Partita Iva per interpreti e traduttori: si può adottare il forfettario?

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Posso aprire Partita Iva per interpreti e traduttori in forfettario?

Partita Iva per interpreti e traduttori: si può adottare il forfettario? Sì, è possibile adottare il Regime forfettario per la tua attività di interprete o traduttore, ma prima bisogna accertarsi di rispettare tutti i requisiti di accesso previsti.

Il Regime Forfettario ha le seguenti caratteristiche:

i ricavi della tua Partita Iva non devono superare  85.000 euro all’anno;

Imposta e contributi dovranno essere versati sul reddito imponibile, il quale si calcola applicando ai tuoi ricavi un coefficiente di redditività specifico per il Codice Ateco che hai adottato;

– ti sarà riconosciuta una percentuale forfettaria per le spese che hai sostenuto durante la tua attività, per cui non potrai dedurre/detrarre realmente tutte le spese che avrai sostenuto;

– dovrai versare un’unica imposta sostitutiva del 15% ma se la tua attività rientrerà in specifiche condizioni la suddetta aliquota si può ridurre al 5% per i primi 5 anni di attività;

– nelle tue fatture, non dovrai applicare né l’Iva né la ritenuta d’acconto, ma soltanto un’imposta di bollo, una marca da bollo di 2 euro, per tutte le fatture di importo superiore ai 77,47 euro e le diciture obbligatorie previste;

– eventuali redditi da lavoro dipendente non faranno cumulo con quelli della tua Partita Iva.

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