Quanto costa aprire Partita Iva per consulente imprenditoriale

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Quanto costa aprire Partita Iva per consulente imprenditoriale

La necessità di aprire una Partita Iva come consulente nasce dal fatto che l’attività che stai svolgendo per i tuoi clienti sia di tipo continuativo, abituale e quindi non occasionale.
Non potrai continuare ad utilizzare la ritenuta d’acconto (tipica della prestazione occasionale), ma sarà necessario scegliere il Regime fiscale più appropriato per le tue esigenze.

Codice Ateco Partita Iva per consulente imprenditoriale

Prima di analizzare quanto costa aprire Partita Iva per consulente imprenditoriale, dovrai individuare il tuo codice ATECO attraverso il sito dell’ISTAT.

Con la nuova classificazione Ateco 2025, il precedente codice 70.22.09 è stato sostituito da:

70.20.09 Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.

Che include:

  • prestazione di servizi di consulenza, orientamento e assistenza operativa a imprese e altre organizzazioni in materia di:
    • progettazione di metodi o procedure contabili
    • programmi di contabilizzazione delle spese
    • procedure di controllo del budget
    • procedure per appalti pubblici
    • attività per l’avviamento (start-up) di imprese
    • pianificazione, organizzazione, efficienza e controllo
    • attività di gestione patrimoniale nell’ambito della consulenza finanziaria
    • gestione delle informazioni aziendali, eccetera
  • altre attività di consulenza imprenditoriale e gestionale in materia di finanza, compliance aziendale e gestione del rischio (risk management)
    • attività di consulenza per la definizione di strategie e pratiche di gestione delle risorse umane
    • attività di consulenza imprenditoriale e gestionale in materia di sostenibilità e responsabilità sociale
    • attività di consulenza in materia di project management per la gestione di progetti aziendali
    • altre attività di consulenza imprenditoriale e gestionale in materia di innovazione
  • altre attività di consulenza imprenditoriale e gestionale, ad esempio in materia di:
    • pianificazione strategica e organizzativa
    • reingegnerizzazione (re-engineering) dei processi aziendali
    • gestione del cambiamento (change management)
    • obiettivi e politiche di marketing
  • attività di gestione di società sulla base di un mandato come amministratore o dirigente
  • gestione di progetti di costruzione, cfr. 71.1
  • gestione di progetti architettonici o ingegneristici per progetti di costruzione, cfr. 71.1
  • gestione di progetti relativi a attività di architettura, cfr. 71.11.01, 71.11.09
  • gestione di progetti relativi a opere di ingegneria, cfr. 71.12.10

Sono quindi comprese tutte le attività di consulenza in ambito gestionale, finanziario, HR, marketing e organizzativo, incluso il supporto all’avvio d’impresa.

Superato questo primo passaggio dovrai provvedere a comunicare l’inizio della tua attività all’Agenzia delle Entrate attraverso il Modello AA9/12. Potrai inviare il documento per via telematica in modo autonomo oppure avvalerti dell’aiuto di un professionista da te indicato.

Subito dopo provvederai ad iscriverti alla Gestione Separata INPS per poter versare i contributi come libero professionista.

Con il nostro servizio FlexTax offriamo l’apertura della Partita Iva in Regime forfettario come libero professionista: registrati gratuitamente a FlexTax per ricevere maggiori informazioni su quanto costa aprire Partita Iva per consulente imprenditoriale.

Quale Regime fiscale scegliere per aprire Partita Iva per consulente imprenditoriale

Attualmente in Italia il Regime fiscale che prevede più agevolazioni è il Regime forfettario. Questo però prevede dei requisiti per potervi aderire, quindi il primo passo che dovrai fare sarà verificare di rispettarli, in caso contrario dovrai optare per il Regime ordinario semplificato.

Nella valutazione che dovrai fare in merito al Regime fiscale da adottare, e di conseguenza venire a conoscenza di quanto costa aprire Partita Iva, dovrai tenere a mente alcuni punti chiave che ti potranno aiutare in tale scelta:

  • Prevedere le spese che dovrai sostenere per la tua attività. Infatti nel Regime forfettario le spese che ti vengono riconosciute sono quelle calcolate attraverso il coefficiente di redditività che, nel caso del Codice Ateco 70.22.09  è del 78%.  Questo significa che, ad esempio, su € 1.000 di incassi ti verranno riconosciuti € 220 di spese ed € 780 saranno soggetti ad imposte e contributi. Questo fattore è da analizzare in quanto se per lo svolgimento della tua attività sostieni spese maggiori del 22%, forse il Regime forfettario potrebbe non essere per te conveniente.
  • Il Regime forfettario non prevede la possibilità di applicare deduzioni/detrazioni Irpef. Dovrai pertanto anche verificare che i vantaggi derivanti dall’applicazione del forfettario non vengano vanificati dalla perdita della possibilità di godere delle deduzioni/detrazioni Irpef di cui avresti diritto in base alla tua situazione personale

Regime forfettario o Regime ordinario: quale scegliere

La prima cosa da fare è prendere in esame i punti fondamentali che ti faranno comprendere quali sono i costi per aprire Partita Iva per consulenti imprenditoriali o aziendali.

