- Chi è in pensione può aprire Partita Iva Forfettaria?
- Cos'è cambiato per pensionati e Regime Forfettario?
- Ex datore di lavoro: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate
Chi è in pensione può aprire Partita Iva Forfettaria?
Rientri nella categoria dei pensionati e vuoi continuare a svolgere la tua professione in modo autonomo avvalendoti del Regime Forfettario?
Cosa comportano i cambiamenti del Regime Forfettario per i pensionati che vogliono accedere a questo Regime fiscale o continuare ad applicarlo?
Analizziamo i cambiamenti che sono avvenuti per i pensionati che vogliono continuare a svolgere un’attività in Partita Iva.
Cos’è cambiato per pensionati e Regime Forfettario?
Per analizzare le regole che sono previste per i pensionati che si vogliono avvalere del Regime Forfettario, ricordiamo che i redditi da pensione sono considerati come redditi da lavoro dipendente (art. 49 TUIR). Questo elemento è centrale nella verifica delle condizioni di accesso.
Negli ultimi anni la normativa è cambiata più volte. Di seguito analizziamo cosa è oggi previsto per i pensionati che intendono svolgere un’attività con Partita IVA in Regime Forfettario.
Nel 2019 l’accesso al Regime Forfettario era consentito a tutti i pensionati e lavoratori dipendenti, senza limiti di reddito.
Con la Legge di Bilancio 2020 le regole sono cambiate e l’accesso al Regime Forfettario è stato riservato ai dipendenti (e quindi ai pensionati) con reddito non superiore a 30.000 euro all’anno.
Infatti, la normativa diceva che non potranno applicare il Forfettario:
“d-ter) i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, […], eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.”
Pertanto, con redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente si intendono anche i redditi percepiti da pensioni di ogni genere e gli assegni ad essi equiparati, come specifica l’articolo 49 del Testo Unico delle imposte sui redditi.
Successivamente, la Legge di Bilancio 2025 ha ampliato la platea dei dipendenti e dei pensionati che possono accedere al Regime Forfettario, infatti il limite di 30.000 euro è stato innalzato a 35.000 euro, come indicato nell’articolo articolo 1, comma 12 della Manovra.
Infine, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato il limite di 35.000 euro anche per l’anno fiscale 2026.
In sostanza, per aderire al Regime Forfettario nel 2026 da pensionato, nel corso del 2025 devi aver percepito un reddito da lavoro dipendente o una pensione non superiore a 35.000 euro lordi.
Questa però non è l’unica causa di esclusione da tenere in considerazione per i soggetti che percepiscono redditi da lavoro dipendente o assimilati.
Infatti non potranno avere accesso al Regime Forfettario:
“le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro”.
All’atto pratico, possono far parte del Regime Forfettario coloro che percepiscono redditi da lavoro dipendente o da pensione non superiori ai 35.000 euro all’anno e a condizione (oltre a tutte le altre previste) che il loro cliente prevalente NON sia uno dei datori di lavoro attuali o avuti nel biennio precedente.
Con il termine prevalente, si intende che le fatture percepite dal datore di lavoro attuale o avuto nei due anni precedenti non superino il 50% di quelle totali.
Ex datore di lavoro: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
Nella Circolare N. 9 del 10 Aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti su tale causa di esclusione dal Forfettario per pensionati.
Quando deve essere verificata la causa di esclusione?
La causa di esclusione deve essere valutata al termine dell’anno in cui si applica il Regime Forfettario, perché solo allora si può valutare la prevalenza o meno dei ricavi percepiti.
Ad esempio, un contribuente che accede al Regime forfettario nel 2025, solo al termine dell’anno dovrà controllare se è verificata la causa di esclusione.
Se al termine dell’anno è verificata tale causa ostativa (le fatture incassate sono per più del 50% nei confronti dell’attuale o ex datore di lavoro), la fuoriuscita dal Regime Forfettario avverrà nel 2026.
Nel 2027 potrà tornare ad applicare il Regime Forfettario se rispetterà tutte le condizioni richieste.
Ci sono delle eccezioni per i pensionati che scelgono il Regime Forfettario?
L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la causa di esclusione non opera in alcuni casi.
- Se il rapporto di lavoro dipendente si è concluso prima del biennio precedente, la causa di esclusione non trova applicazione.
Ad esempio, se applichi il Regime Forfettario nel 2025, la causa di esclusione non opera se hai terminato il rapporto di lavoro entro il 31 Dicembre 2022, quindi anche se fatturi prevalentemente nei confronti del tuo ex datore di lavoro potrai applicare il Regime Forfettario (se rispetti tutti gli altri requisiti).
