Aprire Partita IvaQuanto costa aprire Partita Iva per architetti

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Aprire Partita Iva

Partita Iva per architetti, quanto costa?

Se vuoi dare inizio alla tua attività in modo autonomo, in questo caso specifico come architetto, è necessario fare tutta una serie di valutazioni analizzando quali sono i passaggi da seguire per sapere quanto costa aprire Partita Iva per architetti, come fare e quali sono gli adempimenti fiscali da rispettare.

Quale codice Ateco utilizzare

Per prima cosa, dopo esserti iscritto all’Albo Professionale di riferimento, devi individuare il codice ATECO, ovvero una sequenza di circa sei cifre che classifica l’attività svolta.
Puoi trovarlo consultando il sito dell’ISTAT.

In questo caso il Codice Ateco da adottare sarà:

  • 71.11.00: attività degli studi di architettura

Esso si riferisce ad attività di consulenza in campo architettonico: progettazione di edifici e stesura dei progetti, pianificazione urbanistica e architettura del paesaggio.

Quale Regime fiscale scegliere per aprire Partita Iva per architetti

Dopo aver individuato il Codice Ateco per la tua attività, il passaggio successivo sarà quello di individuare il regime fiscale più adatto alle tue esigenze.

Regime Forfettario

Se desideri valutare il Regime Forfettario è necessario rispettare tutta una serie di requisiti. Nel caso dovessi ricadere in una delle cause di esclusione, dovrai allora adottare il Regime Ordinario Semplificato.

Il Regime Forfettario non permette detrazioni o deduzioni ma individua una spesa appunto forfettaria. Per calcolare tale spesa avrai bisogno di due dati:

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  • ricavi: ciò che hai incassato nell’anno di riferimento.

Applicando il Coefficiente di Redditività ai ricavi otterrai da un lato il Reddito Imponibile, su cui andrai a pagare l’imposta sostitutiva, dall’altro la tua spesa riconosciuta come forfettaria (22%).

Per quanto riguarda l’emissione di fatture, il Regime Forfettario:

  • non prevede l’applicazione dell’IVA in fattura.
  • non prevede ritenuta d’acconto.
  • richiede l’applicazione della marca da bollo di 2€ se l’importo supera i 77,47€.
  • per gli architetti iscritti ad Inarcassa, è obbligatorio inserire anche la rivalsa Inarcassa del 4% (contributo integrativo)

Regime Ordinario Semplificato

Se adotterai il Regime Ordinario Semplificato, per calcolare il Reddito Imponibile dovrai sottrarre i costi sostenuti durante l’anno considerato (quindi le tue spese) ai ricavi. Le imposte alle quali sarai soggetto saranno l’IRPEF e addizionali regionali e comunali, secondo il tradizionale sistema progressivo a scaglioni.

Nel Regime Ordinario dovrai applicare l’Iva nelle fatture emesse, ad eccezione di specifici esoneri per la tua tipologia di attività.

Per quanto riguarda l’emissione di fatture, potrai notare delle differenze sostanziali rispetto al Regime Forfettario:

  • fatturazione elettronica sempre obbligatoria.
  • Iva in fattura.
  • ritenuta d’acconto (20%), se l’attività lo richiede.
  • per gli architetti iscritti ad Inarcassa, rimane sempre obbligatoria l’applicazione della rivalsa Inarcassa del 4%

Quanto costa aprire Partita Iva per architetti: conclusione

Una volta fatta la tua analisi per sapere quanto costa aprire Partita Iva per architetti, le due variabili che possono ulteriormente guidarti nella scelta possono essere le seguenti:

  • le spese che prevedi di sostenere.
  • la tua situazione familiare.

Ricordati però che potrai adottare il Regime Forfettario solo se rispetterai i requisiti previsti altrimenti la scelta sarà automaticamente rivolta al Regime Ordinario.

Costi della Partita Iva

I due costi principali che individuiamo per la nostra Partita Iva, sono i contributi e le imposte.

Contributi

Dopo che ti sarai iscritto all’Albo Professionale, dovrai iscriverti ad Inarcassa ovvero la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti. I contributi non dipendono dal Regime fiscale applicato e quelli dovuti per l’attività di architetto sono:

  • Contributo Soggettivo: è obbligatorio ed è calcolato in misura percentuale sul reddito netto dichiarato ai fini IRPEF.
  • Contributo Integrativo: obbligatorio per i professionisti iscritti all’Albo, è la percentuale da inserire obbligatoriamente nelle fatture.
  • Contributo di maternità o paternità: per l’anno 2023 ammonta a 44.00€.

In ogni caso tutti i dettagli sono individuabili sul sito dell’Inarcassa.

Imposte

Le imposte, invece, dipendono dal Regime Fiscale adottato, di seguito uno schema riepilogativo sia per le imposte dovute se applichi il Regime forfettario che per le imposte dovute in Regime Ordinario.

Regime Forfettario:

Se adotterai il Regime Forfettario dovrai versare l’imposta sostitutiva con aliquota del 15% del tuo reddito imponibile. Potrai richiedere una riduzione dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni, se rispetti alcuni requisiti:

  • non aver partecipato ad attività d’impresa per i tre anni precedenti all’apertura della Partita Iva.
  • l’attività svolta come lavoratore autonomo non deve essere una mera prosecuzione di un’attività precedente svolta come dipendente o autonomo (sono esclusi i periodi di pratica obbligatoria).

In ogni caso, a partire dal sesto anno, l’imposta da pagare sarà del 15%.

Regime Ordinario Semplificato:

se deciderai di adottare il Regime Ordinario Semplificato, dovrai versare:

  • l’IRPEF: un’imposta progressiva che cambia a seconda della fascia di reddito su cui sarai posizionato.
  • addizionali regionali e comunali la cui percentuale dipende dagli enti locali della tua zona.

Documenti necessari per aprire Partita Iva architetti

Per intraprendere l’attività di architetto come autonomo, dovrai effettuare l’apertura della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate come lavoratore autonomo.

Per l’apertura della Partita Iva si deve quindi compilare ed inviare telematicamente il  Modello AA9/12.

Per la compilazione e l’invio di questo modello per l’apertura della tua Partita Iva, potrai procedere in due modi:

  • spedirlo in autonomia per via telematica all’Agenzia delle Entrate. In questo caso l’invio non ha alcun costo e dovrai inviare unicamente il modello citato senza alcun documento personale
  • avvalerti della prestazione di un professionista che curerà insieme a te la compilazione del modello e si occuperà di trasmetterlo. In questo caso, il professionista potrebbe richiederti i tuoi documenti di identità e un onorario per la pratica.

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