- Come potrebbe cambiare il Regime Forfettario?
- Il limite di reddito da lavoro dipendente per accedere al Forfettario sarà mantenuto?
- Come potrebbe cambiare il secondo scaglione Irpef nella Legge di Bilancio 2027?
- Come potrebbe cambiare il primo scaglione Irpef nella Legge di Bilancio 2027?
- Come potrebbe essere la cedolare secca sui locali commerciali?
- Nota editoriale
In questo articolo analizzeremo le prime indiscrezioni sulla Legge di Bilancio 2027, focalizzandoci sulle proposte e sulle ipotesi che potrebbero interessare direttamente le Partite IVA.
Attenzione! La Legge di Bilancio 2027 non è ancora stata approvata. Le misure analizzate in questo articolo sono quindi proposte, dichiarazioni o ipotesi che potrebbero essere modificate, escluse, oppure entrare effettivamente nella Manovra.
Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Tra le ipotesi che al momento interessano maggiormente le Partite IVA troviamo:
- l’aumento del limite di ricavi per accedere al Forfettario a 100.000 euro
- la possibile conferma della soglia di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente
- l’ampliamento del secondo scaglione Irpef fino a 60.000 euro di reddito
- la riduzione dell’aliquota del primo scaglione Irpef
- l’ipotesi di reintroduzione della cedolare secca sui locali commerciali.
Come potrebbe cambiare il Regime Forfettario?
Tra le possibili novità della Legge di Bilancio 2027 c’è l’ipotesi di aumentare il limite di ricavi e compensi del Regime Forfettario dagli attuali 85.000 euro a 100.000 euro.
A riaprire il tema è stato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che l’8 settembre 2026 ha parlato della possibilità di innalzare la soglia della flat tax per le Partite IVA a 100.000 euro.
Tuttavia, l’aumento a 100.000 euro presenta alcuni ostacoli.
Uno dei principali riguarda la normativa europea: l’articolo 284 della direttiva UE 2020/285 consente agli Stati membri di applicare un regime di franchigia IVA alle piccole imprese entro una soglia massima di 85.000 euro di volume d’affari.
Poiché il Regime Forfettario italiano prevede un regime di franchigia IVA, per aumentare la soglia mantenendo l’attuale impostazione, sarebbe necessario affrontare questo limite anche a livello europeo.
Un’altra questione riguarda i tempi. La manovra dovrà infatti completare il proprio iter entro il 31 dicembre 2026 e, oltre al confronto con le regole europee, dovranno essere valutati anche l’impatto dell’eventuale innalzamento della soglia sui conti pubblici e l’individuazione delle risorse necessarie.
L’ipotesi di portare il limite del Regime Forfettario a 100.000 euro non è comunque nuova. L’estensione della flat tax fino a questa soglia era già stata indicata nel programma della coalizione di centrodestra per le elezioni politiche del 2022. Con la Legge di Bilancio 2023 il limite era poi salito da 65.000 a 85.000 euro, senza arrivare ai 100.000 euro inizialmente prospettati.
Le dichiarazioni del Ministro hanno quindi riportato il tema al centro del dibattito in vista della Legge di Bilancio 2027, ma per il momento l’aumento della soglia deve essere considerato soltanto una proposta.
Il limite di reddito da lavoro dipendente per accedere al Forfettario sarà mantenuto?
Un altro tema particolarmente importante per chi applica o vuole applicare il Regime Forfettario riguarda il limite dei redditi da lavoro dipendente e assimilati.
La soglia, portata a 35.000 euro per il 2025, è stata confermata anche per il 2026.
Al momento, però, non è ancora possibile sapere se lo stesso limite sarà mantenuto anche per il 2027.
Questo significa che, in assenza di un nuovo intervento normativo ad hoc, la soglia tornerebbe automaticamente a 30.000 euro, cioè al limite ordinario previsto prima dell’innalzamento temporaneo.
La questione è particolarmente importante perché, per verificare la possibilità di applicare il Regime Forfettario con un lavoro dipendente o assimilato, bisogna considerare i redditi da lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente.
Di conseguenza, per l’applicazione del Regime Forfettario nel 2027 saranno rilevanti i redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nel 2026, salvo i casi in cui la verifica della soglia non sia richiesta perché il rapporto di lavoro è cessato.
Gli scenari possibili sono quindi due.
