Regime Forfettario 2024

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Regime Forfettario 2024

Cosa cambia rispetto al 2023?

Rispetto all’anno passato 2023, il Regime Forfettario non presenta molte differenze, fatta eccezione per una modifica molto importante.

Novità Regime Forfettario 2024

La novità prevista per tutti i contribuenti che adottano il Regime Forfettario riguarda la fatturazione.

Infatti, dal 1° gennaio 2024 verrà esteso l’obbligo di fatturazione elettronica anche ai forfettari.

Sarà quindi necessario essere provvisti di un gestionale tramite il quale emettere fatture elettroniche, le quali verranno salvate in formato XML e trasmesse al Sistema di Interscambio: questo controllerà che le fatture siano compilate correttamente e che possano quindi essere trasmesse ai tuoi clienti.

Ti indichiamo che dovrai inserire un codice destinatario (o codice univoco) e/o un indirizzo PEC validi nelle anagrafiche dei clienti.

Il codice destinatario è un codice alfanumerico che identifica il destinatario della fattura elettronica e che consente allo SdI di individuarlo facilmente.

In alcuni casi non ti verrà fornito un codice destinatario, né un indirizzo PEC, e dovrai inserire:

  • 0000000 nel caso in cui il tuo cliente sia un privato residente in Italia;
  • XXXXXX nel caso in cui il tuo cliente sia residente all’estero.
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In entrambi i suddetti casi, dovrai sincerarti tu stesso di far avere al tuo cliente una copia PDF della fattura e potrai inviargliela tramite e-mail.

Per maggiori informazioni riguardo al codice destinatario potrai dare un’occhiata al nostro articolo dedicato:

Come si ottiene il codice univoco per la fatturazione elettronica

Agevolazioni del Regime Forfettario 2024

Il Forfettario è considerato il regime di vantaggio, infatti presenta molte agevolazioni rispetto al regime Ordinario Semplificato.

Vediamo nello specifico quali sono i vantaggi previsti:

  • il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti (percentuale associata ad ogni codice Ateco);
  • non sarai soggetto al versamento dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali, ma dovrai versare l’imposta sostitutiva;
  • non dovrai applicare l’Iva in fattura. Al suo posto dovrai inserire una marca da bollo virtuale dal valore di 2€ su tutte le fatture di importo superiore ai 77,47€.

Chi può adottare il Forfettario?

Le cause di esclusione dal regime Forfettario resteranno invariate per quest’anno 2024.

I requisiti da rispettare per poter aderire al Forfettario sono i seguenti:

  • i ricavi da Partita Iva dell’anno precedente non devono superare gli 85.000€, dunque per il primo anno di attività la causa di esclusione non trova applicazione;
  • la RAL da lavoro dipendente (o assimilati) dell’anno precedente non deve superare i 30.000€. Nel caso superassi tale soglia, se interrompi il lavoro dipendente entro il 31 dicembre dell’anno precedente, non ricadrai nella causa di esclusione;
  • le spese per il personale e i collaboratori non devono essere superiori ai 20.000€ annui;
  • non devi fatturare per più del 50% al datore di lavoro attuale o avuto nei due anni antecedenti l’apertura della Partita Iva. Questo dato si vede alla fine dell’anno con fatture alla mano, dunque per il primo anno di attività la causa di esclusione non opera;
  • non devi far parte di società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;
  • non devi avere il controllo diretto o indiretto di una SRL e, contemporaneamente, fatturare nei suoi confronti per attività economicamente riconducibile;
  • devi avere la residenza in Italia, in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein). Negli ultimi due casi la produzione del reddito deve essere svolta almeno per il 75% in Italia;
  • non puoi occuparti in via prevalente di cessione di fabbricati e terreni edificabili;
  • non puoi adottare il Forfettario se l’attività che desideri intraprendere richiede l’applicazione di un regime speciale ai fini Iva.

Come si calcola il reddito imponibile nel Forfettario

Il reddito imponibile rappresenta la parte dei ricavi su cui andare a calcolare imposta e contributi da versare.

Per calcolare il reddito imponibile dovrai individuare il coefficiente di redditività, una percentuale associata al tuo codice Ateco.

