Domande e Risposte

Devo aprire partita Iva se fornisco consulenze per un importo superiore a 5.000 euro?

Lavoro come dipendente a tempo indeterminato con RAL di circa 32.500 €/anno. Da alcuni anni faccio consulenze tecniche per un amico che mi retribuisce con ritenuta d’acconto (fino a 5.000 €/anno).

Dal prossimo anno il lavoro potrebbe aumentare fino a circa 10.000 €/anno: come posso farmi retribuire? Se apro partita IVA, quali costi di gestione e di tasse dovrò affrontare? Ci sono alternative alla P.IVA?

Se l’attività che svolge è saltuaria e non continuativa nel tempo, potrà continuare ad effettuarla tramite ricevute di prestazione occasionale.

Fino ai 5.000 euro di ricavi, dovrà versare solo l’Irpef; superati i 5.000 euro, oltre all’Irpef, dovrà versare anche i contributi.

Nel momento in cui la sua attività diventa abituale e continuativa nel tempo, dovrà aprire la sua Partita Iva.

Percependo lei reddito da dipendente superiore ai 30.000 euro all’anno, non potrà adottare il regime Forfettario per la sua Partita Iva e dovrà pertanto adottare il Regime Ordinario semplificato, il quale prevede:

  • che il reddito da Partita Iva faccia cumulo con quello da lavoro dipendente;
  • il calcolo del reddito imponibile attraverso la sottrazione dei costi ai ricavi conseguiti;
  • il versamento dell’Irpef secondo il classico meccanismo a scaglioni;
  • il versamento dei contributi.

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Nel momento in cui fornirà consulenze, dovrà aprire la partita Iva come professionista e versare i contributi alla Gestione Separata Inps nella misura ridotta del 24%, essendo lei anche dipendente.

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