Regime forfettario 2020

Regime forfettario 2020

Il Regime forfettario 2020 è un Regime fiscale agevolato rivolto alle Partite Iva individuali, che ha subito alcuni cambiamenti rispetto alla disciplina forfettaria del 2019.

Dalla Legge di Bilancio 2019 tale Regime è stato ampliato a tutte le Partite Iva individuali che abbiano conseguito nell’anno precedente ricavi non superiori a 65.000 euro.

La caratteristica principale del Regime forfettario 2020 è la presenza di un’unica imposta sostitutiva al 15% (ulteriormente ridotta al 5% nei primi cinque anni di attività, nel rispetto di alcuni requisiti che vedremo).

In Regime ordinario, invece, sei soggetto all’Irpef, alle addizionali regionali e comunali, all’Irap.

Oltre a ciò, per i contribuenti in Regime forfettario sono previsti numerosi vantaggi dal punto di vista contabile e fiscale.

Vediamo allora in questo articolo quali sono i requisiti di accesso, le cause di esclusione e i nuovi limiti, le imposte, i vantaggi e le altre caratteristiche del Regime forfettario 2020.


I requisiti di accesso al Regime forfettario 2020

Per poter accedere al Regime forfettario 2020 è necessario rispettare un primo requisito fondamentale:

  • I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il Regime forfetario se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000.

In pratica, devi assicurati di non aver percepito nell’anno precedente a quello per il quale vuoi adottare il Regime forfettario ricavi superiori a 65.000 euro.

Per approfondire quale importo devi prendere in considerazione nel calcolo del limite di ricavi di 65.000 euro, leggi il nostro articolo dedicato: Regime forfettario calcolo limite ricavi 65.000 euro.

COSA SIGNIFICA RAGGUAGLIATI AD ANNO?

Ragguagliati ad anno significa che, se apri Partita Iva in corso d’anno, il limite di ricavi da considerare per poter accedere l’anno successivo al Regime forfettario non è più 65.000 euro, ma deve essere rapportato ai giorni di apertura della Partita Iva.

Ad esempio, se apri Partita Iva al 16 novembre 2019, il limite di ricavi da non superare per poter accedere al Regime forfettario nel 2020 è pari a (65.000 x 46 giorni di apertura) / 365 = 8.191,78 euro.

COSA SUCCEDE SE NELL’ANNO IN CUI APPLICO IL REGIME FORFETTARIO SUPERO LA SOGLIA DI 65.000 EURO?

Il Regime forfettario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito del limite di ricavi o si verifica una delle cause di esclusione (che analizzeremo nel prossimo paragrafo).

Ad esempio, se nel 2020 applichi il Regime forfettario e nello stesso anno percepisci ricavi per 90.000 euro, in tale anno potrai comunque applicare l’imposta sostitutiva al 15% (o al 5%) su tali ricavi.

Nel 2021, tuttavia, sarai escluso dal Regime forfettario e dovrai applicare pertanto il Regime ordinario.

Potrai tornare ad applicare il Forfettario nel 2022, se rispetterai di nuovo tutti i requisiti richiesti.

POSSO APPLICARE IL REGIME FORFETTARIO NELL’ANNO DI APERTURA DELLA PARTITA IVA?

Nell’anno di apertura della Partita Iva non hai infatti un riferimento di ricavi relativo all’anno precedente, dunque potrebbe venirti il dubbio se puoi già applicare il Regime forfettario.

Le persone fisiche che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario comunicando, nella dichiarazione di inizio di attività (modello AA9/12), di presumere la sussistenza del requisito del limite di 65.000 euro di ricavi.

Dunque puoi già accedere al Regime forfettario nell’anno di apertura della Partita Iva se presumi di conseguire ricavi non superiori a 65.000 euro.

Le cause di esclusione del Regime forfettario 2020

Dopo aver verificato di non aver superato il limite di 65.000 euro nell’anno precedente, dovrai assicurarti di non far parte di nessuna delle cause di esclusione previste.

Analizziamo allora quali sono queste cause di esclusione.

Non possono avvalersi del Regime forfettario:

  • le persone fisiche che si avvalgono di Regimi speciali ai fini dell’Iva o di Regimi forfettari di determinazione del reddito.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 10/E del 2016 ha chiarito quali sono le attività escluse:

  • Agricoltura e attività connesse e pesca;
  • Vendita sali e tabacchi;
  • Commercio dei fiammiferi;
  • Editoria;
  • Gestione di servizi di telefonia pubblica;
  • Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;
  • Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/72;
  • Agenzie di viaggi e turismo;
  • Agriturismo;
  • Vendite a domicilio (porta a porta);
  • Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione;
  • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione.

N.B.: se svolgi più tipologie di attività e una di queste è un Regime speciale Iva, non ti sarà possibile accedere al Regime forfettario nemmeno per le altre tue attività, anche se compatibili con tale Regime.

  • I soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno Stato membro dell’Unione europea (UE) o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), e che producono nel territorio italiano almeno il 75% del reddito complessivo.
  • I soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di:
    • fabbricati e relative porzioni;
    • terreni edificabili, oppure cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi.
  • I soggetti che contemporaneamente all’attività con Partita Iva:
    • partecipano a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari;
    • controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quella svolta con Partita Iva individuale;

N.B.: non puoi accedere al Regime forfettario se possiedi una partecipazione in una impresa familiare (o anche azienda coniugale), ma è possibile applicare il Regime forfettario per la propria impresa familiare (o azienda coniugale).

