Fattura regime Forfettario

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Fattura regime Forfettario

Il Regime Forfettario è un regime agevolato che permette ai contribuenti che decidono di adottarlo per la propria Partita Iva di avere molte semplificazioni e diversi vantaggi nella gestione contabile della propria attività autonoma.

Per poter adottare il Regime Forfettario, oltre ovviamente a rispettare tutti i requisiti previsti, sarà necessario adottare un comportamento concludente, ovvero emettere le fatture secondo le regole previste da questo regime fiscale.

La fattura che si emette in Regime Forfettario deve rispettare alcuni importanti obblighi, come andiamo subito ad analizzare.

Obbligo di emettere fatture elettroniche

Dal mese di aprile 2022, l’obbligo di emettere fattura elettronica è stato esteso a tutti i forfettari: l’unica eccezione è costituita dai contribuenti forfettari che nel 2021 hanno registrato ricavi inferiori a 25.000 €, che potranno continuare ad emettere fatture cartacee fino al termine del 2023. Dal 2024, invece, tutti i contribuenti avranno l’obbligo di emettere fatture elettroniche

Puoi approfondire qui:
1 luglio obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari

Fattura Regime Forfettario: i vantaggi

Di seguito segnaliamo le semplificazioni più importanti per coloro che aderiscono al Regime Forfettario:

  • Esonero dall’applicazione dell’Iva: nelle fatture emesse non dovrà essere applicata l’Iva ma assolta l’imposta di bollo, ovvero una marca da bollo del valore di 2 euro per tutte quelle di importo superiore ai 77,47 euro;
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  • Non c’è l’obbligo della registrazione delle fatture emesse, quelle di acquisto, dei corrispettivi e della conservazione dei registri dei documenti;
  • Non vi è l’obbligo di effettuare ritenute d’acconto sui ricavi generati.I redditi prodotti nel Regime Forfettario non sono soggetti a ritenuta d’acconto: per esempio se un Professionista, soggetto a Regime Semplificato, fa una consulenza, il cliente lo paga trattenendosi dall’importo complessivo il  20% a titolo di ritenuta d’acconto che andrà a pagare con l’F24. Successivamente il cliente manderà al Professionista la certificazione unica in modo che egli possa detrarre dalle sue imposte dovute l’importo già pagato per conto suo dal cliente. Nel Regime Forfettario tutto questo non accade, il cliente non deve trattenere il 20% dall’importo complessivo ma deve versare l’intera somma prevista.
  • Esonero dalla liquidazione dell’Iva: non essendo soggetti a Iva, i contribuenti non devono compilare nessun dichiarativo Iva;

Fattura Regime Forfettario: i dati fondamentali da inserire

Quindi, quali sono i dati da inserire quando si deve emettere una fattura in Regime Forfettario?

La fattura emessa deve essere redatta rispettando alcune precise regole:

  • La fattura deve contenere almeno le seguenti informazioni:
    • Numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
    • Data di emissione;
    • Ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto che emette fattura.
    • Numero di partita IVAdel soggetto cedente o prestatore;
    • Ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto a cui è intestata la fattura;
    • Descrizione dei beni ceduti e/o dei servizi resi.
  • Non deve essere inserita l’Iva, in quanto non applicabile.
  • La fattura emessa deve contenere le diciture che segnalino al ricevente che colui che la emette è soggetto a Regime Forfettario, ovvero: Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n.190/2014 e successive modificazioni” e “Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014 e successive modificazioni“.
  • Alle fatture di importi superiori ai 77,47 euro, deve essere applicata l’imposta di bollo, una marca da bollo da 2 euro nelle modalità illustrate nel prossimo paragrafo.

Imposta di bollo in fattura

Un’altra importante imposizione per la fattura nel Regime Forfettario è che se l’importo di fatturazione è superiore a 77,47 euro, il documento deve essere integrato con una marca da bollo del valore di 2 euro, la quale deve avere data precedente a quella dell’emissione della fattura stessa. La marca da bollo deve essere applicata alla copia originale.

Per esempio, se il 5 Febbraio si emette una fattura con importo di 100€, sulla copia originale dovrà essere inserita una marca da bollo con data 4 Febbraio o antecedente. 

La copia originale della fattura deve essere consegnata al cliente o conservata, se la fattura viene spedita via email, si deve scansionare la copia originale con l’apposita marca da bollo.

Se alla fattura non viene applicata la marca da bollo, si può incorrere in sanzioni.

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