Fatturazione elettronica parzialmente esclusa per i professionisti sanitari nel 2024

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Fatturazione elettronica parzialmente esclusa per i professionisti sanitari nel 2024

La notizia era nell’aria, ma con l’approvazione del Decreto Milleproroghe nella serata del 28 dicembre 2023 è arrivata la conferma: il divieto di fatturazione elettronica delle prestazioni sanitarie ai privati è prorogato per tutto il 2024.

Tale divieto è rivolto a operatori e professionisti sanitari come ad esempio medici, psicologi e infermieri.

Quando uno di questi professionisti emette una fattura verso un privato cittadino, non dovrà essere in formato elettronico, come per tutti gli altri contribuenti, ma in formato cartaceo.

Inoltre, aspetto molto importante da sapere è che i dati relativi alle prestazioni effettuate ai privati dovranno essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria, al fine di predisporre detrazioni e deduzioni IRPEF per la Dichiarazione dei Redditi dei pazienti.

Se un professionista sanitario non invia al Sistema Tessera Sanitaria una fattura, la trasmette in ritardo o errata, è sanzionabile.

Permane invece l’obbligo di fatturazione elettronica per i professionisti sanitari che emettono fatture nei confronti di strutture e non di privati, così come per tutti gli altri contribuenti (compresi i forfettari).

Nelle FAQ, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le fatture elettroniche emesse da soggetti che operano nel campo sanitario nei confronti dei soggetti passivi IVA non devono contenere alcuna indicazione del nome del paziente o di altri elementi che consentano di associare la prestazione sanitaria resa ad una determinata persona fisica identificabile.

Fatturazione elettronica parzialmente esclusa professionisti sanitari: le sanzioni

Il sistema sanzionatorio è molto duro. Quando un professionista sanitario ricade in una delle casistiche appena citate, incorre in una sanzione di 100€ per ogni comunicazione mancante, errata o tardiva, con una sanzione massima di 50.000€.

Non è previsto, in caso di più violazioni, il “cumulo giuridico”, cioè la possibilità di versare una sanzione complessiva ridotta, rispetto alla somma delle sanzioni dei vari adempimenti mancanti, errati o tardivi.

Anche l’invio al Sistema Tessera Sanitaria di fatture in formato elettronico prevede delle sanzioni estremamente severe, in quanto può essere considerato come una violazione delle norme sulla protezione dei dati personali regolamentate dal GDPR.

Le sanzioni, in questo caso, sono di natura amministrativa e vanno fino a 20 milioni di euro; mentre per le imprese, si spingono fino al 4% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente. Bisogna però specificare che l’ammontare delle sanzioni e la loro applicazione dipendono molto dal contesto e dalla gravità della violazione.

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Chi è tenuto ad inviare le fatture al Sistema Tessera Sanitaria?

Ecco un elenco dei soggetti che sono tenuti all’invio dei dati delle fatture emesse verso privati al Sistema Tessera Sanitaria:

  • farmacie
  • strutture specialistiche pubbliche e private accreditate
  • medici chirurghi
  • odontoiatri
  • parafarmacie
  • strutture che vendono al dettaglio medicinali veterinari
  • ottici
  • psicologi
  • infermieri
  • ostetrici
  • veterinari
  • tecnici sanitari di radiologia medica
  • biologi
  • tecnici sanitari di laboratorio
  • tecnici audiometristi
  • tecnici audioprotesisti
  • tecnici ortopedici
  • dietisti
  • tecnici di neurofisiopatologia
  • tecnici fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
  • igienisti dentali
  • fisioterapisti
  • logopedisti
  • podologi
  • ortottisti e assistenti di oftalmologia
  • terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
  • tecnici della riabilitazione psichiatrica
  • terapisti occupazionali
  • educatori professionali
  • tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
  • assistenti sanitari
  • le strutture della sanità militare
  • la farmacia assistenziale dei mutilati e invalidi di guerra e del lavoro (ANMIG).

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