Regime Forfettario 2020 nuovi limiti

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I nuovi limiti del Regime Forfettario 2020 

Con l’approvazione del Testo della Legge di Bilancio 2020, avvenuta lunedì 23 dicembre, sono state introdotte due nuove cause di esclusione all’applicazione del Regime Forfettario, che si vanno ad aggiungere a quelle previste dalla disciplina del 2019.

Pertanto, analizziamo i punti che dovrai rispettare se vuoi adottare nel 2020 questo Regime fiscale per la tua attività in Partita Iva.

Regime Forfettario 2020 esclusioni

La Legge di Bilancio 2020 ha reinserito due nuove cause di esclusione (previste con la disciplina del 2018 e abolite nel 2019, alzandone la soglia), le quali si aggiungono a quelle previste per il 2019.

Non potrai infatti applicare il Forfettario se (ESCLUSIONI NUOVE):

  • Nell’anno precedente hai sostenuto spese per personale (collaboratori, dipendenti, ecc.) per più di 20.000 euro;
  • Nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente (e assimilati, quindi anche chi percepisce pensioni) superiori ai 30.000 euro (ci si riferisce all’imponibile fiscale presente nella certificazione unica). Tale causa di esclusione non vale se il rapporto lavorativo è cessato. N.B.: L’importo da prendere in considerazione per la verifica del rispetto di tale soglia è quello  presente alla voce “redditi di lavoro dipendente” nella prima o seconda casella in base se il rapporto lavorativo è di tipo determinato o indeterminato oppure nella casella relativa al reddito di pensione.

Le “vecchie” esclusioni della Disciplina del Regime forfettario, rimangono in vigore, ovvero non puoi applicare il Regime Forfettario se:

  • Fai parte di società di persone, imprese familiari o associazioni professionali;
  • Controlli direttamente o indirettamente S.r.l. o associazioni in partecipazione e contemporaneamente fatturi per attività economiche ad esse riconducibili (per attività economiche riconducibili si intende l’appartenenza dei Codici Ateco delle Partite Iva alla stessa sezione);
  • Fai parte di un Regime speciale Iva o di un regime forfettario di determinazione del reddito;
  • Effettui in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di essi, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;
  • Fatturi prevalentemente (per più del 50%) verso il datore di lavoro che hai attualmente o hai avuto nei due anni precedenti l’apertura della tua Partita Iva;
  • Non risiedi in Italia o all’interno dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein). Se sei residente in uno di questi Paesi, devi produrre almeno il 75% del tuo reddito complessivo sul territorio italiano.

Quando entreranno in vigore i nuovi limiti?

I due nuovi limiti all’applicazione del Regime Forfettario della Legge di Bilancio 2020 entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020.

Nella Legge di Bilancio vengono indicate solo le cause ostative che entreranno in vigore nel 2020 ma, in merito all’anno a cui riferirsi per verificare i nuovi requisiti di esclusione dal forfettario, non ci sono state novità.

Se facciamo riferimento a quella che sembra essere una elementare regola di comportamento da parte dello Stato, ogni volta che viene fatta una modifica ad una regola, dovrebbe essere una modifica comunicata al contribuente prima che la stessa diventi operativa.

Questo nel rispetto anche dello Statuto del Contribuente, variare una regola che impatta sul 2019 in termini di verifica, la cui comunicazione viene fatta a fine 2019, non permette infatti al contribuente di poter apportare delle modifiche che magari lo porterebbero a compiere azioni al fine di rientrare nel rispetto della nuova regola imposta.

Ad esempio se un lavoratore dipendente nel 2019 ha accettato un passaggio al livello superiore e che, a causa di questo, sfora di poco i 30.000 euro e si trova a non poter più applicare il regime forfettario. Avesse saputo della nuova disposizione avrebbe magari potuto rifiutare l’aumento di livello e considerare che, la possibilità di mantenere il regime forfettario per la sua attività autonoma, avrebbe prodotto per lui maggiori vantaggi economici rispetto a quelli di accettare un livello superiore o un aumento di retribuzione.

