Posso aprire Partita Iva in regime forfettario per attività di sviluppatore software?

  • Domande e Risposte

Sono uno sviluppatore software dipendente a tempo indeterminato full-time e vorrei iniziare a lavorare anche come freelancer. Posso accedere al forfettario? Avrò dei limiti di orario? Dovrò emettere fattura presso le aziende con cui collaborerò?

 

Per poter adottare il Regime forfettario per la sua attività in Partita Iva è necessario essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per l’accesso a tale regime fiscaleLimiti Regime forfettario.

Poiché svolge un contestuale lavoro dipendente, è necessario prestare particolare attenzione alla causa di esclusione relativa a questo tipo di casistica, ovvero la causa di esclusione alla lettera d-bis), della CIRCOLARE N. 10/E, del a 4 aprile 2016, avente ad oggetto “Regime forfetario – legge 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1,commi da 54 a 89, Stabilità 2015”:

  • non possono avvalersi del Regime forfetario […]  I soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro. 
    […] Tale limite, introdotto, con decorrenza 1° gennaio 2016, dalla legge di stabilità del 2016, non opera se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente“.

Ne consegue che se nel 2021 ha percepito reddito da lavoro dipendente superiore a 30.000 euro, allora non potrà adottare il Regime forfettario per la sua attività in Partita Iva.

Se quest’anno rispetterà tutti i requisiti per adottare il Regime forfettario, per poterlo adottare anche il prossimo anno, non dovrà fatturare prevalentemente (per più del 50%) al suo attuale datore di lavoro o a quello avuto nei due anni precedenti all’apertura della sua Partita Iva o a soggetti direttamente o indirettamente ad esso riconducibili.

Qualora lo facesse, incorrerebbe nella causa di esclusione relativa alla prevalenza che dispone il divieto di fatturare per più del 50% al proprio attuale datore di lavoro o a quello avuto nei due anni precedenti, per ovviare al problema di artificiose modificazioni di rapporti di lavoro subordinati, dove per “artificiose” si intendono modificazioni di contratti di lavoro da subordinato ad autonomo a beneficio esclusivo del datore di lavoro.

Le indichiamo inoltre che per poter aprire la sua Partita Iva, essendo lei anche dipendente, dovrà controllare di non fare concorrenza al suo datore di lavoro, aspetto giuridico presente in ogni contratto di lavoro e del quale noi non forniamo assistenza (le suggeriamo in questo caso di rivolgersi direttamente ad un consulente del lavoro).

Se adotterà il Forfettario, il reddito da Partita Iva non farà cumulo con quello da dipendente ed il limite dei 65.000 euro sarà riferito unicamente ai ricavi da Partita Iva.

Oltre al versamento dei contributi previdenziali (la cui misura dipende dalla cassa previdenziale alla quale si è iscritti), il Regime forfettario prevede che si versi anche l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano determinati requisiti: Imposta sostitutiva al 5%.

Nel suo caso specifico, relativamente all’applicabilità dell’aliquota dell’imposta sostitutiva al 5%, bisogna considerare il limite riguardante la mera prosecuzione il quale dispone che non potrà applicare l’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività se l’attività che andrà a svolgere in Partita Iva è una mera prosecuzione dell’attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro subordinato o autonomo.

A tal proposito evidenziamo che non è considerata “mera prosecuzione” un rapporto di lavoro dipendente o un lavoro autonomo inferiore a 18 mesi.

Il lavoro autonomo non prevede il vincolo orario come accade per il lavoro subordinato: sarà pertanto lei a gestire la sua attività a seconda della sua disponibilità.

L’attività in Partita Iva prevede che si fatturi nei confronti delle aziende con le quali si collabora e a chi la pagherà.

Evidenziamo che, essendo lei un dipendente full-time, svolgendo l’attività di sviluppatore software il corretto inquadramento fiscale (e anche più conveniente a livello contributivo) è l’iscrizione in Camera di Commercio come artigiano: in questo modo infatti, avendo il contestuale lavoro dipendente a tempo pieno, sarà esonerato dal versamento dei contributi Inps.

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