mario svolge attività professionale, con il Codice Ateco a lui assegnato, ha un coefficiente di redditività del 78%.
  • Mario nel 2017 ha fatturato: 30.000 euro. (rientra nel limite fissato a 30.000 per le attività professionali)
  • Mario possiede tutti i requisiti per classificare la sua attività come una novità.

Quante tasse, relative all’anno 2017, pagherà Mario nel 2018?

  1. 30.000 x 78% = 23.400 euro di reddito imponibile. Al reddito imponibile potranno essere dedotti i contributi Inps pagati nel 2016, ma in questo esempio ipotizziamo che il 2017 per Mario sia il primo anno di attività.
  2. Ai 23.400 euro di reddito imponibile Mario deve applicare l’aliquota del 5% e otterrà 170 euro, importo che rappresenta l’imposta dovuta allo Stato.

Oltre che le tasse Mario deve considerare i contributi Inps relativi al 2017. Mario esercita un’attività professionale per la quale non è prevista nessuna cassa di previdenza specifica, quindi è iscritto alla Gestione Separata. L’aliquota dei contributi Inps per chi è iscritto alla Gestione Separata è del 25,72%. Mario, oltre le tasse, pagherà 6.018,48 euro (23.400 x 25,72%) di contributi Inps.

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