  • i soggetti che esercitano l’attività con Partita Iva prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, o nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, fatta eccezione per i soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

I nuovi limiti previsti dalla Legge di Bilancio 2020

La Legge di Bilancio 2020, approvata in via definitiva lunedì 23 dicembre, definisce dei nuovi limiti per l’applicazione del Regime forfettario per la propria Partita Iva individuale.

Quali sono questi nuovi limiti?

  • Potrai applicare il Regime forfettario se nell’anno precedente hai conseguito redditi da lavoro dipendente e da pensione (o assimilati) inferiori a 30.000 euro. Nel momento in cui il rapporto di lavoro subordinato fosse cessato, tale esclusione non opera e pertanto potrai applicare il Forfettario;
  • Potrai applicare il Forfettario per la tua Partita Iva se nell’anno precedente hai sostenuto spese per il personale (dipendenti, collaboratori, aiutanti, ecc.) inferiori ai 20.000 euro;
  • Per determinare la spettanza o le deduzioni, detrazioni o benefici di qualche natura fiscale, sarà considerato anche il reddito conseguito con la Partita Iva Forfettaria.

La Legge di Bilancio 2020 ha inoltre abolito la Flat Tax per le Partite Iva con ricavi compresi tra i 65.001 euro e i 100.000 euro. Di conseguenza, se si dovesse essere esclusi dal Regime Forfettario per superamento del limite massimo di ricavi o perché si rientra in una delle cause ostative, si dovrà adottare il Regime ordinario.

Regime forfettario 2020: i coefficienti di redditività

Il Regime forfettario è caratterizzato da un meccanismo particolare di calcolo del reddito imponibile (il reddito su cui si calcolano imposte e contributi).

Mentre in Regime ordinario il reddito imponibile si calcola sottraendo i costi effettivamente sostenuti dai ricavi, in Regime forfettario i costi sono determinati in maniera fissa (forfettaria) attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività ai ricavi.

Il coefficiente di redditività è una percentuale che varia a seconda della tipologia di attività svolta, in particolare a seconda del Codice ATECO previsto per la tua attività.

Per i medici, ad esempio, è previsto un coefficiente di redditività del 78% da applicare ai ricavi, pertanto il 22% sono considerate le spese forfettarie.

Per approfondire l’argomento: Regime forfettario coefficiente di redditività.

Regime forfettario 2020: esempio calcolo imposta sostitutiva

Vediamo ora un esempio di calcolo dell’imposta sostitutiva in Regime forfettario.

Mario è un informatico, applica il Regime forfettario nel 2020 e ottiene 30.000 euro di ricavi.

Il coefficiente di redditività previsto per la sua attività di informatico è del 67%.

Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 67%
Reddito imponibile: 20.100 euro (30.000 x 67%)
Imposta sostitutiva: 3.015 euro (20.100 x 15%)

Mario deve allo Stato 3.015 euro di imposta sostitutiva.

N.B.: per semplicità, si suppone non si siano versati i contributi obbligatori nell’anno, altrimenti questi andrebbero dedotti dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva.

Regime forfettario 2020: imposta sostitutiva al 5%

L’aliquota di imposta sostitutiva in Regime forfettario è al 15%, ma può essere ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, se si rispettano determinati requisiti.

N.B.: non sono previsti limiti di età per poter utilizzare l’aliquota al 5%.

L’aliquota è ridotta al 5% per le nuove attività (per i primi cinque anni), se rispetti queste condizioni:

  • non hai esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, alcuna attività professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività che si va ad esercitare non deve essere in alcun modo una mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • se andrai a proseguire un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare di ricavi e compensi generati da tale attività nel periodo di imposta precedente non deve aver superato il limite di 65.000 euro.

Per approfondire: Regime forfettario imposta sostitutiva 5%.

Contributi nel Regime forfettario 2020

Insieme all’imposta sostitutiva, l’altro principale costo in Regime forfettario è costituito dai contributi previdenziali.

L’ammontare di contributi previdenziali da versare dipende se sei iscritto in:

  • Gestione Artigiani e Commercianti Inps;
  • Gestione Separata Inps;
  • Una Cassa previdenziale specifica.

GESTIONE ARTIGIANI E COMMERCIANTI INPS

Se sei un Artigiano (ad esempio idraulico, falegname, parrucchiere, etc.) o Commerciante (ad esempio Affittacamere, Agenti di commercio, etc.), al momento dell’apertura della Partita Iva dovrai iscriverti presso la Gestione Artigiani e Commercianti Inps.

Essere iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps comporta l’obbligo di pagare contributi fissi, indipendentemente dal reddito conseguito, che nel 2020 sono pari a 3.836,16 euro per gli Artigiani e pari a 3.850,52 euro per i Commercianti.

Tali contributi fissi sono calcolati su un reddito minimale che per il 2020 è pari a 15.953 euro.

Oltre ai contributi fissi, se percepisci un Reddito superiore a 15.593 dovrai pagare anche i contributi eccedenti il minimale.

I contributi eccedenti il minimale si calcolano applicando l’aliquota del 24% per gli Artigiani e del 24,09% per i Commercianti sulla parte di reddito eccedente tale minimale.