- Con l’Interpello numero 50 del 22 febbraio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se fatturi ad un ex datore di lavoro estero, questa causa di esclusione non trova applicazione.
- Per i pensionati, se il pensionamento è obbligatorio ai termini di legge, la causa di esclusione non trova applicazione.
Costi del Regime Forfettario per pensionati
Per quanto riguarda i costi del Regime Forfettario per pensionati, alcuni rimangono invariati, altri invece subiscono delle modifiche.
Imposta sostitutiva
In questo caso l’aliquota dell’imposta sostitutiva al 15% non cambia. Potrai fare richiesta della riduzione al 5% se:
- non hai svolto attività d’impresa nei tre anni precedenti l’apertura della Partita Iva
- l’attività scelta non sarà una mera prosecuzione di un lavoro precedentemente svolto come dipendente
- se prosegui un’attività già avviata, l’ex titolare deve aver rispettato nell’anno precedente i limiti del Regime Forfettario
L’Agenzia delle Entrate ha reso noto che per applicare l’aliquota al 5%, è necessario aver aperto Partita Iva adottando il Regime Forfettario fin dal primo esercizio.
Dunque, se avvii l’attività in un altro regime fiscale e opti per il Forfettario solo in un secondo, non puoi godere di questa agevolazione.
Inoltre, se apri Partita Iva in Regime Forfettario, poi passi al Regime Semplificato e infine torni al Regime Forfettario, anche se sei ancora nel quinquennio di apertura, non puoi nuovamente applicare l’aliquota agevolata al 5%.
Quali sono i contributi per pensionati in Regime Forfettario?
Per quanto riguarda il versamento dei contributi per i pensionati in regime Forfettario, avrai diversi adempimenti a seconda che tu sia inquadrato come Libero professionista o come Artigiano/Commerciante.
- Se sei un libero professionista iscritto in Gestione Separata Inps, avrai una riduzione dell’aliquota da versare al 24%.
- Se sei iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps e hai più di 65 anni di età, verserai i contributi ridotti al 50%. Ti ricordiamo che in questo caso sarai soggetto ad una parte di contributi fissi e ad una variabile.
- Se sei iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps e hai meno di 65 anni di età, potrai richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare; ti sottolineiamo che tale agevolazione non potrà cumulare con quella del 50% sopracitata.
- Se la tua attività prevede l’iscrizione ad una gestione previdenziale specifica, dovrai contattare direttamente la cassa di riferimento.
Ti ricordiamo che l’imposta sostitutiva e i contributi dovuti in Forfettario saranno versati sul tuo reddito imponibile, individuato dal coefficiente di redditività associato al Codice Ateco utilizzato. Inoltre, nel Regime Forfettario il Reddito da Partita Iva e quello da pensione non fanno cumulo.
Suggerimenti e note
Prima di aprire o mantenere la Partita IVA in Regime Forfettario, è opportuno verificare:
- l’importo del reddito da pensione dell’anno precedente;
- la composizione dei clienti e la percentuale dei compensi;
- la propria posizione previdenziale.
Una verifica preventiva consente di applicare correttamente il regime ed evitare successive rettifiche.
Domande frequenti su pensionati e Regime Forfettario (FAQ)
- Un pensionato può aprire la Partita IVA in Regime Forfettario?
Sì, se il reddito da pensione non supera 35.000 euro e sono rispettate le altre condizioni. - Il reddito da pensione si considera come lavoro dipendente?
Sì, è reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. - Posso fatturare al mio ex datore di lavoro?
Sì, purché non sia il cliente prevalente e siano rispettate le condizioni temporali previste. - Il pensionamento obbligatorio incide sulla causa di esclusione?
No, in questo caso la causa non trova applicazione.
Approfondimenti correlati
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- Regime Forfettario e lavoro dipendente
- Regime Forfettario INPS
- Cause di esclusione dal Regime Forfettario
Guida di riferimento
Fonti e riferimenti
- Agenzia delle Entrate – Regime Forfettario
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 9 del 10 aprile 2019
- Interpello n. 50 del 22 febbraio 2024
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54–89
Nota editoriale
Articolo redatto dai consulenti fiscali FlexTax sulla base della normativa vigente e dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Una verifica corretta delle condizioni è fondamentale.
La compatibilità tra pensione e Regime Forfettario richiede un’analisi attenta della sua situazione personale e reddituale.
