Intervista a Marco Pisano consulente software

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Intervista a Marco Pisano consulente software, dopo un periodo di residenza all’estero si è trovato ad affrontare il fisco italiano.

marco-pisano-consulente-software A seguito della pandemia e dei conseguenti tagli aziendali sono tornato in Italia e sono diventato un libero professionista.

La cosa mi ha sollevato da un punto di vista emotivo. Tornare nella mia città era, in effetti, quello che desideravo, tuttavia mi sono trovato a dover affrontare la burocrazia italiana sull’apertura della partita IVA. Da qui nasce la mia storia con FlexTax.

Per concludere direi che quello che all’inizio sembrava un problema, ossia tornare in Italia dopo tanto tempo, in seguito è diventato un’opportunità perché da lì è iniziata la mia vita da libero professionista.

Marco Pisano – consulente software

Buongiorno Marco, intanto grazie della sua disponibilità per questa intervista.

Ci parli di lei, di che cosa si occupa nello specifico?

Sono un consulente informatico specializzato nella digital transformation per le aziende e in servizi di consulenza per applicativi cloud, 3 in particolare: Salesforce, Hubspot e Autotask.

Su quest’ultimo sono il primo consulente in Italia, essendo uno strumento di nicchia e principalmente diffuso a livello internazionale.

Difatti la mia attività non si svolge solo in Italia, ma si estende anche all’estero tra America, Australia e resto d’Europa.

La mia competenza nasce dagli anni in cui ho svolto un lavoro come dipendente proprio presso Autotask in Inghilterra, dove sono rimasto per 8 anni, poi a seguito della pandemia e dei conseguenti tagli aziendali sono tornato in Italia e sono diventato un libero professionista.

La cosa mi ha sollevato da un punto di vista emotivo. Tornare nella mia città era in effetti quello che desideravo, tuttavia mi sono trovato a dover affrontare la burocrazia italiana sull’apertura della partita iva. Da qui nasce la mia storia con FlexTax.

Per concludere direi che quello che all’inizio sembrava un problema, ossia tornare in Italia dopo tanto tempo, in seguito è diventato un’opportunità perché da lì è iniziata la mia vita da libero professionista.

Visto che ha citato FlexTax, le chiedo subito se il servizio le è stato di aiuto per superare quelle difficoltà burocratiche che accennava?

Assolutamente sì, avevo delle esigenze specifiche per cui da subito mi sono affidato a un commercialista specializzato su determinati aspetti, mi ha aiutato a fare chiarezza, ma non poteva seguirmi, quindi per aprire la partita IVA mi sono affidato a un’altra commercialista della mia città, ma l’esperienza non è stata soddisfacente e, navigando in internet in cerca di soluzioni, ho trovato il vostro sito.

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Ho iniziato usufruendo del servizio gratuito che mi è stato subito di immenso aiuto con la possibilità di mandare dei ticket gratuiti.

Successivamente, con un costo molto onesto, sono entrato in contatto con i vostri consulenti e in particolare sono grato a Maria Grazia D’Angelo per la sua competenza, pazienza e gentilezza.

Inoltre mi sento di definire l’utilizzo della piattaforma trasparente, limpido e facile.

Siamo felici di averle agevolato queste attività di amministrazione non sempre immediate.

Come vede l’andamento del suo settore nei prossimi tre anni?

Florido. Storicamente le aziende erano solite affidarsi a dei gestionali basati su software personalizzati, quindi ogni azienda aveva il suo gestionale.

Questo comportava alti costi nell’implementazione, aggiornamento e manutenzione.

Negli ultimi 5-10 anni questa tendenza è cambiata, ora le aziende vogliono semplificare, affidandosi ad applicativi cloud, scalabili e più fluidi nella gestione, cosa che ci consente di lavorare di più e meglio per tutti.

Vorremmo avere un suo commento sul Fisco Italiano in questo momento.

Anche due! Vorrei iniziare dicendo che ho aperto la partita IVA in un momento assolutamente favorevole, grazie alla presenza del regime forfettario, diversamente con un regime ordinario non avrei mai intrapreso questa strada, avrei continuato un lavoro da dipendente, per via degli alti oneri e complessità della burocrazia che avrebbe generato perdita di tempo e impossibilità di gestire una tale tassazione.

Quindi su questo aspetto sono molto soddisfatto, quello che però proprio non mi va giù è il saldo acconto, mi trovo in accordo con Ernesto Maria Ruffini, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, sull’idea di stralciarlo. 

Sarebbe una modalità meno gravosa se le tasse venissero dedotte mese per mese e quindi le tasse dovute per il mese precedente venissero versate il mese successivo.

Qualora qualcuno avesse bisogno di una sua consulenza dove può contattarla?

Semplicemente scrivendomi all’indirizzo mail: marco@pdtconsultancy.com o visitando il sito web www.pdtconsultancy.com  

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