Per approfondire: Contributi Inps con Partita Iva.

RIDUZIONE 35% CONTRIBUTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI IN REGIME FORFETTARIO 2020

Per gli Artigiani e Commercianti in Regime forfettario è prevista un’agevolazione che consiste nella possibilità di richiedere all’Inps, tramite apposita domanda, la riduzione del 35% dei contributi da versare.

Tale riduzione verrà applicata sia sulla parte di contributi fissi che sulla parte di contributi eccedenti il minimale.

Nel valutare la convenienza a richiedere la riduzione dei contributi da versare è comunque utile sapere che:

  • se con la riduzione del 35% dei contributi Inps non arriverai a versare la quota di contributi fissi sul minimale (circa 3.800 euro) ti saranno accreditate ai fini pensionistici 33,8 settimane invece che 52;
  • se con la riduzione del 35% dei contributi Inps arriverai a versare comunque la quota di contributi fissi sul minimale (circa 3.800 euro), allora non ti verranno ridotte le settimane accreditate ai fini pensionistici, che rimarranno 52.

Per maggiori informazioni: Regime forfettario riduzione contributi 35%.

GESTIONE SEPARATA INPS

Se sei un Professionista con Partita Iva e svolgi un’attività che non prevede l’iscrizione a un albo specifico, dovrai iscriverti alla Gestione Separata Inps.

Attività che prevedono l’iscrizione alla Gestione Separata Inps sono ad esempio l’attività di consulente, web master, web designer, etc.

La Gestione Separata Inps comporta il vantaggio che non sono dovuti contributi fissi, ma solo in percentuale sulla base del reddito lordo percepito.

Pertanto, a differenza degli Artigiani e Commercianti, se in un determinato anno non produci reddito, non dovrai pagare alcun contributo.

In particolare, per il 2020 l’aliquota contributiva da applicare al reddito lordo conseguito è pari al 25,72%.

Per approfondire: Regime forfettario Gestione Separata.

CASSA PREVIDENZIALE SPECIFICA

I Professionisti che svolgono un’attività che prevede l’iscrizione ad un apposito albo dovranno iscriversi alla loro Cassa previdenziale specifica.

I medici, ad esempio, dovranno iscriversi all’ENPAM.

Ogni Cassa previdenziale specifica prevede regole contributive diverse, pertanto ti consigliamo di informarti sul sito web della tua Cassa previdenziale specifica per comprendere l’ammontare e le scadenze dei contributi previdenziali dovuti.

Esempio calcolo imposta e contributi in Regime forfettario 2020

Vediamo un esempio di calcolo dei contributi e dell’imposta sostitutiva dovuti in Regime forfettario.

Marco, consulente iscritto alla Gestione Separata Inps, guadagna dalla sua attività 30.000 euro.

N.B.: ipotizziamo che i contributi obbligatori versati nell’anno (unica spesa deducibile in Regime forfettario) siano uguali ai contributi dovuti, senza tenere conto del meccanismo del saldo e degli acconti. Per approfondire: Regime forfettario contributi deducibili.

Ricavi: 30.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito lordo: 23.400 euro (30.000 x 78%)
Contributi Gestione Separata Inps: 6.018,48 euro (23.400 x 25,72%)
Reddito netto: 17.381,52 euro (23.400 – 6.018,48)
Imposta sostitutiva: 2.607,23 euro (17.381,52 x 15%)

Marco deve allo Stato 6.018 euro di contributi e 2.607 euro di imposta sostitutiva.

Vantaggi Regime forfettario 2020

Accedere al Regime forfettario, oltre al vantaggio di essere soggetti all’unica imposta sostitutiva al 15% o al 5%, ti permette di usufruire di ulteriori agevolazioni dal punto di vista contabile e fiscale.

Se aderisci al Regime forfettario, infatti, sei esonerato:

  • Dall’obbligo della fatturazione elettronica. Se, nonostante questo esonero scegli comunque di utilizzarla, ti sarà riservato un trattamento premiale: il termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate si riduce di un anno (non saranno più 5 anni ma 4);
  • Dall’applicazione dell’Iva, non dovrai pertanto inserire l’Iva nelle fatture che emetti;
  • Dall’applicazione della ritenuta d’acconto;
  • Dalla registrazione delle fatture e dei corrispettivi;
  • Dall’applicazione degli ISA (Indici sintetici di affidabilità);
  • Dalla compilazione dell’Esterometro.

Infine, un ulteriore vantaggio che differenzia il Regime forfettario dal Regime ordinario è la possibilità per gli Artigiani e Commercianti di richiedere la riduzione del 35% dei contributi Inps da pagare, di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo.

Regime forfettario 2020: indicazioni in fattura

Nelle fatture che emetterai dovranno essere indicate delle apposite diciture.

Tali diciture devono essere inserite per informare i tuoi clienti che adotti il Regime forfettario e quindi che puoi usufruire di tutte le semplificazioni che abbiamo analizzato precedentemente.

IVA

Dal momento che non applichi l’Iva nelle tue fatture, dovrai inserire l’apposita dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.”

MARCA DA BOLLO

L’esonero dall’Iva comporta l’obbligo di assolvere l’imposta di bollo di 2 euro sulle tue fatture di importo superiore ai 77,47 euro.