Se il Governo interverrà con una nuova disposizione, come avvenuto per il 2025 e il 2026, la soglia di 35.000 euro potrebbe essere confermata anche per il 2027 o essere resa strutturale.
Se invece non sarà previsto alcun intervento, tornerà a trovare applicazione il limite ordinario di 30.000 euro.
Per il momento, quindi, non è ancora possibile sapere quale soglia sarà effettivamente prevista per il 2027.
Come potrebbe cambiare il secondo scaglione Irpef nella Legge di Bilancio 2027?
Tra le possibili novità fiscali della Legge di Bilancio 2027, potrebbe esserci un nuovo intervento sull’Irpef.
Dal 1° gennaio 2026, gli scaglioni si presentano come nella tabella sottostante:
| 1° scaglione | redditi fino a 28.000€ | aliquota Irpef al 23% |
| 2° scaglione | redditi da 28.001 € a 50.000€ | aliquota Irpef al 33% |
| 3° scaglione | redditi superiori a 50.000€ | aliquota Irpef al 43% |
La proposta per il 2027 non prevederebbe un’ulteriore riduzione dell’aliquota del secondo scaglione, già scesa dal 35% al 33% con la Legge di Bilancio 2026, ma un ampliamento della fascia di reddito alla quale viene applicata.
In particolare, il limite dello scaglione potrebbe passare da 50.000 a 60.000 euro.
In questo caso l’aliquota del 33% si applicherebbe anche sulla parte di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, mentre il 43% scatterebbe soltanto oltre i 60.000 euro.
Ecco come si presenterebbero gli scaglioni Irpef se la novità venisse inserita in Legge di Bilancio 2027:
| 1° scaglione | redditi fino a 28.000€ | aliquota Irpef al 23% |
| 2° scaglione | redditi da 28.001 € a 60.000€ | aliquota Irpef al 33% |
| 3° scaglione | redditi superiori a 60.000€ | aliquota Irpef al 43% |
Un intervento simile era già stato preso in considerazione durante la discussione della Legge di Bilancio 2026, ma non aveva trovato spazio nella Manovra a causa delle coperture economiche insufficienti per la sua realizzazione.
La misura non riguarderebbe direttamente il reddito prodotto in Regime Forfettario, sul quale si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, ma potrebbe interessare anche un contribuente forfettario che percepisce altri redditi soggetti all’Irpef ordinaria.
Come potrebbe cambiare il primo scaglione Irpef nella Legge di Bilancio 2027?
Accanto all’estensione dello scaglione del 33% fino a 60.000 euro, è stata avanzata anche l’ipotesi di intervenire sulla prima aliquota Irpef.
Come abbiamo mostrato nel paragrafo precedente, attualmente, sui redditi fino a 28.000 euro si applica un’aliquota del 23%.
Tra le ipotesi circolate in vista della Manovra c’è anche la riduzione dell’aliquota dal 23% al 22%.
Di seguito inseriamo una tabella per mostrare come si presenterebbe l’Irpef nel 2027, qualora venissero approvate entrambe le modifiche ipotizzate:
| 1° scaglione | redditi fino a 28.000€ | aliquota Irpef al 22% |
| 2° scaglione | redditi da 28.001 € a 60.000€ | aliquota Irpef al 33% |
| 3° scaglione | redditi superiori a 60.000€ | aliquota Irpef al 43% |
Come potrebbe essere la cedolare secca sui locali commerciali?
Un’altra ipotesi in vista della Legge di Bilancio 2027 riguarda la possibile reintroduzione della cedolare secca sulle locazioni commerciali.
A rilanciare la proposta è stato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che si è detto favorevole a un intervento di questo tipo qualora l’esecutivo riesca a reperire le risorse necessarie.
Tra le ipotesi allo studio c’è l’applicazione di una cedolare secca del 21% ai canoni di locazione di determinati immobili commerciali.
Ciò che non appare ancora chiaro è il perimetro dell’intervento, anche se un precedente esiste già.
La cedolare secca sui locali commerciali era già stata introdotta in passato, con la Manovra 2019, salvo poi essere accantonata.
La Legge di Bilancio 2019 aveva previsto la possibilità di applicare la cedolare secca del 21% ai contratti di locazione stipulati nel 2019 relativi a immobili classificati nella categoria catastale C/1, con una superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze.
Non è ancora possibile sapere se un eventuale intervento per il 2027 riprenderà esattamente il modello del 2019 oppure se avrà caratteristiche differenti.
Nota editoriale
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