Domande e Risposte

Qual è la partita Iva più adatta se sono uno sviluppatore software con un importo di 30.000 euro di fatturato da dipendente?

Sono uno sviluppatore software dipendente e vorrei avviare una Partita Iva personale. Continuerei in parte a lavorare per il mio attuale datore di lavoro e il mio reddito lordo dello scorso anno ha superato i 30mila euro, quindi credo di non rientrare nel regime forfettario 5%.

Il codice Ateco dovrebbe essere il 62.01.00 e tra quanto fatturerei al mio attuale datore di lavoro più altri lavori personali credo di essere in una forbice di fatturato tra i 30.000 e i 40.000 euro. Vorrei capire nel mio caso che tipologia di Partita Iva è consigliabile e quali costi di tasse/contributi dovrei affrontare in modo da capire se affrontare o meno questa strada.

Le confermiamo che per l’attività di sviluppatore/programmatore il Codice Ateco da utilizzare è quello da lei indicato, ovvero il:

  • 62.01.00: –Produzione di software non connesso all’edizione
    – progettazione della struttura e dei contenuti e/o la compilazione dei codici informatici necessari per la creazione e implementazione di: software di sistema (inclusi gli aggiornamenti), applicazione di software (inclusi gli aggiornamenti), database, pagine web
    – personalizzazione di software, esempio modificando e configurando un’applicazione esistente in modo che essa sia funzionale all’ambiente del sistema informativo dei clienti

Dato che ci ha indicato che l’anno scorso ha percepito reddito di lavoro dipendente superiore di € 30.000 e tale rapporto di lavoro è ancora in essere, aprendo la Partita Iva quest’anno, dovrà obbligatoriamente applicare il Regime Ordinario Semplificato in quanto non rispetta le condizioni per l’applicazione del Regime forfettario.

Aprendo la Partita Iva dovrà sostenere le due seguenti principali  categorie di “costi“:

  • contributi, che non dipendono dal Regime fiscale applicato ma dall’attività svolta, da versare alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps. Tale Gestione prevede il versamento di:

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    • contributi fissi: per il reddito compreso tra 0 e 18.415 euro, verserà contributi per 4.427,04 euro; tali versamenti si effettuano fin dal primo anno di attività in 4 rate annuali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio anno successivo). Nel caso in cui si apra la Partita Iva in corso d’anno, sia contributi fissi che reddito minimale di 18.415 euro verranno riproporzionati in base agli effettivi mesi di attività nell’anno.
    • Contributi in percentuale: per il reddito superiore ai 18.415 euro, oltre ai contributi fissi, li verserà per il 24%. Tale versamento (se dovuto) si effettua con la Dichiarazione dei redditi.

La Gestione Artigiani e Commercianti Inps prevede che se si ha un contestuale lavoro dipendente, si può richiedere l’esonero dalla contribuzione per l’attività con Partita Iva. Non ci ha specificato la tipologia del rapporto di lavoro che ha in essere, quindi non sappiamo se rientra in questa fattispecie.

  • Le imposte che dipendono dal Regime fiscale applicato. Il Regime ordinario prevede il versamento dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali con il tradizionale metodo a scaglioni. A tal proposito, essendo che sia il suo reddito di lavoro dipendente, sia quello prodotto con Partita Iva saranno soggette ad Irpef, il reddito cumula al fine del calcolo a scaglioni.
  • Diritto camerale di circa € 53 all’anno.

Di seguito le facciamo un esempio semplificato e con dati ipotizzati, giusto per farle capire il meccanismo di calcolo.

Esempio

Ricavi Partita Iva in Regime Ordinario: € 35.000

Costi sostenuti per svolgimento attività: € 5.000 (dato puramente ipotizzato)

Reddito imponibile Partita Iva: € 30.000

Scaglioni Irpef ad oggi vigenti:

  • fino a 28.000 euro 25%
  • da 28.001 fino a 50.000 euro 35%
  • redditi superiori a 50.000 euro 43%

Pertanto, l’Irpef dovuta sul reddito da Partita Iva sarà calcolata come segue:

  • 1° scaglione con aliquota del 23%: € 6.900
  • 2° scaglione con aliquota del 35%: € 700

Pertanto, sul reddito di Partita Iva verserà € 7.600 di Irpef.

Le addizionali regionali e comunali dipendono sia dal reddito prodotto che dalla zona in cui ha sede la propria attività, supponiamo l’aliquota del 2%: € 600 (30.000 x 2%)

Contributi (sempre che non richieda l’esonero in quanto contestualmente lavoratore full-time):

  • fissi per € 4.427,04
  • in percentuale per €: 2.780,40 (30.000-18.415 x 24%)

In sintesi, secondo la situazione illustrata per un reddito di € 30.000 di Partita Iva, pagherebbe in totale € 15.407,44 euro tra imposte e contributi.

2 commenti su “Qual è la partita Iva più adatta se sono uno sviluppatore software con un importo di 30.000 euro di fatturato da dipendente?”

  1. Buongiorno,
    sopr leggo:
    “La Gestione Artigiani e Commercianti Inps prevede che se si ha un contestuale lavoro dipendente full-time”

    Ho visto però che tra i requisiti per iscriversi alla gestione artigiani c’è il fatto che si tratti di lavoro prevalente, quindi non credo ci si possa iscrivere se si ha già un contratto da dipendente full time… ma da quello che ho capito ci si deve iscrivere alla gestione separata inps… Mi sbaglio?

    1. Buongiorno Alessio,
      non è un requisito per l’iscrizione in Gestione Artigiani e Commercianti Inps, bensì è riferito all’apertura della Partita Iva. Infatti, nel momento in cui un’attività diventa prevalente o continuativa nel tempo, è necessario aprire Partita Iva.

      L’iscrizione in Gestione Artigiani e Commercianti Inps è obbligatoria se previsto dal Codice Ateco utilizzato per la sua attività.
      Per ipotesi, un attività di e-commerce sicuramente avrà iscrizione in tale Gestione.

      La Gestione Separata Inps è prevista per tutte quelle attività svolte da liberi professionisti non iscritti in Camera di Commercio e non appartenenti a casse Previdenziali specifiche.

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