Regime forfettario 2020: Ultime dichiarazioni

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Regime forfettario 2020: le interviste

Ultime novità: Regime forfettario 2020 nuovi limiti

Regime forfettario 2020 ultime dichiarazioni: dall’approvazione del documento programmatico di Bilancio ad oggi, i vari esponenti politici hanno rilasciato molte interviste in merito ai possibili cambiamenti del Regime forfettario 2020. Tale argomento, infatti, ha suscitato panico tra tutti coloro che grazie alle semplificazioni introdotte solo un anno fa al Regime forfettario hanno deciso di intraprendere un’attività autonoma aprendo la Partita Iva con tale Regime.

In questo articolo, riporteremo tutte le dichiarazioni rilasciate dai membri del Governo, ovviamente ognuno di essi esprime un parere soggettivo che non è detto venga poi inserito nella Legge di Bilancio ma sicuramente ci permette di avere un quadro ben chiaro delle intenzioni per il Regime forfettario 2020.

Evidenziamo che l’oggettività delle eventuali modifiche al Regime forfettario 2020, non si potrà avere fino al momento in cui la Legge di Bilancio non sarà approvata definitivamente, ovvero entro il 31 Dicembre (l’anno scorso è stata approvata il 30 Dicembre!).

Regime forfettario 2020: le ultime dichiarazioni Di Maio a Porta a Porta

Ieri sera, 24 Ottobre, Luigi Di Maio è stato ospite di Vespa nel suo programma Porta a Porta. Tra le diverse misure previste dalla Legge di Bilancio, nell’intervista Di Maio si è anche espresso sul destino del Regime forfettario 2020. Riportiamo di seguito il video dell’intervista sull’argomento, ed evidenziamo sotto-forma scritta le parole di Di Maio sul Regime forfettario 2020 così da poterle analizzare al meglio.

Di Maio: “…resta da sciogliere il tema delle Partite Iva perché l’anno scorso lei ricorderà abbiamo detto alle Partite Iva sotto i 65.000 euro voi pagate solo il 15% di tasse. Quest’anno non puoi cambiare le carte in tavola, non puoi cambiare le regole perché lo stato così è schizofrenico.”

Vespa: “E ma un po’ le avete cambiate no?”

Di Maio: “Non c’è ancora l’intesa chiusa, c’era un progetto di cambiamenti di criteri ma secondo me come abbiamo detto va rivalutato ma è normale perché la Legge di Bilancio è stata approvata salvo intese perché c’erano alcuni dettagli tecnici da mettere a posto. Li metteremo a posto e li potremo mettere a posto dicendo che le Partite Iva, i professionisti e i commercianti sono quelli che in Italia “tirano la carretta” perché pagano le tasse per molto del nostro Bilancio dello Stato e le partite Iva soprattutto sono la nostra nuova classe operaia e vanno tutelati e protetti.
A quei giovani e meno giovani io dico che il Regime forfettario resterà, adesso stiamo semplicemente sistemando alcuni dettagli ma non si passerà all’analitico anche perché la semplificazione vuole che si dica a questa gente tu mi paghi il 15% e io con l’Agenzia delle Entrate mi rivolgo agli altri, ai grandi evasori”

Vespa: “Quindi i vostri parlamentari in sede di conversione di questi provvedimenti negativi chiederanno che la Flat Tax fino ai 65.000 euro rimanga esattamente quella dello scorso anno?”

Di Maio: “Io non credo ce ne sarà bisogno in Parlamento perché come le dicevo dobbiamo sciogliere ancora delle intese , dettagli tecnici, e quindi pure sulla Flat Tax prima di trasmettere il Testo alle Camere scioglieremo l’intesta sul tema del 15% così poi da mandarlo alle Camere con un’intesa che non danneggi i professionisti perché poi lei sa bene che se c’è una cosa che non va bene nella Legge di Bilancio in Parlamento servono i voti per toglierla, se non c’è al massimo servono i voti per inserirla, c’è una filosofia completamente diversa di intervento ma le camere sono sicuro che con l’opportuna sensibilità manterranno l’impianto di questa manovra aggiungendo come è sempre stato delle innovazioni che miglioreranno la qualità della vita delle persone.”

