Qual è il codice Ateco corretto per aprire una partita Iva in Regime Forfettario come programmatore informatico/Consulente informatico?

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Qual è il codice Ateco corretto per aprire una partita Iva in Regime Forfettario come programmatore informatico/Consulente informatico?

Quale Codice Ateco adottare da programmatore e consulente informatico in forfettario?

Per poter adottare il Regime Forfettario per la sua Partita Iva, dovrà controllare per prima cosa di non ricadere in nessuna delle cause di esclusione che può trovare elencate qui:

Limiti Regime Forfettario.

Fatta questa premessa, risponderemo per punti alle sue domande.

Se svolgerà sia l’attività di programmatore informatico, che quella di consulente informatico, dovrà adottare entrambi i Codici Ateco seguenti:

  • 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione

che include:

– progettazione della struttura e dei contenuti e/o la compilazione dei codici informatici necessari per la creazione e implementazione di: software di sistema (inclusi gli aggiornamenti), applicazione di software (inclusi gli aggiornamenti), database, pagine web
– personalizzazione di software, esempio modificando e configurando un’applicazione esistente in modo che essa sia funzionale all’ambiente del sistema informativo dei clienti

  • 62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica
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che include:

– consulenza su hardware, software e altre tecnologie dell’informazione: analisi dei bisogni e dei problemi degli utenti, consulenza sulla migliore soluzione
– pianificazione e progettazione di sistemi informatici che integrano l’hardware dei computer, il software e le tecnologie della comunicazione

Il coefficiente di redditività associato a tale Codice è del 67%: questo va applicato ai ricavi conseguiti per ottenere il reddito imponibile su cui calcolare imposta e contributi da versare.

L’attività di consulente informatico è qualificabile come libero professionista, ma quella di programmatore prevede invece l’inquadramento come artigiano in Camera di Commercio.

Per questo motivo, se svolgerà entrambe le attività,  saranno tutte e due iscritte in Camera di Commercio e dovrà versare i contributi alla Gestione Artigiani Inps, secondo questo schema di reddito (ricavi x coefficiente del 67%):

  • per il reddito compreso tra 0 e 18.415 euro: verserà contributi fissi di 4.427,04 euro;
  • per il reddito superiore ai 18.415  euro: oltre ai contributi fissi, li verserà per il 24%.

Essendo iscritti alla Gestione Artigiani Inps e applicando il Forfettario, potrà inoltre richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare.

Per tutti gli approfondimenti:
 Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti.

Dovrà inoltre versare l’imposta sostitutiva del 15%, con la possibilità di applicare la riduzione al 5% per i primi 5 anni di attività se ne rispetta le condizioni:

Regime forfettario imposta sostitutiva 5 %

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