La formula per calcolare la base imponibile è la seguente:

ricavi x coefficiente di redditività = reddito imponibile

Ciò che rimane dei ricavi non è soggetto a tassazione e verrà riconosciuto come spesa forfettaria.

Per questo motivo con il Regime Forfettario non potrai portare in detrazione o deduzione alcun costo sostenuto per l’attività, a parte i contributi versati nell’anno d’imposta.

L’Agenzia delle Entrate però chiarisce che, se ricevi delle fatture intestate alla tua Partita Iva per delle spese riconducibili alla tua attività, dovrai inserire gli importi nel quadro RS della Dichiarazione dei redditi.

Imposta sostitutiva e contributi nel Forfettario 2024

L’imposta sostitutiva prevede un’aliquota pari al 15% che può essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se vengono rispettati i tre requisiti previsti.

Oltre all’imposta, dovrai versare anche i contributi in base al tipo di attività che svolgi.

In base all’attività potrai inquadrarti come:

  • libero professionista senza cassa previdenziale specifica: in questo caso verserai i contributi alla Gestione Separata Inps;
  • artigiano o commerciante con versamento dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps;
  • libero Professionista con cassa previdenziale specifica (architetto, medico, veterinario ecc…).

Contributi per professionisti in Gestione Separata Inps

Se sei inquadrato come professionista senza cassa specifica, verserai i contributi alla Gestione Separata Inps in percentuale al 26,23% del tuo reddito.

Dunque non avrai contributi fissi da versare ma dovrai versarli solo in percentuale in base al reddito.

Inoltre, se contestualmente all’attività in Partita Iva svolgi un lavoro dipendente o percepisci un reddito da pensione, potrai versare i contributi in forma ridotta al 24%.

Facciamo un esempio di calcolo.

Mettiamo caso che tu sia un consulente con codice Ateco 70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale e che i tuoi ricavi ammontino a 20.000€.

Al suddetto codice Ateco è associato un coefficiente del 78%.

Quindi:

  • ricavi: 20.000€
  • coefficiente di redditività: 78%
  • contributi Inps: 26,23%
  • imposta sostitutiva: 5%
  • Reddito imponibile: 20.000€ x 78% = 15.600€
  • Contributi: 15.600€ x 26,23% = 4.091,88€
  • Imposta sostitutiva: 15.600€ x 5% = 780€

Dunque, su un ricavo annuale di 20.000€ in questo caso dovrai versare un totale di 4.871,88€ tra imposta sostitutiva (780€) e contributi (4.091,88€).

Contributi per artigiani e commercianti in Gestione Artigiani e Commercianti Inps

Se la tua attività ti inquadrerà come artigiano o commerciante avrai l’obbligo di iscrizione in Camera di Commercio.

Contrariamente ai professionisti, la Gestione Artigiani e Commercianti Inps prevede il versamento dei contributi fissi.

I contributi dovranno essere versati secondo il seguente schema:

  • per un reddito compreso tra 0€ e 17.504€, verserai i contributi fissi per circa 4.200€;
  • superato il reddito minimale di 17.504€, oltre ai fissi, verserai anche i contributi in percentuale al 24% circa sull’eccedenza.

Per un artigiano i fissi saranno pari a 4.208,40€ e i contributi in percentuale al 24%.

Per un commerciante i fissi saranno pari a 4.292,42€ e i contributi in percentuale al 24,48%.

Se rientri in questa categoria avrai la possibilità di richiedere la riduzione del 35% su tutti i contributi.

Se sei un pensionato con età superiore ai 65 anni, potrai richiedere la riduzione del 50% su tutti i contributi.

Inoltre, se contestualmente all’attività in Partita Iva svolgi un lavoro dipendente di tipo full-time potrai richiedere l’esonero contributivo.

Facciamo un esempio di calcolo.

Mettiamo caso che tu sia un commerciante con codice Ateco 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing e che i tuoi ricavi ammontino a 50.000€.

Al suddetto codice Ateco è associato un coefficiente del 67%.

