Regime Forfettario 2021

Data pubblicazione: 07/10/2020

Che cos’è il Regime Forfettario 2021

Il Regime Forfettario 2021 è un Regime fiscale agevolato, applicabile dalle Partite Iva individuali.

Il Forfettario viene così considerato proprio per le semplificazioni fiscali e contabili che garantisce a coloro i quali scelgono di applicarlo per la propria attività autonoma.

In questo articolo andiamo ad analizzare e a spiegarti tutto ciò che devi sapere sul Regime Forfettario 2021.

Regime Forfettario 2021: cause di esclusione

La prima cosa che devi verificare se stai pensando di applicare il Forfettario per la tua Partita Iva è quella di non ricadere in nessuna delle cause di esclusioni previste.

Quali sono le cause di esclusione al Regime Forfettario? Procediamo ad elencartele.


Non potrai applicare il Regime Forfettario se:

  • Non sei residente in Italia. Se risiedi in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein), potrai applicare il Forfettario solo se produci almeno il 75% del tuo reddito complessivo in Italia;
  • Nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati (quali per esempio redditi da pensione) superiori ai 30.000 euro. Non rientri in questa causa di esclusione se il rapporto di lavoro subordinato è cessato nell’anno precedente;
  • Nell’anno precedente hai sostenuto spese per collaboratori e/o dipendenti per un importo totale superiore ai 20.000 euro;
  • Ti avvali di Regimi speciali Iva o di Regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • Effettui in via esclusiva o prevalente cessione di fabbricati o porzioni di essi, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • partecipi contemporaneamente all’attività in Partita Iva a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari;
  • hai il controllo diretto o indiretto di una S.r.l. o di una associazione in partecipazione e nello stesso momento fatturi per attività economiche riconducibili (due attività sono economicamente riconducibili quando appartengono alla stessa sezione Ateco);
  • emetti prevalentemente fatture (per più del 50% di quelle totali) nei confronti del tuo attuale datore di lavoro o di quello avuto nei due anni precedenti l’apertura della tua Partita Iva, o verso soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro (non rientra in questa causa di esclusione chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni);

Questi limiti all’applicazione del Regime Forfettario potranno subire delle variazioni con la Legge di Bilancio 2021.

Pertanto è possibile che vengano anche introdotti nuovi requisiti per l’accesso al Forfettario.

Se così sarà, aggiorneremo prontamente l’articolo.

Come si determina il reddito imponibile

Una delle caratteristiche del Regime Forfettario è rappresentata da come viene determinato il reddito imponibile.

Devi sapere per prima cosa che il reddito imponibile è la base sulla quale saranno calcolate le tasse che dovrai versare.

Nel Regime Forfettario il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi conseguiti il coefficiente di redditività.

Il coefficiente di redditività non è altro che una percentuale associata al Codice Ateco che hai adottato in fase di apertura della Partita Iva.

Moltiplicando il coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti, ottieni il reddito imponibile, la base sulla quale saranno calcolate le tasse da versare.

Pertanto, il coefficiente di redditività ti fornisce da una parte la percentuale di ricavi che sarà tassata e dall’altra la percentuale di ricavi che ti sarà riconosciuta come spesa forfettaria da te sostenuta e che sarà esente da tassazione.

Il Regime Forfettario, a differenza di quello Ordinario semplificato, non ti dà infatti la possibilità di portare realmente in deduzione nessun costo/spesa sostenuta durante l’anno, in quanto ti viene riconosciuta semplicemente una spesa forfait.

Le uniche voci che potrai dedurre saranno i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno di imposta.

La determinazione del reddito imponibile attraverso l’applicazione del coefficiente di redditività è infatti una delle semplificazioni contabili di cui si accennava nel primo paragrafo.

Sul reddito imponibile così ottenuto dovrai versare l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali.

Regime Forfettario 2021: imposta sostitutiva

Adottando il Regime Forfettario, dovrai versare l’imposta sostitutiva.

