- Cosa fa un social media manager
- Codice Ateco per Partita Iva da social media manager
- Social media manager, influencer o content creator: cosa cambia
- Social media manager, copywriter, grafico o videomaker
- Partita Iva da social media manager: Gestione Separata o Camera di Commercio?
- Coefficiente di redditività per Partita Iva come social media manager
- Gestione di campagne pubblicitarie e budget advertising
- Fatturazione verso Meta, Google, YouTube e piattaforme estere
- Social media manager con più attività
- Vendita di corsi, template, prodotti digitali o affiliazioni
- Come descrivere i servizi in fattura
- Regime Forfettario per social media manager: cosa approfondire
- Errori frequenti dei social media manager
- Domande frequenti per Partita Iva da social media manager
Se vuoi lavorare come social media manager, aprire la Partita IVA ti permette di offrire servizi di gestione social, consulenza digitale, pianificazione editoriale, campagne pubblicitarie e comunicazione online in modo autonomo.
In questo articolo ci concentriamo sugli aspetti specifici della professione: Codice Ateco, Gestione Separata INPS, Camera di Commercio, gestione delle campagne pubblicitarie, budget advertising e attività digitali da distinguere. Per le regole generali del Regime Forfettario, come limiti, cause di esclusione e imposta sostitutiva, puoi consultare l’articolo dedicato al Regime Forfettario: Regime Forfettario
Cosa fa un social media manager
Il social media manager si occupa della gestione della comunicazione sui social network per aziende, professionisti, brand o attività locali.
Può occuparsi, per esempio, di strategia social, piani editoriali, creazione contenuti, pubblicazione post, gestione community, analisi dei risultati, consulenza marketing, coordinamento di campagne pubblicitarie e supporto nella crescita della presenza online del cliente.
In alcuni casi il social media manager lavora soprattutto sulla parte strategica. In altri casi segue anche la parte operativa, come pubblicazione dei contenuti, gestione delle sponsorizzate, creazione grafiche, testi, video, newsletter o landing page.
Proprio per questo motivo, prima di aprire Partita IVA o aggiungere un Codice Ateco, è importante descrivere bene l’attività svolta.
Codice Ateco per Partita Iva da social media manager
Per il social media manager non esiste un unico Codice Ateco valido in ogni caso. La scelta dipende dal tipo di attività svolta.
I codici da valutare sono principalmente:
- 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie
- 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
Puoi consultare questi codici nella classificazione ATECO 2025 pubblicata dall’ISTAT.
Il codice 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie può essere valutato quando l’attività riguarda soprattutto la parte strategica e creativa della comunicazione: ideazione di campagne, pianificazione editoriale, progettazione di messaggi pubblicitari, definizione della strategia social e costruzione della comunicazione per il cliente.
Il codice 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari può essere valutato quando l’attività riguarda maggiormente la gestione operativa delle campagne, la promozione di prodotti o servizi, la consulenza marketing, la gestione delle attività pubblicitarie e il supporto concreto alle campagne del cliente.
La distinzione è importante perché non tutti i social media manager svolgono la stessa attività. C’è chi si occupa soprattutto di strategia, chi gestisce i profili social, chi crea contenuti, chi segue campagne sponsorizzate, chi fa consulenza marketing e chi lavora con un modello più vicino a quello di un’agenzia pubblicitaria.
Se svolgi entrambe le attività, puoi valutare l’inserimento di più codici Ateco sulla stessa Partita IVA, distinguendo l’attività principale da quella secondaria: Partita Iva con più codici Ateco: è possibile?
Social media manager, influencer o content creator: cosa cambia
Il social media manager non va confuso automaticamente con l’influencer o con il content creator. Il social media manager lavora per conto dei clienti e gestisce la loro comunicazione, i loro profili social o le loro campagne.
L’influencer, invece, promuove prodotti o brand attraverso la propria immagine, i propri canali social e la propria community. In questo caso il codice da valutare può essere 73.11.03 – Attività di influencer marketing.
Il content creator può trovarsi in una situazione intermedia. Se crea contenuti per i canali dei clienti, può rientrare nell’attività di comunicazione, marketing o gestione social. Se invece guadagna principalmente dai propri contenuti, da collaborazioni con brand, affiliazioni, monetizzazione dei propri canali o sponsorizzazioni, potrebbe essere necessario valutare un inquadramento diverso.
In sintesi le domande corrette da porsi sono: “da dove arrivano i ricavi?; Quale attività viene svolta davvero?”.