Dovrai quindi applicare, sulla fattura originale, una marca da bollo del valore di 2 euro e inserire la dicitura:

Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.

Sulla copia della fattura, se non è presente la marca da bollo, la dicitura dovrà anche contenere il numero identificativo della marca da bollo che hai apposto sull’originale:

“Imposta di bollo num. (ID)… assolta sull’originale”.

RITENUTA D’ACCONTO

Infine, se sei un Professionista, potrai ricevere l’intera somma pattuita per la prestazione, senza che il tuo cliente debba trattenerti il 20% a titolo di ritenuta d’acconto.

Dovrai solo indicare in fattura la seguente dicitura:

“Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014 e successive modificazioni”.

Per vedere alcuni esempi e fac simili di fattura in Regime forfettario: Esempi di fattura in Regime Forfettario.

Regime forfettario 2020, conviene?

La convenienza del Regime forfettario rispetto al Regime ordinario deve essere valutata caso per caso.

In generale, è possibile individuare due fattori che potrebbero annullare il vantaggio di essere soggetti ad un’unica imposta sostitutiva al 15% o al 5% (invece delle aliquote Irpef che vanno dal 23% al 43%, delle addizionali regionali e comunali e dell’eventuale Irap), che sono:

  • I costi che effettivamente sostieni per la tua attività potrebbero essere molto più alti di quelli forfettariamente riconosciuti in Regime forfettario attraverso il coefficiente di redditività previsto per la tua attività;
  • Se non hai altri redditi soggetti a Irpef (da pensione, da lavoro dipendente, da affitti, etc.) perdi la possibilità di utilizzare le ordinarie deduzioni e detrazioni Irpef (per figli a carico, per spese mediche, interessi sul mutuo, spese di ristrutturazione, etc.).

Quindi il Regime forfettario potrebbe non esserti conveniente se sostieni costi molto più elevati delle spese forfettarie riconosciute, e/o le tue ordinarie deduzioni e detrazioni Irpef, in assenza di altri redditi, sarebbero molto rilevanti.

Per approfondire l’argomento: Regime forfettario quando conviene?

Regime forfettario 2020: adempimenti

Nonostante le semplificazioni contabili e fiscali previste per chi accede al Regime forfettario, rimangono comunque alcuni obblighi, anche ai fini Iva.

Anche se sei in Regime forfettario dovrai infatti:

  • Numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • Certificare i corrispettivi;
  • Emettere fattura elettronica nei confronti della Pubblica amministrazione;
  • Presentare i Modelli Intrastat in caso di cessioni intracomunitarie di servizi;
  • Pagare l’Iva per particolari operazioni, quali:
    • Operazioni soggette a reverse charge;
    • Prestazioni di servizi ricevute da soggetti Ue o EXTRA UE;
    • Acquisti da soggetti Ue di beni per importi superiori a 10.000 euro, tramite autofattura o integrazione della fattura con indicazione dell’aliquota e della relativa Iva da versare entro il 16 del mese successivo all’operazione, senza diritto alla detrazione dell’Iva.

Per approfondire: Regime forfettario Intrastat e Regime forfettario operazioni EXTRA UE.

Costo commercialista in Regime Forfettario 2020

Tutte le semplificazioni del Regime forfettario 2020 permettono di ottenere una notevole diminuzione degli adempimenti da effettuare per la propria attività.

Di conseguenza, è anche più basso il costo da sostenere per il commercialista, che in media per una contabilità forfettaria richiede circa 500 euro più Iva.

Il nostro servizio FlexTax offre sia la gestione della contabilità del Regime forfettario 2020 che quella per la contabilità del Regime ordinario ad un prezzo altamente competitivo, reso possibile dall’utilizzo della tecnologia che ci permette di automatizzare e rendere più veloci diversi processi senza rinunciare alla qualità della nostra assistenza.

Sia che tu debba aprire la Partita Iva come Professionista in Forfettario che aprire una Partita Iva come Artigiano o Commerciante Forfettario,  il nostro servizio ti assicura costante assistenza da parte del Professionista del nostro Team a cui verrai assegnato, il quale sarà sempre pronto ad aiutarti.

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Anna di FlexTax

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Questo articolo ha 52 commenti.

  1. Avatar
    info

    Buon pomeriggio,chiedo lumi sul forfetario:
    fattura xxx importo 1000 euro,
    cassa (4% su 1000) 40 euro;
    bollo applicato da me
    e addebitato al cliente
    2
    totale fatturato 1042 euro.
    I 2 euro di marca rientrano nei ricavi in fase di dichiarazione oppure solo i 1000 euro,in quanto il contributi vengono poi detratti dopo aver applicato l’aliquota del 78% sui ricavi.
    Gli interessi di mora applicati, ex art.15 c.1 dpr 633/72,sono soggetti a ritenuta e a cassa previdenziale?
    Saluti.

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buon pomeriggio,

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      La ringraziamo e le auguriamo buon pomeriggio!