L’aliquota di imposta sostitutiva che dovrai versare è del 15% del tuo reddito imponibile (ricavi x coefficiente di redditività).

L’imposta sostitutiva potrà essere ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se rispetti i seguenti requisiti:

  • non devi avere esercitato nei tre anni precedenti l’apertura della tua Partita Iva attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività che svolgi in Partita Iva non deve costituire una mera prosecuzione di un’altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso il caso del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni);
  • se svolgi un’attività già proseguita in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi conseguiti da quest’ultimo l’anno precedente non deve essere superiore ai 65.000 euro.

Rispettando tutte le suddette condizioni, potrai applicare la riduzione d’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni o per i restanti anni che ti separano al raggiungimento del primo quinquennio di attività.

Al termine del primo quinquennio di imposta sostitutiva al 5%, dovrai applicare direttamente l’aliquota del 15%.

Ti sottolineiamo infine che non sono previsti limiti d’età per l’applicazione della riduzione al 5%, ma unicamente il rispetto di tutti i requisiti previsti.

Regime Forfettario 2021: contributi

Oltre all’imposta sostitutiva, dovrai versare anche i contributi.

I contributi che dovrai versare dipendono dall’attività che svolgi e da come ti sei classificato in fase di apertura della Partita Iva.

Contributi da versare come libero Professionista

Se sei un libero Professionista senza Cassa previdenziale specifica, dovrai iscriversi alla Gestione Separata Inps e versare i contributi per il 25,72% del tuo reddito.

In questo caso, verserai i contributi in proporzione al reddito conseguito.

Nel momento in cui, parallelamente all’attività in Partita Iva, svolgi anche un lavoro dipendente o percepisci reddito da pensione, verserai i contributi alla Gestione Separata Inps nella misura ridotta del 24%.

Procediamo a farti un esempio, supponendo che il coefficiente di redditività associato al tuo Codice Ateco sia del 67%, che i ricavi conseguiti alla fine del 2021 siano pari a 30.000 euro e che applichi l’imposta sostitutiva al 5%.

Esempio

Ricavi: 30.000 euro

Coefficiente di redditività: 67%

Reddito imponibile: 20.100 euro (30.000 x 67%)

Imposta sostitutiva 5%: 1.005 euro (20.100 x 5%)

Contributi: 5.169,72 euro (20.100 x 25,72%)

Riassumendo: a fronte di 30.000 euro, dovrai versare un totale di 6.174,72 euro tra imposta (1.005) e contributi (5.169,72).

N.B.: nell’esempio abbiamo supposto che non si siano versati i contributi previdenziali nell’anno di calcolato, altrimenti questi andavano sottratti dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva.

Contributi da versare come libero Professionista con Cassa previdenziale specifica

Nel momento in cui svolgi un’attività che prevede l’iscrizione ad una Cassa previdenziale specifica (quale per esempio l’Enpam, l’Inarcassa, la Cassa forense, ecc.), dovrai versare i tuoi contributi previdenziali direttamente alla suddetta Cassa.

I contributi previdenziali variano da Cassa a Cassa e per questo motivo ti suggeriamo di rivolgerti direttamente ad essa per sapere a quanto sarai soggetto e a quali scadenze.

Contributi da versare come Artigiano/Commerciante

Se svolgi un’attività artigiana o ti qualifichi come commerciante, dovrai iscriverti in Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps.

Facendo parte di questa Gestione previdenziale, dovrai versare i contributi secondo il seguente schema:

  • per il reddito compreso tra 0 e 15.953 euro: verserai contributi fissi di circa 3.850 euro
  • per il reddito superiore ai 15.953 euro: oltre ai contributi fissi, li verserai per circa il 24%

Versando i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps e applicando il Regime Forfettario, ti sarà riservata un’altra agevolazione: potrai infatti richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare.

Tale riduzione viene applicata sia ai contributi fissi, sia a quelli eccedenti il minimale.