Quindi:

  • ricavi: 50.000€
  • coefficiente di redditività: 67%
  • contributi fissi: 4.208,40€
  • contributi in percentuale sull’eccedenza: 24%
  • imposta sostitutiva: 5%
  • Reddito imponibile: 50.000€ x 67% = 33.500€

Contributi: dovrai versare i fissi di 4.208,40€ + il 24% sull’eccedenza dei 17.504€, cioè:

  • 33.500€ – 17.504€ = 15.996€ di eccedenza
  • 15.996€ x 24% = 3.839,04€ di contributi in percentuale

Totale contributi: 4.208,40€ + 3.839,04€ = 8.047,44€

Imposta sostitutiva: 33.500€ x 5% = 1.675€

Dunque, su un ricavo annuale di 50.000€ in questo caso dovrai versare un totale di 9.722,44€ tra imposta sostitutiva (1.675€) e contributi (8.047,44€).

Qualora avessi deciso di applicare la riduzione del 35% sui contributi il calcolo è il seguente:

8.047,44€ – 35% = 5.230,84€

Contributi per professionisti con casse previdenziali specifiche

Alcuni professionisti sono tenuti a versare i contributi verso le casse previdenziali specifiche, ad esempio:

e così via.

Ogni cassa ha le proprie regole, le proprie aliquote e le proprie scadenze, pertanto saranno proprio queste a comunicarti tutte le specifiche.

Quando si versano le tasse nel Regime Forfettario 2024

Tutte le scadenze per i versamenti nel Regime Forfettario dipendono da come è inquadrata la tua attività.

Ti riportiamo le varie scadenze per i liberi professionisti in Gestione Separata Inps e per gli artigiani e i commercianti.

Scadenze Gestione Separata Inps

Come libero professionista, effettuerai i tuoi versamenti in sede di Dichiarazione dei redditi, secondo il seguente schema:

30 giugno 2025

  • saldo imposta sostitutiva 2024
  • saldo contributi in percentuale 2024
  • 1° acconto 50% imposta sostitutiva 2025
  • 1° acconto 40% contributi in percentuale 2025

È possibile suddividere l’importo dovuto in un massimo di 6 rate, che dovranno essere versate secondo le seguenti scadenze:

  • 30 giugno 2025
  • 16 luglio 2025
  • 20 agosto 2025
  • 16 settembre 2025
  • 16 ottobre 2025
  • 16 novembre 2025

Se il giorno della scadenza cade di sabato o di domenica, questa si sposterà sul lunedì successivo.

30 novembre 2025

  • 2° acconto 50% imposta sostitutiva 2025
  • 2° acconto 40% contributi in percentuale 2025

L’importo dovuto non potrà essere rateizzato.

Scadenze Gestione Artigiani e Commercianti Inps

Come descritto sopra, se sei iscritto in Camera di Commercio dovrai versare i contributi fissi ed eventuali contributi in percentuale se superi il minimale.

I contributi fissi dovranno essere versati durante l’anno suddivisi in 4 rate, secondo le seguenti scadenze:

  • 16 maggio 2024
  • 20 agosto 2024
  • 16 novembre 2024
  • 16 febbraio 2025

Imposta ed eventuali contributi in percentuale andranno versati in sede di Dichiarazione dei redditi secondo il seguente schema:

30 giugno 2025

  • saldo imposta sostitutiva 2024
  • saldo contributi in percentuale 2024
  • 1° acconto 50% imposta sostitutiva 2025
  • 1° acconto 50% contributi in percentuale 2025

È possibile suddividere l’importo dovuto in un massimo di 6 rate (vedi sopra).

30 novembre 2025

  • 2° acconto 50% imposta sostitutiva 2025
  • 2° acconto 50% contributi in percentuale 2025

L’importo dovuto non potrà essere rateizzato.

Scadenze per professionisti con cassa specifica

Per questa categoria di contribuenti la situazione è diversa.

I contributi dovranno essere versati direttamente alla cassa di pertinenza, mentre l’imposta in sede di Dichiarazione dei redditi:

30 giugno 2025

  • saldo imposta sostitutiva 2024
  • 1° acconto 50% imposta sostitutiva 2025

È possibile suddividere l’importo dovuto in un massimo di 6 rate, che dovranno essere versate secondo le seguenti scadenze:

  • 30 giugno 2025
  • 16 luglio 2025
  • 20 agosto 2025
  • 16 settembre 2025
  • 16 ottobre 2025
  • 16 novembre 2025

Se il giorno della scadenza cade di sabato o di domenica, questa si sposterà sul lunedì successivo.

