Partita Iva come insegnante di musica

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Vorrei delle informazioni sulla partita iva come insegnante di musica. Lavoro giornalmente in una scuola privata di musica e svolgo ogni tanto attività concertistiche, ho ricercato su internet, ma non so quale codice Ateco possa fare al caso mio. 

Per la sua partita Iva come insegnante di musica, può valutare l’adozione del Regime Forfettario. Il suddetto Regime fiscale prevede il rispetto di alcuni requisiti: limiti del Regime Forfettario

Per l’attività di insegnante di musica, può utilizzare il seguente codice Ateco:

  • 85.52.09 – Altra formazione culturale

che include:

– insegnanti di pianoforte e di altri strumenti musicali;
– corsi di arte;
– corsi di recitazione (esclusi  quelli universitari);
– corsi di belle arti (esclusi  quelli universitari);
– corsi di arti dello spettacolo (esclusi  quelli universitari);

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– corsi di fotografia (esclusi  quelli professionali).

A tale codice Ateco è associato un coefficiente di redditività pari al 78%. Questo significa che il 78% dei suoi ricavi sarà soggetto a imposta e contributi, mentre il restante 22% sarà considerato come “spesa forfettaria”.

Potrà inquadrarsi come libero professionista  e versare i contributi alla Gestione separata Inps in percentuale al 26,07%. Se contestualmente all’attività in Partita Iva svolge un lavoro dipendente, la percentuale contributiva sarà ridotta al 24%.

Se adotterà il forfettario, oltre ai contributi, verserà anche l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività, se ne rispetta i requisiti previsti: Imposta sostitutiva al 5%.

Per svolgere l’attività di musicista potrà adottare il seguente codice Ateco:

  • 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche

che include:

– rappresentazioni di concerti, di opere liriche o di balletti e di altre produzioni artistiche: attività di gruppi, circhi o di compagnie, di orchestre o di complessi musicali, attività di artisti individuali quali ballerini, musicisti, cantanti, disk-jockey, conferenzieri o oratori, modelle, controfigure.

Il coefficiente di redditività è del 67%: ciò significa che il 67% dei suoi ricavi saranno soggetti ad imposta e contributi, il restante 22% le verrà riconosciuto come “spesa forfettaria”.

Anche in questo caso potrà inquadrarsi come libero professionista  e versare i contributi alla Gestione Separata Inps come indicato nel punto precedente.

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