Per questi motivi crediamo che venga indicato come anno di riferimento da prendere a base il 2020 e quindi per chi supera tale limite la fuoriuscita dal regime forfettario sarebbe rimandata all’anno fiscale 2021.

Ovviamente non possiamo avere la certezza del rispetto di queste norme elementari, sono ormai decine di anni che, ad ogni legge di bilancio, queste linee di comportamento vengono puntualmente infrante, quello che però conforta è che, riferendosi al 2019, anno di riforma del regime forfettario, con la circolare n. 9 del 10/04/2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, per le cause ostative al regime forfettario di nuova introduzione, si sarebbe prevista la fuoriuscita da tale regime nel 2020. Sostanzialmente si spera che venga ricalcato lo stesso comportamento tenuto nel 2019 per le novità che saranno introdotte a partire dal 2020.

Fino a quando l’Agenzia delle Entrate non pubblicherà la circolare ufficiale di interpretazione delle nuove esclusioni (solitamente entro marzo/aprile), non si potranno avere certezze sull’argomento. Si spera comunque che vengano diffuse notizie attraverso le conferenze stampa.

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Questo articolo ha 26 commenti.

  1. Avatar

    Buona sera, complimenti per l’articolo e le risposte ai commenti, che trovo chiare ed esaustive.
    Possessore di partita IVA da molti anni, ho chiuso lo studio professionale il 30/09/2019. Continuo però ad effettuare prestazioni come libero professionista presso un’Azienda del settore sanitario, alla quale rilascio fattura con cadenza mensile. Vorrei passare dal 1°gennaio 2020 al regime forfettario, avendone ora tutti i requisiti. L’unica perplessità riguarda le vecchie fatture non ancora incassate, ma già emesse in regime ordinario e quindi con ritenuta d’acconto. Domanda: possono coesistere versamento ritenuta d’acconto e regime forfettario, almeno fino ad esaurimento del pagamento delle vecchie fatture?
    Grazie

    1. Elisa di FlexTax

      Buonasera Giovanni,

      Se ha piacere di ricevere assistenza specifica, le consigliamo di iscriversi alla nostra piattaforma.

      Tramite ticket potrà effettuare le sue domande e avere così assistenza fiscale.
      Se ha piacere invece di ricevere assistenza sul funzionamento dei nostri servizi, potrà prenotare la sua chiamata gratuita.

      Per iscriversi gratuitamente alla nostra piattaforma può andare in questa pagina: Creazione Account – FlexSuite

      La ringraziamo e le auguriamo buona serata!

  2. Avatar

    Buongiorno e complimenti per i vostri interessanti ed utili articoli! Volevo fare una domanda: nel 2019 ho lavorato da dipendente a partire da giugno e solo come dipendente ho un imponibile fiscale lordo di 17000 euro circa. posso rimanere in forfettario? Viene comunque considerato il limite di 30000 euro anche se ho lavorato per sei mesi?

    1. Elisa di FlexTax

      Buonasera Fabrizio,

      Avendo lei percepito redditi da lavoro dipendente inferiori ai 30.000 euro, non rientra nel nuovo limite previsto dalla Legge di Bilancio 2020.

      Pertanto, se rispetterà anche le altre condizioni (le può trovare elencate qui: Regime Forfettario 2020 nuovi limiti), potrà mantenere il Regime Forfettario per la sua Partita Iva.

      Speriamo di averla aiutata,
      La ringraziamo e le auguriamo buona serata.

  3. Avatar

    Salve, complimenti per l’articolo, assolutamente puntuale ed esaustivo sul nuovo regime! Con riferimento ai nuovi limiti per i lavoratori dipendenti, leggendo la normativa non è chiaro se i limiti introdotti si riferiscono soltanto alle nuove partite iva (aperte nel 2019 o nel 2020) oppure anche alle partite iva più “vecchie” (nel mio caso è stata aperta circa 10 anni fa). Grazie!

    1. Anna di FlexTax

      Buonasera Mauro,

      La nuova Disciplina del Regime forfettario, riguarda tutti coloro che adottano tale Regime e non solo chi apre una nuova Partita Iva.