Social media manager, copywriter, grafico o videomaker
Molti social media manager offrono anche servizi collegati, come copywriting, grafica, produzione video, fotografia, email marketing, gestione blog o creazione di landing page.
Se queste attività sono accessorie alla gestione social, possono essere trattate come parte del servizio complessivo. Se invece diventano attività autonome e ricorrenti, può essere necessario valutare codici Ateco ulteriori.
Per esempio, se ti occupi principalmente di progettazione grafica e comunicazione visiva, può essere necessario valutare i codici dedicati alla grafica. Se produci video come attività principale, può essere necessario valutare codici legati alla produzione audiovisiva. Se vendi corsi, template o prodotti digitali, può essere necessario distinguere la formazione o la vendita online dalla semplice consulenza social.
Questo non significa che serva sempre un nuovo codice per ogni singola attività, ma significa che l’inquadramento deve essere coerente con il servizio effettivamente svolto.
Partita Iva da social media manager: Gestione Separata o Camera di Commercio?
Il social media manager può essere inquadrato come libero professionista con iscrizione alla Gestione Separata INPS quando svolge un’attività prevalentemente professionale, consulenziale, strategica o creativa per i clienti.
In questo caso non hai contributi fissi minimi: i contributi vengono calcolati applicando l’aliquota prevista per l’anno di riferimento al reddito imponibile della tua attività. Per verificare la percentuale aggiornata puoi leggere la guida dedicata all’aliquota Gestione Separata INPS 2026: aliquota Gestione Separata 2026
L’iscrizione in Camera di Commercio può invece diventare necessaria se l’attività assume natura imprenditoriale, commerciale o strutturata.
Questo può accadere, per esempio, se gestisci una vera e propria agenzia, lavori con collaboratori in modo stabile, vendi pacchetti standardizzati, rivendi servizi pubblicitari, vendi prodotti digitali o fisici, gestisci un e-commerce, oppure svolgi attività commerciale continuativa.
Per questo motivo non è corretto dire che il social media manager sia sempre in Gestione Separata o sempre in Camera di Commercio. L’inquadramento dipende dall’attività effettivamente svolta.
Coefficiente di redditività per Partita Iva come social media manager
Per i codici Ateco generalmente utilizzati dal social media manager, il coefficiente di redditività previsto in Regime Forfettario è pari al 78%.
Il coefficiente di redditività è la percentuale che si applica ai ricavi incassati per determinare il reddito imponibile su cui calcolare imposta sostitutiva e contributi.
In pratica, se incassi 10.000 euro, il reddito imponibile lordo sarà pari a 7.800 euro.
Il restante 22% viene considerato in modo forfettario come quota di costi dell’attività, anche se le spese effettive sono diverse. Proprio per questo, nel Regime Forfettario non si scaricano i costi reali sostenuti per lavorare.
Per approfondire il funzionamento puoi leggere la guida dedicata al Regime Forfettario e coefficiente di redditività: Regime Forfettario coefficiente di redditività
Gestione di campagne pubblicitarie e budget advertising
Uno dei punti più delicati per un social media manager riguarda la gestione delle campagne pubblicitarie.
Se il tuo compenso riguarda solo la consulenza, la strategia o la gestione operativa della campagna, in fattura dovrai indicare il servizio prestato al cliente, per esempio “consulenza social media marketing”, “gestione campagne pubblicitarie” o “pianificazione strategia social”.
Diverso è il caso in cui incassi anche somme destinate al budget pubblicitario, per esempio per campagne Meta Ads, Facebook Ads, Instagram Ads, Google Ads, TikTok Ads o altre piattaforme.
In queste situazioni bisogna capire se il budget viene pagato direttamente dal cliente alla piattaforma, se lo anticipi tu per conto del cliente, se lo riaddebiti oppure se vendi un pacchetto completo che comprende servizio e investimento pubblicitario.
La differenza è importante, perché può cambiare il modo in cui devi emettere fattura e può incidere anche sulla convenienza del Regime Forfettario.
Nel Forfettario, infatti, i costi non vengono sottratti in modo analitico dai ricavi. Il reddito imponibile viene calcolato applicando il coefficiente di redditività previsto dal Codice Ateco.
Se, quindi, incassi direttamente anche le somme destinate alle piattaforme pubblicitarie e le sostieni come costi, devi valutare con attenzione se il Regime Forfettario resta conveniente.
In questo caso potrebbe essere importante valutare il Regime ordinario. Nel Regime Ordinario il reddito imponibile viene calcolato sottraendo dai ricavi i costi effettivamente sostenuti, secondo le regole previste.