  2. Avatar
    Loris

    Salve .. io ho un impresa di pulizie regime forfettario già da un anno , mi sono pervenute delle offerte importanti che passerei immediatamente nel regime della contabilità normale , ma oltre a questo la mia domanda è ora nel regime forfettario posso inserire nella mia impresa la mia famiglia? Quindj trasformarla In impresa famigliare ? !!!
    Quindi vorrei capire se si può fare questo passaggio e eventualmente i costi di gestione …

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buongiorno Loris,

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  3. Avatar
    Lorenzo

    Salve,
    io ho acceduto al regime forfettario nel 2019. Non mi è chiaro però se dopo la legge di bilancio del dicembre 2019, anche se entrato nel 2019 nel regimo posso anch’io beneficiare dello stralcio del limite di investimenti in beni strumentali, che precedentemente era posto a 20000€.
    Io vorrei capire questo, perché per tante di espandere la mia attività nel corso del 2020 vorrei fare degli investimenti in beni strumentali, senza uscire dal tale regime. Perché ovviamente l’investimento non darà immediatamente i risultati che mi aspetto, come potrebbero non portare al successo sperato.
    Grazie infinite

    1. Elisa di FlexTax
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      Buongiorno Lorenzo,

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  4. Avatar
    Ilaria

    Buongiorno.
    Sino in regime forfettario e sto valutando l’acquisto di un impianto per aria condizionata. Devo pagare l’IVA o sono esonerata? Oppure Posso beneficiare di qualche detrazione (l’appartamento ha riscaldamento centralizzato)? Grazie

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buongiorno Ilaria,

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    Giovanna

    Buongiorno, sono un artigiana che opera con Regime Forfettario. Dal 1° gennaio 2020 ho provveduto ad emettere fattura cartacea semplificata alle mie clienti, ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge 190/2014, in quanto non ho una grossa mole di lavoro. Non dispongo di linea internet e vorrei evitare ulteriori spese come l’acquisto del Registratore Telematico.
    Vorrei chiedervi se posso continuare ad emettere fattura cartacea o se dal 30 giugno 2020 devo provvedere all’acquisto del Registratore Telematico. Inoltre devo riportare la somma giornaliera sul registro dei corrispettivi in quanto non saprei come fare il totale per fine anno per la compilazione del modello Unico.
    Grazie Giovanna

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

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  6. Avatar
    Alessia

    Buonasera,

    sono una libera professionista con P.IVA in regime forfettario, vorrei sapere dove posso trovare indicazioni sulle scadenze dei tributi con i codici 1790, 1791, 1792. Purtroppo sono riuscita a trovare indicazioni solo per l’anno 2019 e ancora niente il 2020.

    Grazie

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buongiorno Alessia,

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  7. Avatar
    maria

    BUONGIORNO, SONO IN REGIME FORFETTARIO CON tassazione sostitutiva, pari al 5%, per i primi 5 anni di attività , ATTIVITA’ COME CONSULENTE INIZIATA NEL 2016 , ADESSO NEL 2020 MI VIENE PROPOSTO DI ESSERE AMMINISTRATORE DI SOCIETA’ S.R.L. , POSSO MANTENERE ANCHE LA PARTITA IVA PERSONALE IN REGIME FORFETTARIO? E FATTURARE LA CONSULENZA ALLA STESSA SOCIETA’ ?

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Maria,

      prendendo lei un compenso dalla sua attività di amministratore delegato, la società è vista come suo datore di lavoro.
      Per poter mantenere il Regime Forfettario anche l’anno successivo, non dovrà fatturare prevalentemente (per più del 50%) nei confronti di questa Srl.

      Se alla fine dell’anno avrà fatturato per più del 50% alla Srl, l’anno successivo dovrà adottare il Regime Ordinario Semplificato.

      Speriamo di averla aiutata.
      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

  8. Avatar
    Matteo

    Buongiorno,
    nel limite dei 65000 euro del regime forfettario rientra anche il 4% (contributo integrativo alla Cassa ingegneri) o è escluso? Es. posso fatturare 65000×1,04=67600 euro oppure 62500×1,04=65000?
    Grazie

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buongiorno Matteo,

      Se ha piacere di ricevere assistenza specifica, le consigliamo di iscriversi alla nostra piattaforma.

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      La ringraziamo e le auguriamo buona giornata!

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    Fabio

    A fronte della riduzione contributiva l’ Inps accredita solamente 7 mesi come risulta dal mio estratti conto. Come mai?

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buon pomeriggio Fabio,

      Se si richiede la riduzione del 35% dei contributi da versare alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps e con essa non si arriva a versare almeno il contributo fisso annuale di circa € 3.800, le settimane accreditate ai fini pensionistici vengono anch’esse ridotte del 35%.

      Speriamo di averla aiutata e le auguriamo un buon proseguimento di giornata!

  10. Avatar
    Lorenzo

    Buonasera, io mi avvalgo del regime forfettario

    mi Hanno contemporaneamente proposto un contratto da dipendente che supera i limiti di 30k lordi annui, ma questo contratto dovrebbe partire da agosto/settembre.. Quindi i redditi del 2020 da lavoro dipendente sarebbero inferiori a 30k o viene ragguagliato a anno? Potrei rimanere nel forfettario l’anno successivo

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Lorenzo,

      Purtroppo ad oggi, non si sa ancora nulla di definito in merito.
      Per avere delle certezze a riguardo, bisogna infatti attendere che l’Agenzia delle Entrate fornisca chiarimenti.

      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

  11. Avatar
    Irene

    Un’ artista in regime forfettario che prima emetteva fattura, è tenuto oggi a fare lo scontrino elettronico,grazie

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Irene,

      Potrà continuare ad emettere le sue fatture cartacee.
      I contribuenti forfettari sono infatti esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica.