      Pertanto, anche se lei ha la Partita Iva aperta da 10 anni sarà comunque soggetto alla nuova normativa.

      Speriamo di averla aiutata e le auguriamo una buona serata!

  4. Avatar

    Buongiorno! avevo letto che d ora in poi cio che si guadagna tramite regime forfettario verá calcolato come reddito anche nel calcolo di eventuali contributi.. é ancora attuale questa informazione? o continuerá a non essere visto come reddito come negli anni precedenti?

    grazie!

    1. Anna di FlexTax

      Buonasera Igor,

      Per ricevere rispose dettagliate alle domande da lei poste sulla sua specifica attività le consigliamo di iscriversi alla nostra piattaforma ed effettuare via Ticket la sua domanda. In questo modo potremo analizzare la sua situazione soggettiva nel modo migliore possibile.

      Per iscriversi gratuitamente alla nostra piattaforma può andare in questa pagina: Creazione Account – FlexSuite

      La ringraziamo e le auguriamo una buona serata!

  5. Avatar

    Buonasera. Volevo aderire al forfettario, sono sotto i 65k ma ho una vecchia quota del 1% in qualità si socio accomandante di una sas. Posso aderire senza uscire dalla sas?
    Grazie
    Gianfranco Pinat

    1. Elisa di FlexTax

      Buongiorno Gianfranco,

      Per poter applicare il Regime Forfettario per la propria Partita Iva, tra le altre cause di esclusione, non si deve far parte di società di persone.

      Pertanto, avendo lei l’1% delle quote di una S.a.s., non potrà applicare il Forfettario per la sua attività.

      Potrà adottarlo se, rispettando le altre condizioni, cederà la sua quota.

      Speriamo di averla aiutata,
      La ringraziamo per averci contattato e le auguriamo buona giornata.

  6. Avatar

    Buongiorno, nella disperata ricerca di informazioni sulla reintroduzione dei limiti ostativi per la flan tax, mi sono imbattuta in vari siti tra i quali il vostro e, mi complimento per come è strutturato.
    Ho letto le precedenti domande in merito al limiti di lavoro dipendente e, seppur mi sembra di aver capito, per essere maggiormente sicura, formulo la mia domanda.
    Il reddito da lavoro dipendente di cui leggo spesso, quale causa ostativa per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario , ha quasi sempre l’aggettivo lordo, il che mi lascia pensare che, l’imponibile da considerare sia quello alla quarta ( mi pare ) pagina del Cu, ovvero l’imponibile previdenziale, conosciuto anche come RAL. Leggendo i vari quesiti che precedono il mio, deduco invece, che il reddito di riferimento è quello fiscale, ovvero del punto 1-2 del CU, decurtato dei contributi previdenziali. Poiché sono una lavoratrice dipendente, ai limiti dei 30000 in quello fiscale ( con una proiezione dovrei restare giusto un po’ sotto a questo importo), per me è vitale sapere di quale reddito si parla, fiscale o previdenziale. Sopratutto, quale riferimento normativo fornisce la certezza di questo. Mi permetto di chiederlo perché so che il reddito lordo, in realtà, è quello previdenziale che, in pratica, nessuno prende in considerazione. Grazie per l’attenzione ed ancora complimenti per tutto.

    1. Elisa di FlexTax

      Buon pomeriggio Simona,

      Siamo contenti che le piaccia il nostro sito.

      Per determinare il limite dei 30.000 euro da lavoro dipendente, si deve prendere in considerazione l’imponibile fiscale della Certificazione Unica.

      Infatti, nella causa di esclusione il limite dei 30.000 euro si riferisce ai Redditi di lavoro dipendente, quindi il reddito che verrà indicato nel quadro RC della Dichiarazione dei redditi, ovvero proprio l’imponibile fiscale derivante dalla Certificazione Unica.

      Speriamo di averla aiutata, la ringraziamo e le auguriamo buon pomeriggio.