30 novembre 2025

  • 2° acconto 50% imposta sostitutiva 2025

L’importo dovuto non potrà essere rateizzato.

La fatturazione nel Regime Forfettario

Come detto in precedenza, le fatture saranno da emettere obbligatoriamente in formato elettronico a partire dal 1° gennaio 2024.

La prima cosa che dovrai fare per emettere fattura è creare l’anagrafica dei tuoi clienti.

Se il tuo cliente è residente in Italia e titolare di Partita Iva dovrai inserire in anagrafica:

  • numero di Partita Iva;
  • Codice fiscale;
  • indirizzo di residenza/sede dell’attività;
  • codice destinatario o indirizzo PEC.

Se il tuo cliente è residente in Italia ed è un privato, nel campo dedicato al codice destinatario 0000000 (ovvero 7 volte il numero zero).
In caso contrario, dovrai richiedere il codice destinatario del gestionale nel quale vogliono ricevere le fatture.

Per i tuoi clienti residenti all’estero dovrai inserire in anagrafica:

  • XXXXXXX (ovvero 7 volte la lettera X maiuscola) nel campo dedicato al codice destinatario;
  • la sequenza OO99999999999 (ovvero due volte la lettera O maiuscola e undici volte il numero 9) se il cliente non ti fornisce il Codice fiscale o la Partita Iva.

Per ulteriori informazioni, potrai visionare il nostro articolo dedicato:

Fattura elettronica verso privati ed estero

Per quanto riguarda la compilazione della fattura, non dovrai inserire l’Iva e al suo posto, se l’importo è superiore ai 77,47€, dovrai applicare una marca da bollo, anch’essa elettronica, dal valore di 2€.

La dicitura corretta da inserire alla riga dedicata alla prestazione sarà 0% N 2.2 Non soggette – Altri casi.

Se decidi di addebitare l’importo del bollo al cliente, questo concorrerà alla formazione dei ricavi e al conseguente reddito imponibile. La normativa di riferimento sarà la stessa di quella della prestazione.
Se invece decidi di non addebitare l’importo del bollo elettronico al cliente, questo non concorrerà alla formazione dei ricavi e la normativa di riferimento sarà 0% N1 Escluso.

Il pagamento del bollo elettronico avviene ogni 3 mesi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Pagare il bollo elettronico sul sito dell’Agenzia delle Entrate è molto semplice.

Ti troverai di fronte a due elenchi:

  • l’elenco A all’interno del quale sono raccolte tutte le fatture sulle quali correttamente hai inserito il bollo elettronico;
  • l’elenco B all’interno del quale sono raccolte le fatture sulle quali non hai inserito il bollo, ritenuto invece necessario dall’Agenzia delle Entrate.

Attenzione: se scegli di addebitare l’importo del bollo al tuo cliente, questo anticiperà l’importo del bollo in fattura, ma sarà sempre tuo compito saldare l’importo.

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità di applicare in fattura la rivalsa Inps del 4%: si tratta di una maggiorazione applicata all’importo della prestazione svolta. È una scelta volontaria e il 4% eventualmente percepito concorre alla formazione dei ricavi.

Per alcuni professionisti iscritti ad una Cassa Specifica, a seconda della professione svolta, è previsto l’obbligo di applicare in fattura la rivalsa prevista dalla specifica Cassa (contributo integrativo).

Per emettere fatture elettroniche nei confronti di soggetti residenti all’estero la procedura è leggermente differente.

Nella compilazione della fattura dovrai:

  • modificare la normativa di riferimento e riportare 0% N2.1 Non Soggetto – Art.7 DPR 633/72;
  • riportare nelle note la dicitura “Reverse Charge” se presti servizio nei confronti di soggetti intracomunitari; inserire nelle note la dicitura “Operazione non soggetta a Iva” per le operazioni verso soggetti extraeuropei.

