Impresa familiare

Impresa nella quale prestano attività di lavoro continuativo nel tempo il coniuge e i familiari del titolare (fino al terzo grado di parentela o secondo grado di affinità), inoltre possono far parte dell’impresa familiare i figli adottivi e naturali.

Tutti questi soggetti appena citati hanno diritto a partecipare agli utili dell’impresa in relazione al contributo che danno all’impresa, inoltre possono partecipare ad alcune decisioni di natura straordinaria.

Questo particolare tipo di impresa viene considerata come un’impresa personale, non rappresenta una società, ciò comporta che solamente l’imprenditore potrà fallire, la responsabilità d’impresa quindi ricade su di esso, nonostante condivida alcune scelte con i familiari coinvolti in azienda.

I soggetti coinvolti all’interno dell’impresa familiare possiedono determinati diritti, i quali possono essere di natura economica (diritto al mantenimento e alla partecipazione agli utili), e di natura gestionale (ciascun familiare può partecipare alla gestione dell’impresa). Nonostante questi diritti, la gestione ordinaria spetta esclusivamente all’imprenditore, ed i familiari potranno prendere solamente decisioni di natura straordinaria.

Un’ulteriore diritto di cui godono i familiari di un’impresa familiare è rappresentato dal diritto di prelazione (il diritto ad essere preferiti rispetto ad altri soggetti posti sullo stesso piano) in caso di trasferimento dell’azienda.

Nonostante questi caratteri distintivi, nulla vieta ad un’impresa familiare di assumere dei lavoratori dipendenti alle proprie dipendenze. Le decisioni all’interno di questa tipologia di impresa vengono prese secondo il criterio maggioritario e ciascun soggetto possiede solamente un voto, non importa quante quote dell’impresa possiede.

Il reddito prodotto al termine di ciascun esercizio verrà diviso tra l’imprenditore e i familiari, secondo quanto deciso da essi, il reddito imputato a ciascun familiare deve essere proporzionale al lavoro offerto da ciascuno di essi.

Vi è comunque un limite stabilito dalla legge, ovvero i familiari possono essere destinatari massimo del 49% del reddito totale dell’impresa familiare, il restante 51% è imputato direttamente all’imprenditore.

 

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