  7. Avatar

    Buongiorno,
    Sto per ricoprire un ruolo che prevede una remunerazione di esattamente 65.000 annui, che vorrei fatturare con la partita IVA in regime forfettario ma non riesco a capire se sia possibile. Il lavoro prevede un contratto di 2 anni e mezzo, rinnovabile. Si tratta di un incarico di direzione presso una fondazione interamente partecipata da una Regione. Avrei dunque un unico committente. La fondazione ha ovviamente una sede, ma non è essenziale che io rispetti un orario di lavoro o che vada tutti i giorni in ufficio, come un dipendente, per intenderci.
    Vi avevo già scritto, ma cercando informazioni su vari siti, ho trovato solo materiali contraddittori.
    Grazie

    1. Anna di FlexTax

      Buongiorno Francesco,

      La mono committenza non è da sola indice di attività di lavoro dipendente.
      Anche se non si ha una pluralità di committenti e si fattura verso un unico soggetto, conservando l’autonomia operativa e non avendo un rapporto di “subordinazione” con il proprio cliente (rispetto dell’orario, possibilità di ricevere lettere di contestazione per il proprio operato ecc…..), non si può considerare “lavoro dipendente” una prestazione che viene svolta con partita Iva.

      Inoltre, qualora ci fosse da parte degli organi di vigilanza (Ispettorato del Lavoro/Inps) un accesso presso la sede della Fondazione e, a seguito di questo accesso, ci fosse una contestazione in merito all’inquadramento del suo lavoro, l’unica ad avere delle conseguenze sull’eventuale errato inquadramento, sarebbe solo il presunto Datore di Lavoro e mai il lavoratore.

      Consigliamo, al fine di poter più facilmente dimostrare la natura del rapporto intercorrente tra lei e la fondazione, di provvedere farsi fare dalla fondazione una richiesta di preventivo, a seguire lei consegnerà la sua offerta e specificherà otre alle prestazioni che renderà alla fondazione e al corrispettivo che ne deriverà, anche la modalità di svolgimento dell’incarico, mettendo in maggiore risalto le caratteristiche che configurano la sua prestazione come autonoma (prestazione nei giorni e negli orari che lei riterrà opportuni e durata della stessa a sua discrezionalità), specificherà inoltre la natura “intellettuale” della sua prestazione.

      In ogni caso la mono committenza non è un problema per il regime fiscale da attuare per la propria attività, può diventare un problema contributivo solo qualora si riuscisse a provare che questa partita Iva celi un lavoro dipendente.

      Speriamo di averla aiutata e le auguriamo una buona Domenica.

  8. Avatar

    Buongiorno, avrei bisogno di un chiarimento in merito ALL’ applicazione del regime forfettario start up 5%.
    Ho lavorato come lavoratore dipendente fino al 25/09/2019. Il limite dei 30000 di reddito da lavoro dipendente vale anche per me?
    Premetto che sto aprendo partita iva proprio in questi giorni.
    Grazie mille

    1. Elisa di FlexTax

      Buongiorno Francesco,
      Se il suo rapporto di lavoro subordinato è cessato, non rientrerà nella nuova causa ostativa all’applicazione del Regime Forfettario.
      Potrà inoltre applicare l’imposta sostitutiva al 5% se:
      -quella che andrà a svolgere con la sua Partita Iva non è una semplice continuazione dell’attività che svolgeva già come dipendente;
      -se nei 3 anni precedenti l’apertura non ha svolto attività di impresa, nè in forma associata, nè familiare;
      -se rileva un’attività svolta da un altro soggetto, deve assicurarsi che questo abbia rispettato il limite dei 65.000 euro di ricavi.
      La ringraziamo e le auguriamo buona giornata.

  9. Avatar

    Buongiorno trasformerő la mia snc in ditta individuale il 2 dicembre per aderire al forfettario .Sono considerata nuova attività quindi tasse al 5%? E inoltre sono tenuta ad avere il registratore di cassa collegato all agenzia delle entrate? Grazie

    1. Anna di FlexTax

      Buongiorno Roberta,

      Non potrà applicare la riduzione dell’imposta sostitutiva al 5% in quanto negli ultimi 3 anni, avendo avuto la snc, ha esercitato attività d’impresa. Dovrà quindi applicare il 15% fin dal primo anno di attività.