Se invece il cliente è un soggetto privato, la fattura sarà uguale a quella emessa nei confronti di soggetti italiani.

Nel caso però di vendita di beni dovrai tenere alcune accortezze a seconda del caso e della provenienza del tuo cliente.

Una volta compilata, potrai trasmettere la tua fattura al Sistema di Interscambio e recapitarla via email al cliente.

Auto-fatture elettroniche

Quando ricevi una fattura dall’estero senza Iva ed intestata alla tua Partita Iva, dovrai procedere all’integrazione dell’Iva con l’aliquota presente in Italia entro il 16 del mese successivo alla data della fattura di acquisto, compilando il modello F24 seguendo l’esempio a questo link:

Come compilare il modello F24 – Codice Tributo 6493.

L’integrazione dell’Iva deve essere seguita da un’autofattura emessa in formato elettronico al Sistema di Interscambio: una volta accettata dallo SdI, la ritroverai nella sezione dedicata alle fatture di acquisto del tuo gestionale di fatturazione elettronica.

L’autofattura va trasmessa al Sistema di interscambio entro il 15 del mese successivo e l’Iva va integrata entro il 16 del mese successivo.

Dovrai creare l’anagrafica cliente (che in realtà è il tuo fornitore) riportando i campi obbligatori e il codice destinatario “0000000” (sette volte zero).
È buona norma allegare il Pdf dell’originale e nelle note riportare i riferimenti della fattura di acquisto: numero e data del documento.

L’obbligo non troverà luogo per:

  • operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale;
  • operazioni per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche, nonché quelle, purché di importo non superiore a € 5.000 per ogni singola operazione, relative ad acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini Iva in Italia ai sensi degli artt. da 7 a 7-octies D.P.R. 633/1972

L’ultimo caso è relativo ad alcune tipologie di operazioni estere poco frequenti, come cessioni di beni immobili, alberghi, ristoranti, acquisto carburante ecc.

Questo adempimento è importante per inserire le fatture dei fornitori residenti all’estero nel Sistema di Interscambio che, operando su base territoriale, non potrebbe elaborarle.

Come aprire Partita Iva in Regime Forfettario

Il costo per aprire Partita Iva in Regime Forfettario varia a seconda della categoria nella quale rientra la tua attività.

Professionisti

Per un libero professionista, l’apertura avrà un costo pari a zero se apre la Partita Iva in autonomia. Qualora invece decidesse di rivolgersi ad un commercialista, dovrà sostenere il costo del suo lavoro.

Con FlexTax hai la possibilità di acquistare il servizio dedicato all’apertura della tua Partita Iva e alla gestione della contabilità della tua attività per l’anno in corso ad un costo agevolato:

Apertura e contabilità professionisti forfettario – € 366 Iva inclusa

Ci occuperemo inoltre di compilare la tua Dichiarazione dei redditi percepiti nel 2024 da presentare a giugno 2025.

Artigiani e Commercianti

In questo caso dovrai sostenere dei costi se deciderai di aprire la tua Partita Iva in autonomia:

  • bolli e costi di segreteria richiesti dalla Camera di Commercio;
  • se l’attività lo richiede, eventuali costi per la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al tuo Comune.

Con FlexTax hai la possibilità di acquistare il servizio dedicato all’apertura della tua Partita Iva e alla gestione della contabilità della tua attività per l’anno in corso ad un costo agevolato:

Apertura e contabilità artigiani e commercianti forfettario  – € 560 Iva inclusa

Ci occuperemo inoltre di compilare la tua Dichiarazione dei redditi percepiti nel 2024 da presentare a giugno 2025.

Potrai inoltre affidare a noi la presentazione della SCIA se la tua attività la richiede, acquistando il seguente servizio aggiuntivo:

Scia – Segnalazione certificata di inizio attività – 61€ Iva inclusa

Potrai trovare tutti i servizi disponibili nel nostro e-commerce!

Per qualsiasi approfondimento, la nostra Assistenza ti potrà aiutare. Potrai registrarti gratuitamente alla nostra piattaforma e utilizzare i 10 ticket gratuiti a disposizione per chiarire tutti i tuoi dubbi di natura fiscale.

Restiamo a tua disposizione!

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