      Pertanto, se lei continuerà ad emettere fatture cartacee, non dovrà dotarsi del registratore di cassa elettronico.

      Speriamo di averla aiutata,
      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

  12. Avatar
    stefano

    Salve, ho ricevuto una proposta di lavoro con P.IVA per la vendita di auto in una concessionaria (immagino quindi inquadrato come commerciante). Vengo da un lavoro dipendente che lascerei e che comunque mi garantiva un lordo inferiore ai 30.000€ annuali. Sicuramente ho diritto al regime forfettario al 15% in quanto mai avuto P.Iva, ma ho diritto anche a quello ridotto del 5%? Grazie

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Stefano,

      Potrà applicare la riduzione dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività se:

      – l’attività che andrà a svolgere con la Partita Iva non è una mera prosecuzione di quella che svolgeva già come dipendente;
      – nei 3 anni precedenti l’apertura della sua Partita Iva non ha svolto attività di impresa (nè in forma associata, nè familiare, nè individuale).

      Se rispetta le condizioni sopracitate, potrà applicare il 5% di imposta per i primi 5 anni di attività.

      Speriamo di averla aiutata.
      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

  13. Avatar
    Lorenzo

    Non mi è chiaro se la clausola ostativa dei redditi di lavoro dipendente (30K €) parte già dal 2020 o dal 2021: si sono sentiti pareri opposti.
    Se si cominciano ad emettere fatture in regime ordinario come sarebbe possibile tornare in possesso delle somme non percepite a titolo di ritenuta d’acconto, nell’ipotesi più ottimistica che tra qualche settimana l’AdE si pronunci sulla applicabilità del regime forfettario nel 2020 per chi nel 2019 ha comunque superato i limiti di lavoro dipendente?

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Lorenzo,
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    Niccolò Corti

    Buon pomeriggio. Anzitutto gran bel sito!
    Avrei una domanda perché non mi é chiaro un particolare avendo infatti ricevuto due pareti contrastanti da due commercialisti. Essendo io a regime forfettario, devo versare i contributi per i collaboratori che lavorano per me a ritenuta d’acconto?

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Niccolò,

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      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

  15. Avatar
    Francesco

    Buongiorno
    se un forfettario già 2019 opta per la fatturazione elettronica dal 2020 dovrà comunicare ai propri fornitori il codice destinatario e/o pec, oppure per le fatture passive rimane tutto invariato.

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buonasera Francesco,

      Scegliendo lei di utilizzare la fatturazione elettronica, non dovrà comunicare nulla ai suoi fornitori, le cose resteranno invariate.
      Le sarà riservato però un trattamento premiale: se infatti emetterà solo fatture elettroniche pur non avendone l’obbligo in quanto contribuente forfettario, il termine di decadenza per gli avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate saranno ridotti di 1 anno (da 5 anni a 4).

      Speriamo di averla aiutata.
      La ringraziamo per averci contattato e le auguriamo buona serata

  16. Avatar
    Michele

    Salve,
    ho aperto una partita iva regime forfettario nel 2019. Dal 2010 ho una quota in una sas, dal 2013 non ha fatturato nulla, posso chiuderla nel 2020 ed usufruire ancora del beneficio del regime forfettario?
    grazie

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buongiorno Michele,

      Per poter adottare il Regime Forfettario anche nel 2020, avrebbe dovuto cedere la sua quota della S.a.s. entro il 31 dicembre 2019.
      Avendo lei ancora tale quota, non potrà adottare il Forfettario nel 2020.

      Se, durante il 2020 cederà la quota della S.a.s. e rispetterà anche tutte le altre condizioni (le può trovare elencate qui: Regime Forfettario 2020 nuovi limiti), potrà applicare il Regime Forfettario nel 2021.

      La ringraziamo per averci contattato e le auguriamo buona giornata!

  17. Avatar
    Luber

    Volevo la conferma del fatto che se nel 2020 si superano in regime forfettario il limite dei 65.000 € anche in modo considerevole cioè di circa 30.000 € si applicano sul totale comunque le aliquote ridotte previste nel regime forfettario. Poi volevo sapere le modalità di apposizione del bollo,quando obbligatorio, in caso di fattura elettronica in regime forfettario.. Infine è possibile calcolare una sorta di punto di pareggio del fatturato oltre i 65000 euro dal quale si abbia un effettivo guadagno? E’ infatti palese che se ad un certo punto dell’anno ,in regime ordinario, sono prossimo ai 65000 euro di fatturato mi conviene nel 99% dei casi smettere di lavorare o ,se posso, posticipare la fatturazione all’anno successivo.
    È palese che dopo i 65.000 € si apre un baratro fiscale pieno di pagamenti e di oneri da rispettare e allora io mi chiedo non era molto meglio un sistema graduato tale da prevedere il 15% fino a 65.000 € (ma eventualmente anche un’aliquota leggermente maggiore In modo da compensare la perdita di gettito fiscale,tutta da dimostrare tra l’altro) e solo sulla parte dei redditi eccedenti i 65.000 € la tassazione secondo le aliquote ordinarie (Applicando giustamente i scaglioni maggiori perché le tasse devono essere proporzionali e devono essere giustamente pagate…. ma devono essere eque!). In tal modo si farebbe lavorare tanta gente onesta in modo sereno e non sempre con la calcolatrice e l’ansia di superare il limite magari un solo euro che significa praticamente Scavarsi la fossa con le proprie mani e ficcarsici dentro.La Fiat tax di base è sacrosanta secondo me in quanto i lavoratori autonomi non hanno alcun tipo di garanzia :ferie infortuni malattia trattamento di fine rapporto cassa integrazione…..niente di tutto ciò…Inoltre praticamente sempre è necessario affrontare spese ingenti per affitti o acquisti di immobili dove svolgere l’attività professionale ……quindi è giusto il trattamento fiscale particolare . Solo che la Fiat tax è stata sviluppata in modo cervellotico punendo in modo assurdo e senza alcuna logica chi ha un reddito anche solo di un euro superiore alla soglia dei 65.000 € …..come se da quasi poveretto passasse all’improvviso ad essere un riccone ……-Il fatto è che chi fa le leggi dovrebbe avere un’ampia esperienza e competenza nella materia di riferimento…Altrimenti succedono queste assurdità….Un cordiale saluto
    Di nuovo complimenti per la qualità dei vostri articoli e grazie

