Pensionati e Regime Forfettario

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Pensionati e Regime Forfettario

Rientri nella categoria dei pensionati e vuoi continuare a svolgere la tua professione in modo autonomo avvalendoti del Regime Forfettario?

Cosa comportano i cambiamenti del Regime Forfettario 2020 per i pensionati che vogliono accedere a questo Regime fiscale o continuare ad applicarlo?

Analizziamo i cambiamenti che sono previsti rispetto al 2019 per i pensionati che vogliono continuare a svolgere un’attività in Partita Iva.

Pensionati e Regime Forfettario: cos’è cambiato?

Per analizzare le regole che sono previste per i pensionati che si vogliono avvalere del Regime Forfettario, ricordiamo che i redditi da pensione sono considerati come redditi da lavoro dipendente.

Quest’anno (2019), l’accesso al Regime Forfettario era consentito a tutti i pensionati e lavoratori dipendenti, senza limiti di reddito.

Con la Legge di Bilancio 2020 le regole sono cambiate e possono accedere al Regime Forfettario 2020 i dipendenti (e quindi i pensionati) con reddito non superiore a 30.000 euro all’anno. 

Si dice infatti che non potranno applicare il Forfettario:

“d-ter) i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del testo unico delle imposte sui redditi, […], eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.”

Pertanto, con redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente si intendono anche i redditi percepiti da pensioni di ogni genere e gli assegni ad essi equiparati, come specifica l’articolo 49 del Testo Unico delle imposte sui redditi.

Questa però non è l’unica causa di esclusione da tenere in considerazione per i soggetti che percepiscono redditi da pensione (o assimilati).

Infatti non potranno avere accesso al Regime Forfettario:

“le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro”.

In sostanza, possono far parte del Regime Forfettario coloro che percepiscono redditi da lavoro dipendente o da pensione non superiori ai 30.000 euro all’anno e a condizione (oltre a tutte le altre previste) che il loro cliente prevalente NON sia uno dei datori di lavoro attuali o avuti nel biennio precedente.

Con il termine prevalente, si intende che le fatture percepite dal datore di lavoro attuale o avuto nei due anni precedenti non superino il 50% di quelle totali.

Ex datore di lavoro: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Nella Circolare N. 9 del 10 Aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti su tale causa di esclusione.

Quando deve essere verificata la causa di esclusione?

La causa di esclusione deve essere valutata al termine dell’anno in cui si applica il Regime Forfettario, perché solo allora si può valutare la prevalenza o meno dei ricavi percepiti.

Ad esempio, un contribuente che accede al Regime forfettario nel 2020, solo al termine dell’anno dovrà controllare se è verificata la causa di esclusione.

Se al termine dell’anno è verificata tale causa ostativa (le fatture incassate sono per più del 50% nei confronti dell’attuale o ex datore di lavoro), la fuoriuscita dal Regime Forfettario avverrà nel 2021.

Nel 2022 potrà tornare ad applicare il Regime Forfettario se rispetterà tutte le condizioni richieste.

Ci sono delle eccezioni?

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la causa di esclusione non opera in alcuni casi:

  • se il rapporto di lavoro dipendente si è concluso prima del biennio precedente.

Ad esempio, se applichi il Regime Forfettario nel 2020, la causa di esclusione non opera se hai terminato il rapporto di lavoro entro il 31 Dicembre 2017, quindi anche se fatturi prevalentemente nei confronti del tuo ex datore di lavoro potrai applicare il Regime Forfettario anche nel 2021 (se rispetti tutti gli altri requisiti);

  • per i pensionati, se il pensionamento è obbligatorio ai termini di legge;

Quando entreranno in vigore i nuovi limiti?

Anche se la Legge di Bilancio 2020 entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2020, non si sa ancora se i nuovi limiti varranno da tale data o se sarà previsto un “anno cuscinetto” a disposizione (come è stato per la disciplina del Forfettario 2019).

Possono quindi presentarsi due situazioni diverse:

  • Se percepisci redditi da pensione superiori ai 30.000 euro e il nuovo limite sarà introdotto a partire dal 1° gennaio 2020: non potrai applicare o non potrai più applicare il Regime Forfettario per la tua Partita Iva.
  • Se percepisci redditi da pensione superiori ai 30.000 euro e il nuovo limite sarà introdotto a partire dal 2021 (perché sarà previsto l'”anno cuscinetto”): potrai applicare o continuare ad applicare il Regime Forfettario ancora per un anno, con la conseguente fuoriuscita a partire dal 2022.

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