Domande e Risposte

Ingegnere e Apertura Partita Iva in regime forfettario

Vorrei informazioni sull’apertura di Partita Iva in regime forfettario come ingegnere. Volevo chiedere un prospetto per capire il calcolo da effettuare per un netto mensile.

Prima di darle le informazioni sull’apertura di Partita Iva come ingegnere, le anticipiamo che, per adottare il regime forfettario, è necessario essere in possesso di tutti i requisiti richiesti: Limiti forfettario.

Se è un ingegnere iscritto all’Albo, potrà adottare il seguente codice Ateco:

  • 71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria

che include:

  • attività di progettazione ingegnerizzata (che comportano l’applicazione di leggi e principi dell’ingegneria alla progettazione di macchinari, materiali, apparecchiature e strumentazioni, strutture, processi e sistemi) e attività di consulenza relative a: macchinari, processi industriali e impianti industriali; progetti connessi all’ingegneria civile, idraulica e dei trasporti; progetti di gestione delle risorse idriche;
  • elaborazione e realizzazione di progetti relativi all’ingegneria elettrica ed elettronica, all’ingegneria mineraria, all’ingegneria chimica, meccanica ed industriale e all’ingegneria dei sistemi e della sicurezza;
  • elaborazione di progetti che comportano l’impiego di impianti di condizionamento dell’aria, di refrigerazione, ingegneria sanitaria e di controllo dell’inquinamento, ingegneria acustica eccetera.

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Con il regime Forfettario, il reddito imponibile si calcolerà applicando ai ricavi dell’anno (intesi come fatture incassate) il coefficiente di redditività. Il coefficiente di redditività è una percentuale associata ad ogni codice Ateco.

In questo caso il coefficiente di redditività è del 78%. Ciò significa che il 78% dei suoi ricavi saranno soggetti ad imposta e contributi, il restante 22% le verrà riconosciuto come “spesa forfettaria”.

Per l’attività di ingegnere è generalmente previsto il versamento dei contributi ad Inarcassa, ma la stessa, in riferimento alla convivenza di attività in partita Iva e lavoro dipendente o assimilati (Rapporto di lavoro dipendente ed esercizio contemporaneo dell’attività professionale), specifica:

“Il libero professionista che intraprende, parallelamente all’attività professionale anche una attività di lavoro dipendente o assimilata, deve cancellarsi dai ruoli previdenziali di Inarcassa per tutto il periodo in cui perdura il suddetto rapporto e, conseguentemente, versare presso la Gestione Separata Inps. […] Nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente o assimilato abbia durata inferiore all’anno solare (Es.: sei mesi con data inizio 1/5/2021 e data fine 1/11/2021),  il professionista, in sede di dichiarazione, potrà chiedere ad Inarcassa, per l’anno 2021, il frazionamento del reddito professionale, così da individuare la sola quota parte di reddito professionale in dodicesimi e parametrare quindi la contribuzione soggettiva al reddito professionale prodotto per i soli mesi d’iscrizione (sei mesi).”

Non occupandoci con il nostro servizio di rapporti con le casse previdenziali specifiche, per maggiori informazioni o chiarimenti le consigliamo di rivolgersi direttamente all’Inarcassa.

Se adotterà il forfettario, oltre ai contributi, verserà anche l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività. Per applicare l’imposta sostitutiva al 5% deve verificare di possedere i requisiti previsti: Imposta sostitutiva al 5%.

In conclusione le indichiamo che potrà utilizzare il nostro calcolatore dedicato presente in FlexTools per calcolare l’importo lordo che dovrà inserire in fattura per ottenere il guadagno netto che desidera.

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