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sono un docente pensionato dal 1 settembre 2024, adesso nel 2025 ho ricevuto degli incarichi come formatore docenti , dal 1 gennaio 2025 ho aperto una partita iva forfettaria, vorrei sapere per favore se mi devo iscrivere alla gestione separata INPS o versare contributi sulle fatture ed eventualmente a quanto ammonta la percentuale. Ho emesso la prima fattura del 2025 di euro 1200 senza specificare eventuali contributi inps perchè mi hanno detto che essendo pensionato non sono tenuto a versare contributi INPS , è giusto ?grazie saluti costanzo
Buongiorno Costanzo,
è bene mettersi in contatto con un consulente fiscale per chiarire alcuni aspetti della sua gestione contributiva. Può iscriversi su FlexTax per ricevere assistenza personalizzata e indicazioni sulla sua gestione contributiva. Iscriviti gratuitamente su FlexTax
Buon giorno,
nel caso la pensione inizi in corso d’anno, per fare il controllo dei 30.000 euro devo fare il ragguaglio ad anno?
Grazie
Buongiorno Simona,
può sottoporre la sua domanda direttamente ai nostri esperti! In questo modo potrà dialogare direttamente (tramite ticket) con i consulenti fiscali FlexTax e approfondire le cause di esclusione dal regime forfettario. Le farà piacere sapere che, con la registrazione, ha a disposizione fino a 10 ticket gratuiti per anno. Per iscriversi gratuitamente alla nostra piattaforma può andare in questa pagina: Creazione Account – FlexSuite
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Sono un artigiano e avendo 67 anni ho maturato la pensione di vecchiaia da agosto di questo anno. Domando:dato che voglio tenere aperta la partita iva come forfettario sotto E. 25.000,00 il reddito di pensione netto, esente tasse, di circa E. 10.000,00 concorre a formare le tasse dell’attivita’ del 15℅ e del 24℅ dell’inps oltre il minimale. Grazie se mi illumina
Buongiorno Maurizio,
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La ringraziamo e le auguriamo buona giornata!
Salve ho aperto una partita iva in regime forfettario, sono un pensionato e vorrei fare la libera professione, quanto dovrei versare alle casse enpapi.. è obbligatorio versare?
premetto che non supero 30.000 euro lordi di pensione.
Grazie
Buongiorno Oronzo,
essendo i rapporti con le Casse previdenziali specifiche da gestire in autonomia, in quanto è la stessa Cassa che si occupa dei contributi degli iscritti, le suggeriamo di contattare direttamente quest’ultima, la quale le fornirà tutte le delucidazioni in merito alla sua situazione soggettiva.
Speriamo di averla aiutata e le auguriamo buona giornata!
buongiorno, mi chiedevo se in regime forfettario dovrei pagare l’INPS…visto che ho già la pensione. Grazie. Elisabetta
Buongiorno Elisabetta,
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Buongiorno. Sono un dipendente di una ditta privata e preposto ad andare in pensione entro il Novembre del 2021 in quanto ho raggiunto i requisiti richiesti. Vorrei sapere se con Gennaio dell’anno nuovo (2022) posso aprire una partita IVA a regime forfettario e lavorare per la stessa ditta avendo percepito nel 2020 meno del limite impostato dei 30000€ .
Grazie
Buongiorno Alido,
se l’anno scorso ha percepito reddito da dipendente inferiore ai 30.000 euro e rispetta tutte le altre condizioni per l’applicazione del Forfettario, quest’anno potrà adottarlo per la sua partita Iva.
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Sono un insegnante pensionato dall’anno 2003 e da sempre svolgo l’attività di ingegnere libero professionista. Nel corso dell’anno 2020 ho aderito al regime forfettario avendo percepito nell’anno 2019 ricavi inferiori a 65.000 euro e, contestualmente, l’importo lordo della mia pensione era risultato inferiore a € 30.000. Nell’anno 2020 la mia pensione ha superato di pochissimo l’importo lordo di € 30.000 mentre i ricavi complessivi (quelli da pensione + quelli derivati dall’attività professionale) sono risultati abbondantemente al di sotto della soglia di € 65.000.
Con questi dati posso permanere nel regime forfettario ?
Buonasera Odoardo,
avendo lei percepito nel 2020 reddito da pensione superiore ai 30.000 euro, ricade in una delle cause di esclusione al Forfettario e pertanto quest’anno dovrà adottare per la sua Partita Iva il Regime Ordinario semplificato.
Tale Regime fiscale prevede che il reddito percepito in pensione faccia cumulo con quello da Partita Iva e su di esso verserà scaglioni Irpef più alti.
Cogliamo l’occasione per avvertirla che se ha piacere di ricevere assistenza specifica, le suggeriamo di iscriversi alla nostra piattaforma.
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La ringraziamo e le auguriamo buona serata!