Affittacamere

Come definite dall’articolo 12 comma 2 del Codice del Turismo, sono “strutture ricettive composte da camere ubicate in più appartamenti ammobiliati nello stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari”.

Tale norma, insieme ad altre del Codice del Turismo, è stata successivamente definita incostituzionale dalla Corte Costituzionale tramite la sentenza n. 80 del 2012, in quanto il legislatore statale si è espresso su una materia, quella del turismo, la cui competenza è delle singole Regioni.

Occorre dunque fare riferimento alle normative regionali per quanto riguarda le regole per l’apertura, i limiti (numero di posti letto, etc.) e gli adempimenti necessari per la gestione dell’attività.

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale, per le imposte dirette da pagare bisogna fare esclusivo riferimento alle regole del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir).

Se l’attività di affittacamere è svolta in assenza di servizi accessori si configura come attività di mera locazione  produttiva di redditi fondiari e può essere ricondotta alla disciplina delle locazioni turistiche o delle locazioni brevi.

L’attività di affittacamere svolta senza il requisito della professionalità abituale, ma in presenza di servizi accessori forniti durante la permanenza degli ospiti, genera Redditi diversi da attività commerciale non esercitata abitualmente.

Se invece l’attività di affittacamere è esercitata con professionalità e abitualità, con prestazione di servizi accessori, si configura come attività commerciale produttiva di Redditi di impresa, e comporta la necessità di apertura della Partita Iva.

 

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