La Flat Tax, cos’è?

La Flat Tax  (o tassa piatta) è un Regime fiscale che prevede il pagamento di un’unica aliquota di imposta, indipendentemente dal livello di reddito percepito dal contribuente.

Si tratterebbe, nella sua versione base, di un’imposta proporzionale (le imposte dovute aumentano in modo proporzionale all’aumentare del reddito del contribuente).

La Costituzione italiana, tuttavia, prevede che il sistema fiscale sia basato su criteri progressivi (le imposte dovute aumentano in modo più che proporzionale all’aumentare del reddito del contribuente), e ciò può essere ottenuto affiancando alla Flat Tax un sistema di deduzioni e detrazioni.

Nel resto del mondo

La Flat Tax, teorizzata per la prima volta dal professore Milton Friedman dell’Università di Chicago nel 1956, è diventato oggi un tema presente nell’agenda politica di sempre più numerosi Paesi.

Ad oggi, sono una quarantina i Paesi nel mondo che adottano la Flat Tax nel loro sistema fiscale.

Nell’Unione europea ad averla adottata sono in particolare i Paesi dell’Est Europa, primo fra tutti l’Estonia nel 1994, subito dopo Lituania e Lettonia, poi Romania, Repubblica Ceca, Bulgaria, e infine l’Ungheria nel 2011.

La Slovacchia ha adottato una Flat Tax sulla maggior parte delle imposte nel 2004 e fino al 2013.

Si va dall’aliquota unica del 10% presente in Bulgaria a quella del 33% della Lituania.

Altri Paesi nel mondo che l’hanno adottata sono:

  • quelli dell’ex Unione Sovietica, quali Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Ucraina;
  • alcuni paradisi fiscali, quali Mauritius, Seychelles, Trinidad e Tobago, Hong Kong;
  • negli Stati Uniti, nonostante le imposte per le persone fisiche a livello federale siano progressive sulla base di scaglioni di reddito (per le società la riforma fiscale Trump del 2018 ha introdotto la Flat Tax al 21%), a livello statale, dove le imposte sono molto inferiori a quelle federali, cinque Stati adottano un’imposta sul reddito delle persone fisiche basata su unica aliquota: Illinois, Indiana, Massachusetts, Michigan e Pennsylvania, con un’aliquota unica che va dal 3,07% della Pennsylvania al 5,3% del Massachusetts;
  • altri Paesi minori.

L’unica grande economia che per ora ha adottato la Flat Tax è stata la Russia nel 2001, con un’aliquota unica al 13%, la quale ha visto una grande crescita nell’economia a partire dall’anno di introduzione della Flat Tax, anche se è difficile stabilire quanto questo sia dovuto all’aliquota unica o anche ad altri fattori economici come il boom del settore energetico.

I sostenitori della Flat Tax evidenziano quindi la rilevante crescita economica che l’introduzione dell’aliquota unica ha portato nella maggior parte dei Paesi che l’hanno adottata, mentre chi è contrario sottolinea la diversità delle economie che l’hanno introdotta, per la maggior parte di dimensioni minori rispetto a quella italiana.

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Flat Tax in Italia

Gli obiettivi della Flat Tax che l’attuale Governo LegaMovimento 5 Stelle ha intenzione di raggiungere sono quelli di:

  • semplificare la struttura del sistema fiscale;
  • ridurre il livello della pressione fiscale presente in Italia.

Attualmente il nostro sistema fiscale:

  • prevede già una Flat Tax per le imprese (società di capitali e gli altri enti dotati di personalità giuridica), soggette all’Ires al 24%, ossia un’aliquota unica e proporzionale;
  • mentre al reddito delle persone fisiche, soggette all’Irpef, vengono applicate aliquote fiscali crescenti in base a diversi scaglioni di reddito (23% sul reddito imponibile da 0 a 15.000, 27% sul reddito compreso tra 15.001 e 28.000, 38% tra 28.001 e 55.000, 41% tra 55.001 e 75.000, 43% sui redditi oltre i 75.000), che garantiscono progressività all’imposta sui redditi delle persone fisiche, insieme a un sistema di deduzioni e detrazioni che garantiscono ulteriore progressività all’imposta.

L’evoluzione del progetto di Flat Tax in Italia

Il progetto di Flat Tax inizialmente proposto dalla Lega era quello di introdurre un’aliquota del 15% per tutti:

  • sia per le società, con l’abbassamento dell’aliquota dal 24% al 15%;
  • sia per le persone fisiche, con l’eliminazione degli scaglioni di reddito e l’introduzione di un sistema di deduzioni fisse pari a 3.000 euro sulla base di fasce di reddito familiare, tali da garantire progressività all’imposta.

Con il formarsi di un’alleanza di Governo dove il progetto di Flat Tax della Lega è andato a sommarsi alle proposte del Movimento 5 Stelle, in primis il reddito di cittadinanza, tale progetto di Flat Tax potrà essere attuato probabilmente solo in parte (nel contratto di Governo si parla infatti di Dual Tax: 15% sui redditi fino a 80.000 euro, 20% oltre) e comunque solo per gradi, nel rispetto della tenuta dei conti pubblici.

L’attuale progetto di Flat Tax, in parte già realizzato per quanto riguarda le Partite Iva (imprese individuali e lavoratori autonomi) e per le imprese, è quello descritto nei seguenti paragrafi.

Flat Tax per le Partite Iva nel 2019

La Flat Tax per le Partite Iva nel 2019 è costituita dall’ampliamento del Regime forfettario, introdotto dalla  Legge di Bilancio 2019.

Tale Regime riguarda le persone fisiche che svolgono attività d’impresa (imprese individuali), arti o professioni (lavoratori autonomi), e consiste nell’ampliamento del Regime forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 a coloro che conseguono ricavi o compensi nell’anno precedente non superiori a 65.000 euro.