In sintesi

Di Maio quindi conferma, come avevamo già previsto, che per il Regime forfettario non verrà introdotto il regime analitico per la determinazione dei costi ma si continuerà con il calcolo del reddito imponibile attraverso il coefficiente di redditività.

Non assicura che non ci sarà alcuna modifica ma dalle sue parole non possiamo intenderne nessuna in particolare.

Le ultime dichiarazioni vice-ministro Misiani

Il 22 Ottobre 2019, nell’assemblea della Confesercenti Europa, è intervenuto anche il vice-Ministro dell’economia Antonio Misiani che, in una lunga intervista, si è espresso anche sul Regime forfettario 2020.

Riportiamo anche in questo caso le parole e il video dell’intervista.

Misiani: “…ci sarà un confronto c’è stato anche ieri sera su alcuni elementi importanti ma di dettaglio tra le quali uno meno del 2% dalla Manovra complessiva alcuni molto importanti che riguardano il mondo delle partite Iva sulla Flat Tax abbiamo trovato l’ intesa di New York.”

Intervistatore: “mi scusi sulle su questa cosa mi fa capire cosa è successo esattamente? Perché oggi i giornali dicono cose diverse, cioè fino a 65.0000 stiamo parlando perché quell’altra da 65.000 a 100.000 ovviamente è stata cancellata, che cosa succede?”

Misiani: “Ma eravamo già d’ accordo di proseguire con il 15% da 0 a 65.000, c’era un confronto sulla determinazione dei costi analitico (Forza Italia) ha prevalso la scelta che io considero di assoluto buonsenso di proseguire col forfettario che è la scelta più semplice per semplificare la vita dei contribuenti

Intervistatore: “Bravo però è importante perché oggi i giornali dicevano che non era ancora del tutto cioè lei ci sta dicendo che prevale sono il sistema forfettario fino a sessantacinque con quel piccolo cambiamento che non può essere dipendente con un reddito superiore a trenta, è corretto? Quindi l’ unica cosa che avete cambiato quella roba lì?”

Misiani: “Sì, abbiamo scelto un criterio di determinazione forfettaria dei costi lo ripeto con una scelta di semplificazione c’è poi l’ analitico avrebbe favorito le partite IVA con costi rilevanti maggiori delle acque efficiente forfettario però è stata fatta una scelta di semplificazione e della prosecuzione di un sistema semplice apprezzato dei contribuenti. Abbiamo ascoltato in questi giorni il mondo delle partite Iva ci siamo confrontati con loro e abbiamo fatto una scelta che credo sia una scelta di buonsenso e di equilibrio.”

In sintesi

Il viceministro Misiani, conferma che è stata accantonata l’idea di introdurre il Regime analitico per il calcolo dei costi e che permarrà il calcolo forfettario.

Inoltre, Misiani, afferma (senza troppe spiegazioni) che l’unico cambiamento possibile è quello dell’introduzione del limite di 30.000 euro di reddito per coloro che, contemporaneamente alla Partita Iva in forfettario, percepiscono anche redditi di lavoro dipendente o pensioni.

Non è ancora sicuro che tale cambiamento sarà inserito nella Legge di Bilancio ma proponiamo comunque una riflessione su quali potrebbero essere le due diverse modalità con le quali verrà introdotto:

  • Limite di 30.000 euro di reddito di lavoro dipendente/pensione percepibile, in questo caso la verifica del limite avverrebbe sul reddito dipendente o sulla pensione e, nel caso in cui fosse superiore ai 30.000 euro annui non potresti accedere al Regime forfettario.
  • Limite di 30.000 euro di ricavi conseguiti con Partita Iva in forfettario per coloro che percepiscono anche redditi di lavoro dipendente o pensione. In questo caso la verifica del limite dovrebbe avvenire sui ricavi generati dall’attività in forfettario. Infatti potresti aprire la Partita Iva e adottare tale Regime anche se percepisci un alto reddito dipendente o pensione ma non potresti superare il limite di 30.000 euro di ricavi per permanere nel forfettario, a differenza del limite di 65.000 euro per chi non ha altre tipologie di reddito dipendente o assimilato.

Ovviamente queste sono solo ipotesi, per avere notizie definitive si dovrà attendere che la Legge di Bilancio venga presentata in Parlamento.

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