Quando possibile, la soluzione più lineare è che il budget pubblicitario venga pagato direttamente dal cliente alla piattaforma. In caso contrario, sarebbe meglio definire con chiarezza il rapporto contrattuale prima di emettere fattura.
Fatturazione verso Meta, Google, YouTube e piattaforme estere
Se lavori con piattaforme estere, devi prestare attenzione agli adempimenti collegati alle operazioni con soggetti UE o extra UE.
Se ricevi compensi da piattaforme come YouTube, Google AdSense, Meta, TikTok o programmi di monetizzazione, devi capire chi è il soggetto che ti paga e per quale tipo di attività stai ricevendo il compenso. La fattura va emessa verso il soggetto che corrisponde il pagamento, mentre eventuali documenti fiscali esteri, trattenute o riepiloghi della piattaforma vanno verificati per capire se richiedono ulteriori adempimenti.
Le operazioni con l’estero possono richiedere diciture specifiche in fattura, integrazioni, autofatture o altri adempimenti. Per questo motivo, se lavori spesso con piattaforme estere o strumenti digitali internazionali, è meglio verificare prima il corretto trattamento fiscale.
Social media manager con più attività
Puoi avere più codici Ateco sulla stessa Partita IVA, se svolgi più attività.
Questo può accadere se svolgi attività come social media manager, ma ti occupi anche di grafica, copywriting, produzione video, fotografia, formazione, consulenza marketing, influencer marketing, vendita di prodotti digitali o gestione di un e-commerce.
In questi casi è importante distinguere l’attività principale da quelle secondarie. Se l’attività prevalente cambia nel tempo, può essere necessario aggiornare la posizione fiscale e verificare se il Codice Ateco principale è ancora corretto.
Attenzione anche all’inquadramento contributivo. Se una delle attività svolte richiede l’iscrizione in Camera di Commercio, può essere necessario valutare l’impatto sull’intera posizione, anche se continui a svolgere attività professionale di social media management.
Vendita di corsi, template, prodotti digitali o affiliazioni
Molti social media manager, nel tempo, affiancano all’attività principale anche altri ricavi: corsi online, template, guide, preset, consulenze registrate, prodotti digitali, affiliazioni, newsletter a pagamento o community.
In questi casi bisogna distinguere tra un servizio professionale personalizzato e una vendita continuativa di prodotti o contenuti.
Se vendi un percorso di consulenza individuale, stai offrendo un servizio professionale. Se invece vendi prodotti digitali acquistabili da chiunque, corsi registrati, template o altri materiali in modo continuativo, l’attività può assumere una natura diversa. Potrebbe quindi essere necessario valutare un Codice Ateco aggiuntivo, l’eventuale iscrizione in Camera di Commercio e l’inquadramento contributivo più corretto.
Lo stesso vale per le affiliazioni. Se il guadagno deriva dalla promozione continuativa di prodotti o servizi di terzi tramite link, contenuti e canali digitali, l’attività va valutata con attenzione, perché può non coincidere con la semplice gestione social per conto dei clienti.
Come descrivere i servizi in fattura
Quando emetti fattura, è importante descrivere in modo chiaro il servizio svolto.
Puoi usare descrizioni come:
- “gestione profili social”;
- “consulenza social media marketing”;
- “pianificazione editoriale social”;
- “ideazione campagna pubblicitaria”;
- “gestione campagne pubblicitarie online”;
- “consulenza marketing digitale”;
- “creazione contenuti per social network”;
- “analisi performance canali social”.
Se il servizio comprende più attività, come strategia, contenuti e gestione campagne, puoi indicarlo in modo più completo, purché la descrizione resti coerente con il servizio effettivamente prestato (e con il tuo codice ateco).
Regime Forfettario per social media manager: cosa approfondire
Il social media manager può adottare il Regime Forfettario se rispetta i requisiti previsti dalla normativa e non rientra in una causa di esclusione.
In questa guida non abbiamo ripetuto tutte le regole generali del regime, perché valgono per molte attività e sono già approfondite negli articoli dedicati.
Per continuare ad approfondire puoi leggere:
- la guida completa al Regime Forfettario
- la guida sul coefficiente di redditività
- l’approfondimento sui contributi per professionisti
- l’approfondimento sui contributi Artigiani e Commercianti
In questo modo puoi distinguere le regole generali del Forfettario dagli aspetti davvero specifici dell’attività di social media manager.