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buonasera Luber,

      Per ricevere rispose dettagliate alle domande da lei poste sulla sua specifica attività le consigliamo di iscriversi alla nostra piattaforma ed effettuare via Ticket la sua domanda. In questo modo potremo analizzare la sua situazione soggettiva nel modo migliore possibile.

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  18. Avatar
    Luber

    Salve intanto complimenti

  19. Avatar
    ciro luccio

    Quindi anche per il il 2020 resta invariato il calcolo del reddito in base agli indici di redditività, con deducibilità dei soli contributi INPS ?

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buonasera Ciro,

      Esatto, sulle modalità di calcolo del reddito imponibile in Regime forfettario nulla cambia!

      Grazie e buona serata.

  20. Avatar
    tonio

    buongiorno inerente alle spese da sostenere per il personale non superiori a 20 mila come devo calcolare?
    20000 escluso contributi previdenziali da pagare al dipendente oppure nei 20000 devono essere comprese le spese per i contributi previdenziali?
    grazie cprdiali saluti

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buonasera Tonio,

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  21. Avatar
    Francesco Cerutti

    Buongiorno,

    Mia moglie vorrebbe aprire una p. Iva start up in regime forfettario al 5%, avendone i requisiti.

    Avendo già un reddito da dipendente (25.000€/anno) non mi è chiaro come verrebbe conteggiato l’IRPEF per il 2020 e l’anno successivo. Si calcola sulla somma del reddito da dipendente più quello della p.iva? Oppure essendo forfettario il reddito della p. Iva non viene conteggiato?

    Se, nella migliore delle ipotesi, nel 2020 dovesse sforare i 65.000€ di fatturato ho capito che nel 2021 dovrà passare all’ordinario. Ma il dovuto per il 2020 rimarrebbe del 5%? Per esempio se nel 2020 fattura 100.000€ con un reddito per es. di 70.000€, pagherebbe il 5% sul reddito (percui 3500€) e nulla più è dovuto per quell’anno? Oppure ci sarà da pagare un’integrazione successivamente?

    Grazie e saluti

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buonasera Francesco,

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  22. Avatar
    Valeria

    Buongiorno,
    Come funziona per le vendite di beni online verso privati?
    Posso continuare con il registro dei corrispettivi cartaceo senza emettere ne scontrino elettronico ne ricevuta?
    Grazie