Fatture

Per quanto riguarda le fatture nel Regime forfettario:

  • non è prevista l’applicazione dell’Iva.
  • non prevede ritenuta d’acconto.
  • richiede l’applicazione della marca da bollo di 2€ se l’importo supera i 77,47€.

Nel Regime ordinario invece:

  • deve essere riportata l’Iva in fattura.
  • deve essere inserita la ritenuta d’acconto (20%) se l’attività lo richiede.

Imposte

Un’altra sostanziale differenza tra i due Regimi fiscali la troverai nelle imposte.

Il Regime forfettario prevede infatti un solo tipo di imposta, ovvero l’imposta sostitutiva che andrai ad applicare al tuo Reddito imponibile con un’aliquota al 15%. Potrai chiedere inoltre una riduzione al 5% per i primi 5 anni di attività se rispetterai alcuni requisiti:

  • non aver partecipato ad attività d’impresa nei i tre anni precedenti all’apertura della Partita Iva.
  • l’attività svolta come lavoratore autonomo non deve essere una prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o in autonomia (sono esclusi i periodi di pratica obbligatoria).
  • se rilevi un’attività già avviata da un altro soggetto, devi verificare che questa rispetti il limite di incassi del forfettario di 85.000 euro.

Come ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, se vuoi applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva del 5%, devi aver adottato il Regime Forfettario fin dal primo esercizio.
Quindi se apri Partita Iva in Regime Semplificato e opti per il Forfettario in un secondo momento, non puoi versare l’imposta sostitutiva al 5%.

Inoltre, se apri Partita Iva in Regime Forfettario, poi passi al Semplificato e infine torni al Regime Forfettario, non puoi applicare nuovamente l’aliquota ridotta, anche se sei ancora nel quinquennio di apertura.

Nel Regime Ordinario Semplificato sarai soggetto al versamento dell’Irpef a scaglioni e ad addizionali regionali, comunali che dipenderanno dagli enti locali della tua zona. Saranno applicate al tuo Reddito Imponibile individuato dalla differenza tra ricavi (incassi) e costi (spese sostenute).

Contributi

In quanto libero professionista, i contributi che dovrai versare alla Gestione Separata INPS saranno pari al 26,07% del tuo Reddito Imponibile.

Lavoro dipendente e Partita Iva per consulente imprenditoriale

L’attività da lavoratore dipendente non ti impedisce di aprire la tua Partita Iva e lavorare in modo autonomo, ti basterà non fare concorrenza al tuo datore di lavoro (come stabilito da contratto) e chiedere l’autorizzazione nel caso lavorassi per un ente pubblico.

Se vorrai adottare il Regime Forfettario, dovrai sincerarti di non ricadere nelle due cause di esclusione che ti riguardano direttamente:

  • il reddito percepito come lavoratore dipendente nell’anno precedente all’apertura della Partita Iva, non deve superare i 35.000€. Se il lavoro subordinato è cessato nell’anno precedente, non rientri in questa categoria.
  • Non potrai emettere più del 50% delle fatture al tuo attuale datore di lavoro o a quello avuto nei due anni precedenti l’apertura della Partita Iva o verso soggetti ad esso direttamente riconducibili (fanno esclusione i periodi di pratica obbligatoria).

Se adotterai il Regime Forfettario, i redditi percepiti dalla tua Partita Iva non faranno cumulo con quelli percepiti come dipendente, al contrario di quanto avviene se adotterai il Regime Ordinario Semplificato.

Per i contributi ti sarà riconosciuto il versamento in percentuale ridotta: passerai dal 26,07% al 24%.

Partita Iva per consulente imprenditoriale clienti residenti all’estero

Se il cliente per cui stai lavorando si trova all’estero, dovrai adottare due comportamenti diversi a seconda che questo si trovi in un Paese europeo o extra-europeo.

Paesi UE

Se il tuo cliente si trova in un Paese dell’Unione Europea o in un Paese che aderisce all’accordo sullo spazio economico (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) dovrai:

  • iscriverti al Vies, il sistema di verifica della Partita Iva al quale dovrà essere iscritto anche il tuo cliente.

Paesi Extra-UE

Se la prestazione lavorativa avviene per un cliente non residente in uno stato dell’Unione Europea, quando emetti fattura, invece della voce “reverse charge” bisognerà apporre operazione non soggetta ad IVA. Queste fatture non saranno da inserire nel modello Intrastat perché si riferisce solo a Stati dell’Unione Europea.

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