Anche in questo caso, procediamo a farti un esempio, supponendo tu sia un artigiano con un coefficiente di redditività dell’86%, applichi l’imposta sostitutiva al 5% e abbia conseguito ricavi alla fine del 2021 per 35.000 euro.

Esempio

Ricavi: 35.000 euro

Coefficiente di redditività: 86%

Reddito imponibile: 30.100 euro (35.000 x 86%)

Imposta sostitutiva 5%: 1.505 euro (30.100 x 5%)

Contributi fissi: circa 3.850 euro

Contributi eccedenti il minimale: 3.395,28 euro (30.100 – 15.953 x 24%)

Riassumendo: a fronte di 35.000 euro, dovrai versare un totale di 8.750,28 euro tra imposta (1.505) e contributi (3.850 + 3.395,28).

Se vorrai richiedere la riduzione del 35% dei contributi, il totale al quale sarai soggetto ammonterà a 6.214,43 euro tra imposta (1.505) e contributi ridotti (7.245,28 – 35%).

N.B.: nell’esempio abbiamo supposto che non si siano versati i contributi previdenziali nell’anno.

Nel momento in cui apri la tua Partita Iva in corso d’anno, i contributi fissi ed il reddito minimale saranno proporzionati ai mesi di attività.

Se per esempio ti qualificherai come artigiano/commerciante e aprirai la tua Partita Iva nel mese di maggio 2021, i contributi fissi che per l’anno 2021 dovrai versare ammonteranno a circa 2.560 euro (3.850 euro /12 mesi x 8 mesi di attività).

Il reddito minimale oltre al quale verserai i contributi in percentuale sarà di 10.635,33 euro (15.953 euro/12 mesi x 8 mesi di attività).

Inoltre, se contemporaneamente all’attività in Partita Iva come artigiano/commerciante:

  • svolgi un lavoro dipendente full-time: sarai esonerato dal versamento dei contributi. In questo caso, dovrai versare solo l’imposta sostitutiva;
  • percepisci reddito da pensione e hai più di 65 anni: verserai i contributi ridotti del 50%.

N.B.: quest’ultima agevolazione non è cumulabile con la riduzione del 35% dei contributi.

Quando pagare le tasse in Regime Forfettario

Se apri la tua Partita Iva nel 2021, la prima Dichiarazione dei redditi che dovrai presentare sarà a giugno 2022 e sarà riferita ai redditi percepiti l’anno precedente.

In sede di Dichiarazione dei redditi dovrai infatti versare i saldi di imposta e contributi per il 2021 ed i rispettivi acconti per il 2022.

Liberi Professionisti in Gestione Separata

Se sei un libero Professionista in Gestione Separata Inps e hai aperto la Partita Iva nel 2021, in sede di Dichiarazione dei redditi dovrai versare:

30 giugno 2022

  • saldo imposta sostitutiva 2021
  • saldo contributi 2021
  • acconto 50% imposta sostitutiva 2022
  • acconto 40% contributi 2022

Potrai suddividere tali importi dovuti fino a 6 rate, di cui l’ultima dovrà essere versata obbligatoriamente entro il 16 novembre 2022.

Il 30 novembre 2022 dovrai infine versare:

  • acconto 50% imposta sostitutiva 2022
  • acconto 40% contributi 2022

Questi importi non potranno invece essere rateizzati.

In sede di prima Dichiarazione dei redditi subirai una sorta di “doppia tassazione”, in quanto non potrai portare in detrazione/deduzione nessun contributo versato nell’anno di imposta, in quanto l’anno precedente non hai versato ancora nulla.

Dalla seconda Dichiarazione in poi, il meccanismo prende il giusto via e potrai dedurre tutti i contributi versati nell’anno.

Se sei un libero Professionista iscritto ad una Cassa previdenziale specifica, per le scadenze dei contributi ai quali sarai soggetto e per le percentuali di acconti che dovrai versare, ti suggeriamo di rivolgerti direttamente alla tua Cassa specifica di appartenenza.

