Posso beneficiare della tassazione al 5% per l’attività di estetista se ho chiuso p.iva più di 3 anni fa e ho lavorato come dipendente?

  • Domande e Risposte

Ho svolto per anni un’attività individuale in P.IVA come estetista in regime dei minimi che ho chiuso nel 2018. Dal 2020 e fino a gennaio 2021 (data in cui sono stata licenziata) ho svolto la stessa attività per un centro estetico come dipendente. Adesso avrei intenzione di riaprire la P.IVA in regime forfettario e volevo sapere se fossi nelle condizioni di beneficiare della tassazione al 5%, considerando che sono passati più di 3 anni da quando ho chiuso P.IVA.

 

Per adottare il Regime forfettario è necessario essere in possesso di tutti i requisiti richiesti: Limiti forfettario.

Se adotterà il forfettario, oltre ai contributi, verserà l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività, se rispetterà i 3 requisiti richiesti:

  1. Non bisogna aver svolto, nei tre anni precedenti all’inizio dell’attività, attività di impresa in forma associata o familiare
  2. L’attività intrapresa non deve essere in alcun modo una continuazione di un’attività precedentemente svolta sia sotto forma di lavoro autonomo che dipendente (eccezion fatta per i periodi di pratica obbligatori per poter esercitare arti o professioni)
  3. Nel caso in cui venga rilevata un’attività già avviata da un altro soggetto, si deve verificare che l’ammontare di incassi generati l’anno precedente dall’attività, siano in linea con quelli richiesti per aderire al Regime forfettario.

Avendo lei chiuso la precedente Partita Iva nel 2018, dunque più di 3 anni fa, rispetterà il punto 1 relativo allo svolgimento dell’attività d’impresa nei tre anni precedenti l’apertura della sua nuova Partita Iva.

Per la sua situazione inoltre, in base alle informazioni che abbiamo, bisogna prestare attenzione al punto 2. ovvero quello relativo alla mera prosecuzione.

In merito si è espressa l’Agenzia delle Entrate, attraverso la CIRCOLARE N. 10/E del 4 aprile 2016, indicando quanto segue:

la prosecuzione dell’attività deve essere valutata sotto il profilo sostanziale e non formale. A tal fine, pertanto, è indispensabile valutare se la nuova attività si rivolge alla medesima clientela e necessita delle stesse competenze lavorative. Ciò significa che ci sarà continuità quando il contribuente sceglierà di esercitare la medesima attività, svolta precedentemente come lavoratore dipendente rivolgendosi allo stesso mercato di riferimento

e ancora

la continuità non sussiste quando la nuova attività o il mercato di riferimento sono diversi, ovvero quando la precedente attività abbia il carattere di marginalità economica, ossia il lavoro dipendente o assimilato sia svolto, in base a contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata o a progetto per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio.”

Affinché non vi sia una mera prosecuzione è necessario provare che le due attività svolte richiedono effettivamente competenze differenti: anche se in qualità di dipendente ha svolto l’attività per un periodo inferiore alla metà del triennio, a nostro parere rientra comunque nella mera prosecuzione in quanto l’attività svolta con la precedente Partita Iva (chiusa nel 2018) è la medesima che ha svolto come dipendente e che desidera nuovamente svolgere con la nuova Partita Iva.

Ne consegue che dovrà applicare sin da subito l’imposta sostitutiva al 15%.

 

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