      Anche i contribuenti forfettari che effettuano commercio al dettaglio saranno soggetti all’invio degli scontrini/corrispettivi telematici (obbligo prorogato al 1° luglio 2020). Se non si ha il Registratore di Cassa telematico, si può procedere all’invio anche attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

      Speriamo di averla aiutata e le auguriamo una buona giornata!

  10. Avatar

    Salve, vorrei fare un critica costruttiva ovvero negli articoli manca una informazione fondamentale: la data. Per il resto, ottimo il restyling del sito e sempre ottimi i contenuti.
    Cordialmente

    1. Avatar

      Sono d’accordo. Si può evincere dai commenti inerenti, ma sarebbe utile inserirla, come lo ora nel sito pre-“riforma”- Grazie e buon lavoro a tutti

  11. Avatar

    buongiorno
    ho le idee confuse. io avro il cud dal mio datore di lavoro solo ad aprile 2020 con indicato il mio reddito da lavoro dipendente. quindi come posso fare a capire se il 1 gennaio 2020 rimango o meno nei forfettari?
    grazie
    max

    1. Anna di FlexTax

      Buongiorno Max,

      Per verificare il rispetto del limite di 30.000 euro di reddito di lavoro dipendente, può procedere guardando nella busta paga di ottobre il progressivo imponibile fiscale, a tale importo aggiunge le mensilità di novembre, tredicesima e dicembre andando a conteggiare per esse l’imponibile fiscale di un mese medio.

      In questo modo potrà avere una stima abbastanza precisa del suo reddito di lavoro dipendente del 2019 e verificare il rispetto del limite dei 30.000 euro.

      Speriamo di averla aiutata e le auguriamo una buona giornata.

  12. Avatar

    Salve! Avrei qualche domanda in merito… Ho il regime forfettario da 3 anni… Il mio reddito dipendente é 29500 euro… Che succede se a febbraio scopro che per dei premi o per gli straprdinari ho superato i 30000? Passo passo cosa succederá? É ancora valido il concetto che non si puo fatturare prevalentemente per i datori di lavoro degli ultimi due anni? Grazie

    1. Anna di FlexTax

      Buongiorno Giorgio,

      Per verificare il rispetto del limite di 30.000 euro di reddito di lavoro dipendente o assimilato percepito nell’anno precedente, deve tenere in considerazione l’imponibile fiscale e non il totale lordo.

      Inoltre, per il calcolo del suo reddito di lavoro dipendente, vengono conteggiate per l’anno 2019 tutte le somme che ha percepito entro il 12 Gennaio 2020. Se dopo tale data riceverà ulteriori importi di competenza del 2019, essi faranno comunque parte del reddito 2020.

      Rimarrà in vigore l’esclusione che prevede di non poter fatturare in prevalenza al datore di lavoro avuto nei due anni precedenti.

      La ringraziamo e le auguriamo un buon proseguimento di giornata.

      1. Avatar

        Grazie mille! Nel caso li superassi che succederebbe? Se non erro, la regola dei 30.000 vale soltanto seil contratto é ancora in essere.. dunque se io cambiassi lavoro a marzo sarei OK?

        1. Anna di FlexTax

          Buongiorno Giorgio,

          Molto probabilmente i nuovi limiti che introdurrà la Legge di Bilancio 2020 entreranno in vigore già dal 1° Gennaio 2020, pertanto se lei nel 2019 percepisce reddito di lavoro maggiore ai 30.000 euro, dal 1° Gennaio 2020 dovrà applicare il Regime ordinario alla sua attività.

          Se a Marzo 2020 cesserà il suo lavoro dipendente, potrà riapplicare il forfettario nel 2021 (fermo restando il rispetto delle altre condizioni).

          Fino a che la Legge di Bilancio 2020 non verrà approvata in via definitiva, non possiamo sapere con certezza se questo limite dovrà già applicarsi dal 2020 oppure no.

          La ringraziamo e le auguriamo una buona giornata.

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