Passare dal Regime Forfettario al Regime Ordinario

Passare dal Regime Forfettario a quello Ordinario: è possibile?

Se adotti per la tua Partita Iva il Regime Forfettario, può succedere che tu incorra in una delle cause di esclusione alla sua applicazione o che non sia più conveniente per la tua Partita Iva: in questo caso, dovrai adottare il Regime Ordinario semplificato.

Il passaggio da un regime fiscale all’altro deve avvenire ad inizio anno e non nel corso dello stesso, e può essere una scelta costretta o volontaria.

Pertanto, se incorri in una delle cause di esclusione durante l’anno, in quanto per esempio hai superato il limite di ricavi previsto dal Forfettario (65.000 euro), fino alla fine dell’anno dovrai continuare ad applicare il Forfettario, adottando il regime Ordinario a partire dall’inizio dell’anno successivo.

L’applicazione del regime Ordinario semplificato non ti impedisce di passare nuovamente al Forfettario l’anno successivo, in quanto quest’ultimo sarà il regime naturale da applicare, ma dovrai ovviamente rispettare di nuovo tutti i requisiti previsti.

Ma cosa devi fare concretamente per passare dal regime Forfettario al regime Ordinario? Dovrai mantenere un comportamento concludente, ovvero dalla prima fattura che emetterai ad inizio anno dovrai seguire le regole previste dall’Ordinario semplificato.

Regime Ordinario: caratteristiche

Il Regime Ordinario semplificato, a differenza del Forfettario, prevede il rispetto di un unico limite, ovvero quello dei ricavi: non dovrai infatti superare il limite dei 400.000 euro se presti servizi e quello dei 700.000 euro negli altri casi.

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Le caratteristiche di questo Regime fiscale sono le seguenti:

  • Il reddito imponibile si ottiene dalla sottrazione dei costi sostenuti ai ricavi conseguiti;
  • Sul reddito imponibile verserai l’Irpef a scaglioni, eventuale Irap e addizionali regionali e comunali;
  • Se percepisci reddito da dipendente o da pensione, questo farà cumulo con quello da Partita Iva;
  • Dovrai versare i contributi previdenziali;
  • Nelle fatture che emetterai dovrai applicare l’Iva e la ritenuta d’acconto;
  • Dovrai obbligatoriamente emettere fatture elettroniche.

Vediamo ora la tassazione alla quale sarai soggetto applicando il Regime Ordinario semplificato alla tua partita Iva.

Le imposte da versare in Ordinario

Indipendentemente dal fatto che tu sia inquadrato come libero professionista o Artigiano/Commerciante, adottando il regime Ordinario semplificato sarai soggetto al versamento dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, la cui aliquota aumenta all’aumentare del reddito imponibile.

Ti ripotiamo qui di seguito gli scaglioni Irpef attualmente in vigore:

  • fino a 15.000 euro: 23%
  • da 15.000,01 a 28.000 euro: 27%
  • da 28.000,01 a 55.000 euro: 38%
  • da 55.000,01 a 75.000 euro: 41%

Come riportato, la prima aliquota Irpef è del 23%.

Se percepisci anche reddito da pensione o da lavoro dipendente, questo “occuperà” già i primi scaglioni di reddito e pertanto sul reddito prodotto in Partita Iva verserai scaglioni Irpef più alti.

Oltre all’Irpef, è possibile che tu sia soggetto al versamento anche dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, che ammonta al 3,90% del tuo reddito e di addizionali regionali e comunali del 2/3%.

Quindi, a differenza del Forfettario che prevede un’unica imposta sostitutiva del 15% o del 5% (rispettando alcuni casi), indipendentemente dal reddito prodotto, adottando l’Ordinario l’aliquota l’Irpef varierà con il variare del tuo reddito imponibile e su di esso verserai anche le altre imposte descritte.

Regime Ordinario: i contributi previdenziali

Oltre alle imposte descritte nel paragrafo precedente, passando dal Regime Forfettario a quello Ordinario dovrai versare anche i contributi previdenziali, alle stesse regole del Forfettario.

Pertanto, se sei un libero Professionista iscritto alla Gestione Separata Inps, verserai i contributi per il 25,98% del tuo reddito da Partita Iva, considerando che se hai un contestuale lavoro dipendente o reddito da pensione li verserai ridotti al 24%.

Al contrario, se sei un Artigiano/Commerciante iscritto in Camera di Commercio, verserai i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps secondo questo schema di reddito:

  • Da 0 a 15.953 euro di reddito: verserai contributi fissi per circa 3.850 euro all’anno;
  • Oltre ai 15.953 euro di reddito: oltre ai contributi fissi, sul reddito eccedente il minimale li verserai per circa il 24%.

N.B.: se applicando il Forfettario hai richiesto la riduzione del 35% dei contributi Inps, passando all’Ordinario semplificato perderai tale agevolazione. Inoltre, se l’anno successivo accederai nuovamente al Forfettario, non potrai fare più richiesta della riduzione del 35%.

Se applichi il Regime Ordinario semplificato, sei iscritto alla Camera di Commercio e contestualmente:

  • Svolgi un lavoro dipendente full-time: sarai esonerato dal versamento dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps;
  • Percepisci reddito da pensione e hai più di 65 anni: verserai i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps ridotti del 50%.

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Elisa di FlexTax

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