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buonasera Valeria,

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  23. Avatar
    Sergio

    Articolo ben fatto, chiaro, esauriente

  24. Avatar
    giuseppe

    Con delusione ho appreso che la legge di Bilancio 2020 ha ritoccato il regime forfettario 2019, approvato con la legge di Bilancio 2019, ponendo nuovi limiti che escludono i lavoratori dipendenti (part-time) o assimilati (pensionati).
    La nuova norma prevede che non possano applicare il regime forfettario, con flat tax al 15%, coloro che percepiscono anche redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori ad Euro 30.000 annui lordi.
    Da internet, le notizie che si ricavano sono che i contribuenti chiamati in causa, che risulterebbero nella lista degli esclusi, si assesterebbero a circa 400.000.
    Eppure, con le solite tiritere, le dichiarazioni ufficiali erano che gli impegni sarebbero stati mantenuti sul rispetto dell’intero impianto del forfettario, come promesso, senza questo drastico limite.
    Se avessero usato un po’ di flessibilità e deciso per un limite di reddito fino a Euro 40.000- 45.000, molti di questi 400.000 soggetti contribuenti sarebbero rimasti nel regime forfettario e l’ erario avrebbe comunque ricevuto dei benefici, senza elusione, con le fatture elettroniche.
    Se non ricordo male è stato proprio il primo governo Conte, allora a trazione giallo-verde, ad aver approvato il regime forfettario nella legge di bilancio 2019, estendendolo anche ai dipendenti (part-time) o assimilati ( pensionati) fino ad un reddito di Euro 65.000 a.l.
    Oggi, il governo Conte/bis o meglio, tenuto conto della nuova compagine politica a trazione giallo-rossa, per la precisione metà del governo Conte/bis si corregge facendo marcia indietro, dopo appena 11 mesi e 22 giorni, quasi per dire ‘scusate, abbiamo preso una sbornia con la Legge di Bilancio 2019’, smentendo se stesso in questo grande guazzabuglio tutto italiano.
    Vediamo, in concreto, i fatti.
    Esclusione di dipendenti part-time o assimilati ( pensionati) con redditi superiori ad Euro 30.000 a.l.
    Ma quanti soldi in tasca concretamente si avrebbero in mensili netti con Euro 30.000 mila annui lordi che, se superati, escludono questi contribuenti ?
    E’ vero che la situazione in questo paese non è delle migliori, in quanto c’é di tutto e di più, in un intreccio vorticoso e gattopardesco, mai decifrabile per intero.
    I 30.000 mila euro annui lordi corrispondono a poco più di 1.700 euro mensili netti, ma in una famiglia di quattro persone adulte con due figli all’universita’ diventa un vero e proprio sussidio. Praticamente avendo un mutuo -casa ventennale, ristrutturazione e quant’altro, la certificazione ISEE mette in evidenza una famiglia con un reddito annuo lordo prossimo alla soglia di povertà.
    Ora facciamo un esempio concreto.
    Mettiamo il caso che la persona interessata sia un assimilato, in pensione a 66 anni e 8 mesi con la legge Fornero, 43 anni di lavoro effettivo , con meno di 1.500 euro mensili netti, che, avendo acquisito esperienza e capacità, voglia incrementare il proprio reddito, mettendo a disposizione un servizio professionalmente reso, facendo risparmiare ai soggetti interessati, che, viceversa, si troverebbero a ricorrere a servizi più costosi. Mi chiedo per quale motivo questa categoria, di fatto, deve essere esclusa? Non è questa una palese discriminazione?
    Mi chiedo cosa sia passato per la testa a questi studiosi di tematiche economiche?
    Si sarebbe ottenuta la contribuzione di circa 400.000 soggetti che comunque, versando i contributi all’INPS per un periodo non inferiore di cinque anni, avrebbero dato sostegno al complesso sistema pensionistico , oltre che a corrispondere il 15% di tasse IRPEF in più che si sarebbero aggiunte a quelle già pagate con la propria pensione, senza alcuna elusione con la fatturazione elettronica.
    Ma allora perché si è voluto scegliere il reddito ad ogni costo e non l’ISEE, indice di gran lunga più equo?
    Scelte di governo che in un modo o nell’altro si pagano, senza se e senza ma.

  25. Avatar
    Robby

    Ho trovato l’articolo molto particolareggiato ed esauriente, ma non ho letto niente su eventuali limiti di beni strumentali per il 2020. Per poter accedere è previsto un limite di beni strumentali al 31/12/2019?

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buongiorno Robby,

      La Legge di Bilancio 2020 non introduce alcun limite di beni strumentali per poter applicare il Regime Forfettario per la propria Partita Iva.

      Pertanto, per poter applicare il Forfettario, dovrà semplicemente rispettare tutte le condizioni che trova elencate qui: Regime Forfettario 2020 nuovi limiti.

      Speriamo di averla aiutata,
      La ringraziamo per averci contattato e le auguriamo buona giornata.

  26. Avatar
    fabio

    per reddito lordo da dipendente si intende l’imponibile fiscale (dedotti gli oneri previdenziali) o l’imponibile previdenziale? la norma non specifica sul punto

    1. Anna di FlexTax
      Anna di FlexTax

      Buongiorno Fabio,

      La nuova causa di esclusione da lei citata afferma che non possono applicare il Regime forfettario “i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendentee redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente eccedenti l’importo di 30.000 euro (la verifica dì tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato).”

      Con “redditi di lavoro dipendente” si fa riferimento all’imponibile fiscale presente nella Certificazione Unica. Dato che la Certificazione Unica relativa al 2019 verrà rilasciata dal Datore di Lavoro a inizio Marzo 2020, potrà verificare il rispetto del limite prendendo in considerazione il progressivo imponibile fiscale contenuto nell’ultima busta paga del 2019.

      Speriamo di averla aiutata e le auguriamo una buona Domenica.

  27. Avatar
    sam

    Tutto chiaro. Spiegazione decisamente esauriente.
    Grazie a Voi!

  28. Avatar
    sam

    Buongiorno,
    io sono già forfettario e se dal 2020 volessi utilizzare la Fatturazione Elettronica per usufruire del Trattamento Premiale, cosa succede alla marca da bollo da 2 euro?
    Viene comunque conteggiata a livello digitale su ogni fattura e poi si provvede a un pagamento complessivo all’Agenzia delle Entrate (2 euro x numero fatture emesse)?
    Grazie.

    1. Elisa di FlexTax
      Elisa di FlexTax

      Buon pomeriggio Sam,

      Se dal 2020 sceglierà di emettere fatture elettroniche per usufruire del trattamento premiale, le imposte di bollo da lei dovute saranno calcolate dall’Agenzia delle Entrate ogni 3 mesi, la quale predisporrà l’F24 che dovrà pagare entro la scadenza prestabilita (il 20 del mese successivo).

      L’24 precompilato potrà trovarlo nella sua area riservata qualche giorno prima la scadenza. Le consigliamo di controllare che il numero delle fatture indicate per le quali andrà a saldare l’imposta di bollo sia corretto; se così non fosse, potrà modificarlo.

      Speriamo di averla aiutata,
      La ringraziamo e le auguriamo buon pomeriggio.

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