Posso aprire partita Iva in regime forfettario, se continuerò ad appoggiarmi alla ditta per la quale lavoro come dipendente?

  • Domande e Risposte

Sono un operaio metalmeccanico (fabbro) con un contratto a tempo indeterminato. Vorrei mettermi in proprio aprendo la partita iva in regime forfetario come “Pronto Intervento”, però appoggiandomi sempre alla ditta per quale lavoro attualmente. È possibile procedere in questa maniera?

 

Per poter adottare il forfettario è necessario essere in possesso di tutti i requisiti richiesti: Limiti forfettario.

Attenzione: se nel 2023 fatturerà prevalentemente (più del 50%) al suo attuale datore di lavoro o a quello avuto nei due anni precedenti l’apertura della sua partita Iva, allora nel 2024 non potrà adottare il forfettario.

Potrà fatturare a un unico committente a patto che si mantengano tutte le caratteristiche del lavoro autonomo e che non si instauri pertanto una presunzione di subordinazione.

La presunzione di subordinazione si verifica:

  • quando le mansioni del lavoratore autonomo vengono organizzate in tutto e per tutto dal committente: il lavoro autonomo prevede infatti che sia lo stesso lavoratore autonomo ad organizzare e coordinare il proprio lavoro
  • quando il committente richiede il rispetto di determinati orari e la costante presenza in sede
  • quando la durata è continuativa e non limitata ad una determinata prestazione (un periodo superiore agli 8 mesi all’anno per due anni consecutivi)
  • se il fatturato conseguito dal titolare di Partita Iva è maggiore dell’80% del totale generato da esso nell’anno. Tale situazione deve verificarsi per due anni consecutivi.

Fatturato, luogo e durata del rapporto di lavoro sono le tre condizioni che fanno presumere una subordinazione, sintetizzate dalla Legge 92/2012.

La ragione per cui sono state introdotte alcune regole da rispettare quando si fattura ad un unico committente è per evitare la nascita delle cosiddette “false Partite Iva”: queste nascondono lavoratori dipendenti con un unico committente (datore di lavoro nel caso del dipendente) e non un lavoro autonomo.

Per scoraggiare i rapporti con Partite Iva che nascondono veri e propri rapporti di subordinazione, è stata inoltre prevista l’inversione dell’onere della prova, che spetta quindi eventualmente al committente.

Sarà l’azienda eventualmente ad avere l’onere di provare che non si è trattato di un rapporto subordinato e in caso contrario dovrà trasformare il contratto di collaborazione e pagare pesanti sanzioni.

Nel caso in cui l’azienda non riesca a provare che non vi era un rapporto di lavoro subordinato, sarà soggetta a sanzioni e il lavoratore autonomo sarà considerato a tutti gli effetti un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Le sanzioni che dovrà (sempre eventualmente) pagare l’azienda, saranno in proporzione alla durata del rapporto di lavoro subordinato, presentato come se fosse un lavoro autonomo.

Sarà sempre il datore di lavoro a dover riqualificare il rapporto, attraverso la sua trasformazione in contratto di lavoro dipendente indeterminato e adempiere a tutti gli obblighi ad esso collegati a partire dalla data di origine del rapporto.

Per l’attività che desidera intraprendere in Partita Iva potrà adottare il seguente codice Ateco:

  • 43.32.01 – Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate

Al suddetto codice Ateco è associato un coefficiente di redditività pari all’86% e richiede l’iscrizione in Camera di Commercio alla quale dovrà versare il diritto Camerale annuale che oscilla tra i 50€ e i 100€ a seconda della Camera di Commercio.

Dovrà inoltre versare i contributi alla Gestione artigiani e commercianti Inps secondo il seguente schema:

  • per il reddito compreso tra 0 euro e 16.243 euro: verserà contributi fissi di circa 4.000 euro
  • superato il reddito minimale di 16.243 euro: oltre ai contributi fissi, li verserà anche in percentuale al 24% circa.

Se adotterà il forfettario, in quanto iscritto alla Gestione artigiani e commercianti INPS, potrà beneficiare della riduzione del 35% dei contributi: Riduzione contributi artigiani e commercianti.

Adottando il forfettario, oltre ai contributi, dovrà versare l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività, se rispetterà i tre requisiti richiesti: Imposta sostitutiva al 5%.

Per l’apertura di una Partita Iva che richiede l’iscrizione in Camera di Commercio, sono necessario anche pec e firma digitale.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi gratis al gestionale e ricevi la tua prima chiamata di assistenza

Crea il tuo Account Gratuito

Gestire la contabilità

A partire

259€

Anno / Iva Esclusa

Categorie

Guide utili

Gestire la contabilità può essere stressante.
Ti aiutiamo a rendere tutto più facile.

Articoli simili

Torna su

Parla gratis con un nostro esperto

Parla gratis con un nostro esperto