Errori frequenti dei social media manager
Uno degli errori più frequenti è scegliere un Codice Ateco generico senza distinguere l’attività svolta. Strategia social, gestione operativa delle campagne, influencer marketing, produzione video e vendita di prodotti digitali non sono sempre la stessa cosa.
Un altro errore è considerare tutte le attività online come semplice consulenza. Se vendi corsi, template, prodotti digitali o lavori con affiliazioni, potrebbe essere necessario valutare un inquadramento diverso.
Molti social media manager sottovalutano anche la gestione del budget pubblicitario. Incassare solo il proprio compenso non è la stessa cosa di incassare anche somme destinate alle piattaforme pubblicitarie.
Un altro punto delicato riguarda le piattaforme estere. Strumenti come Meta, Google, TikTok, software di marketing, hosting e piattaforme digitali possono comportare adempimenti specifici, soprattutto quando emettono fatture dall’estero.
Infine, è importante aggiornare la posizione se l’attività cambia nel tempo. Un social media manager che inizia con gestione profili e piani editoriali, ma poi apre un’agenzia, vende prodotti digitali, gestisce campagne complesse o lavora come influencer, potrebbe dover rivedere Codice Ateco e inquadramento contributivo.
Domande frequenti per Partita Iva da social media manager
- Qual è il Codice Ateco per social media manager? I codici più rilevanti sono 73.11.01 e 73.11.02. Il primo può essere valutato per ideazione, strategia e pianificazione di campagne pubblicitarie; il secondo per conduzione di campagne marketing, gestione operativa e consulenza marketing.
- Il social media manager deve iscriversi alla Gestione Separata? Può essere iscritto alla Gestione Separata se svolge attività professionale, consulenziale, strategica o creativa. Se invece l’attività assume natura commerciale, imprenditoriale o strutturata, può essere necessario valutare Camera di Commercio e Gestione Artigiani e Commercianti.
- Il social media manager paga contributi fissi? Se è inquadrato come libero professionista in Gestione Separata, non paga contributi fissi minimi. I contributi sono calcolati in percentuale sul reddito imponibile. Se invece l’attività richiede l’iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti, possono esserci contributi fissi.
- Che differenza c’è tra social media manager e influencer? Il social media manager gestisce comunicazione, contenuti e campagne per conto dei clienti. L’influencer promuove prodotti o brand attraverso la propria immagine, i propri canali e la propria community. In questo caso può essere necessario valutare il codice 73.11.03 – Attività di influencer marketing.
- Se gestisco campagne Meta Ads devo usare un codice diverso? Dipende dal servizio. Se gestisci campagne pubblicitarie e attività di marketing per i clienti, può essere coerente il codice 73.11.02. Se invece ti occupi soprattutto di ideazione e pianificazione strategica, può essere da valutare il codice 73.11.01.
- Il budget pubblicitario dei clienti rientra nei miei ricavi? Dipende da come viene gestito il rapporto. Se il cliente paga direttamente la piattaforma, il tuo ricavo è solo il compenso per il servizio. Se invece incassi tu anche il budget pubblicitario, bisogna valutare se si tratta di anticipo, riaddebito, costo sostenuto o pacchetto completo. Questo può incidere sulla fatturazione e sulla convenienza del Regime Forfettario.
- Se creo contenuti video sono social media manager o videomaker? Dipende dall’attività prevalente. Se il servizio principale è la gestione social e la strategia di comunicazione, la creazione di video può essere accessoria. Se invece la produzione video è l’attività principale, può essere necessario valutare un Codice Ateco specifico.
- Se vendo corsi, template o prodotti digitali devo aggiungere un Codice Ateco? Può essere necessario. La vendita continuativa di corsi, template, guide, prodotti digitali o contenuti acquistabili online può richiedere un codice aggiuntivo e una valutazione dell’inquadramento contributivo.
- Posso avere più Codici Ateco? Sì, puoi avere più Codici Ateco sulla stessa Partita IVA. È importante però distinguere l’attività principale da quelle secondarie e verificare se qualche attività comporta un diverso inquadramento fiscale o contributivo.
- Come descrivere la gestione social in fattura? È meglio usare una descrizione chiara e coerente con il servizio svolto. Per esempio: “gestione profili social”, “consulenza social media marketing”, “pianificazione editoriale social”, “gestione campagne pubblicitarie online” o “creazione contenuti per social network”.
Aprire o gestire una Partita IVA come social media manager può sembrare semplice, ma l’inquadramento corretto dipende dalle attività che svolgi davvero.
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