Artigiani/Commercianti iscritti in Camera di Commercio

Aprendo la tua Partita Iva in Camera di Commercio, come abbiamo visto, sarai soggetto al versamento dei contributi fissi ed eventualmente di quelli eccedenti il minimale.

I contributi fissi dovrai versarli alle seguenti scadenze:

  • 17 maggio 2021 (in quanto il 16 è domenica)
  • 20 agosto 2021
  • 16 novembre 2021
  • 16 febbraio 2022

Il 30 giugno 2022 dovrai presentare la Dichiarazione dei redditi percepiti nel 2021 ed in questa sede dovrai versare:

  • saldo imposta sostitutiva 2021
  • saldo contributi eccedenti il minimale di 15.953 euro 2021
  • acconto 50% imposta sostitutiva 2022
  • acconto 40% contributi il minimale di 15.953 euro 2022

Tali importi potrai rateizzarli fino a 6 rate, di cui l’ultima entro il 16 novembre 2022.

Infine, il 30 novembre 2022 dovrai versare:

  • acconto 50% imposta sostitutiva 2022
  • acconto 40% contributi il minimale di 15.953 euro 2022

Questi importi non potranno essere rateizzati.

In sede di prima Dichiarazione dei redditi, avendo tu versato i contributi fissi nell’anno di imposta, potrai portarli in deduzione dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva.

Se vuoi sapere in tempo reale quanto dovrai versare di tasse a fronte di ricavi conseguiti, potrai utilizzare il Simulatore su FlexTools all’interno della tua area riservata su FlexSuite.

Come fare la fattura in Regime Forfettario

I contribuenti che adottano il Regime Forfettario sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica e possono pertanto emettere fattura in formato cartaceo.

C’è la possibilità però che con la Legge di Bilancio 2021 venga abrogato tale esonero e previsto anche per coloro i quali adottano il Forfettario l’obbligo di emettere le fatture in modalità elettronica.

Vediamo in questo paragrafo come va fatta una fattura in Forfettario.

Per prima cosa, la fattura deve essere inviata al tuo cliente e deve contenere i dati della tua Partita Iva e quelli del cliente stesso.

Se il cliente è un privato, la fattura dovrà contenere il suo nome e cognome, l’indirizzo e il codice fiscale.

Se il tuo cliente è a sua volta titolare di Partita Iva, dovrà contenere i dati di quest’ultima.

Nella fattura forfettaria che emetti:

  • non devi applicare né l’Iva né la ritenuta d’acconto;
  • per importi superiori ai 77,47 euro dovrai assolvere l’imposta di bollo applicando una marca da bollo del valore di 2 euro;
  • dovrai inserire tutte le diciture obbligatorie previste.

Applicando il Regime Forfettario, dovrai inserire infine in fattura le diciture obbligatorie, ovvero:

  • “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni”
  • Se non sei iscritto in Camera di Commercio: “Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014 e successive modificazioni”
  • Imposta di bollo da 2 euro num (ID)… assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

Ti riportiamo di seguito degli esempi di fattura, a seconda della tua classificazione.

Esempio fattura liberi Professionisti in Gestione Separata

 

Fattura Professionista Gestione Separata

Se sei un libero Professionista iscritto alla Gestione Separata Inps, potrai applicare in fattura la rivalsa Inps del 4%. 

Tale scelta è volontaria e non obbligatoria. 

Nel momento in cui sceglierai di applicare la rivalsa Inps, tale importo concorrerà alla formazione dei 65.000 euro di ricavi e su di esso verserai imposta e contributi. 

Esempio fattura artigiani/commercianti

 

Fattura Artigiani e Commercianti

Esempio fattura agente di commercio

 

fattura Agente di Commercio

Esempio fattura Professionista con Cassa previdenziale specifica

 

Fattura Professionista Cassa previdenziale specifica

Nella fattura che emetti come libero Professionista iscritto ad una Cassa previdenziale specifica, potrai apporre la rivalsa prevista dalla tua Cassa.

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Elisa di FlexTax

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