Il Regime forfettario prevede la possibilità di usufruire di un’unica imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, nel rispetto di alcune condizioni).

Le caratteristiche principali del Regime forfettario sono che:

  • i costi vengono riconosciuti in maniera fissa (forfettaria), indipendentemente dalle spese che effettivamente hai sostenuto, attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività (che va dal 40% al 86%, a seconda del codice ATECO della tua attività) ai tuoi ricavi o compensi;
  • se non hai altri redditi soggetti a Irpef (di lavoro dipendente, pensione, etc.) perdi la possibilità di usufruire delle ordinarie deduzioni e detrazioni Irpef (per familiari a carico, spese mediche, interessi sul mutuo, etc.);
  • puoi usufruire di importanti semplificazioni dal punto di vista contabile e fiscale, tra cui l’esonero dall’obbligo della fatturazione elettronica.

Esempio:

Mario, ingegnere, nel 2019 ha conseguito ricavi dall’attività per 24.000 euro e ha un coefficiente di redditività del 78%.

Applicando ai ricavi ottenuti il coefficiente di redditività, Mario ottiene il reddito imponibile lordo pari a 18.720 euro.

NB: ipotizziamo, per semplicità, che Mario non abbia versato contributi previdenziali, altrimenti essi andrebbero sottratti al reddito imponibile lordo per ottenere il reddito imponibile netto a cui applicare l’imposta sostitutiva del 15%.

Quindi in questo caso il reddito imponibile lordo coincide con il reddito imponibile netto.

Reddito imponibile netto: 18.720 euro

Aliquota imposta sostitutiva: 15%

Imposta sostitutiva dovuta: 2.808 euro (18.720X15%)

Mario deve allo Stato 2.808 euro di imposta sostitutiva.

Flat Tax per le Partite Iva nel 2020

Dal 2020 le Partite Iva possono accedere al cosiddetto Regime analitico agevolato, introdotto dalla Legge di Bilancio 2019.

Il Regime analitico agevolato riguarda le persone fisiche che svolgono attività d’impresa e di lavoro autonomo (le stesse del Regime forfettario: le Partite Iva individuali), e offre la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva del 20% a coloro che conseguono ricavi o compensi nell’anno precedente compresi tra i 65.001 euro e 100.000 euro.

Il Regime analitico agevolato, a differenza del Regime forfettario:

  • prevede la determinazione del reddito nei modi ordinari (sottraendo i costi effettivamente sostenuti dai ricavi);

Al pari del Regime forfettario:

  • se non hai altri redditi soggetti a Irpef (di lavoro dipendente, pensione, etc.) perdi la possibilità di usufruire delle ordinarie deduzioni e detrazioni Irpef (per familiari a carico, spese mediche, interessi sul mutuo, etc.).

Esempio:

Marco possiede un Bed & Breakfast e ha conseguito nel 2020 ricavi dall’attività per 68.000 euro, e ha sostenuto spese per l’attività (affitto, utenze, etc.) pari a 40.000 euro.

Il reddito imponibile sarà quindi pari a 28.000 euro (68.000 – 40.000).

Reddito imponibile: 28.000 euro

Aliquota imposta sostitutiva: 20%

Imposta sostitutiva dovuta: 5.600 euro (28.000X20%)

Marco deve allo Stato 5.600 euro di imposta sostitutiva.

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Flat Tax per le imprese nel 2019

La Flat Tax per le imprese nel 2019 era rappresentata dalla cosiddetta mini Ires sugli investimenti, introdotta con la Legge di Bilancio 2019, per premiare le imprese che accantonano utili a riserva, che effettuano investimenti in beni strumentali e assumono nuovo personale.

La mini Ires sugli investimenti prevedeva infatti l’applicazione di un’Ires ridotta al 15% sulla parte di utili accantonata a riserva, nei limiti dell’importo corrispondente alla somma:

  • degli investimenti effettuati in beni strumentali nuovi;
  • del costo del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Tuttavia, visto il meccanismo di calcolo poco agevole e lo scarso successo riscontrato da parte delle imprese, la mini Ires è stata poi modificata dal Decreto Crescita, il cui testo è stato convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno 2019.

Con il Decreto Crescita viene infatti istituito uno sconto Ires minore e graduale:

  • 22,5% per il 2019,
  • 21,5% per il 2020,
  • 21% per il 2021,
  • 20,5% per il 2022,
  • e 20% a regime dal 2023.

sugli utili accantonati a riserva (quindi reinvestiti in azienda) nei limiti di incremento di patrimonio netto, indipendentemente dall’acquisto di beni strumentali nuovi o da assunzioni di personale dipendente.

Flat Tax per imprese e famiglie nel 2020

Stando alle dichiarazioni degli esponenti del Governo, la volontà era quella di introdurre per le imprese un’Ires ridotta al 20%, con il contemporaneo abbandono della mini Ires sugli investimenti appena istituita.

Poi la mini Ires è stata modificata dal Decreto Crescita riducendone lo sconto, quindi dovrebbe rimanere.

Per le famiglie, quindi per tutte le persone fisiche soggette a Irpef, quali i lavoratori dipendenti, pensionati, etc., stando alle dichiarazioni degli esponenti del Governo, la volontà è quella di applicare un’Irpef ridotta al 15% se il reddito totale della famiglia è inferiore a 50.000 euro, con una non ancora spiegata nel dettaglio deduzione fissa pari a 3.000 euro sulla base del reddito familiare.

Si applicherebbe quindi un nuovo meccanismo di calcolo del reddito soggetto ad imposta, basato non sul reddito della singola persona, ma sul reddito familiare.

Mentre si applicherebbe l’attuale Irpef a scaglioni di reddito se il reddito totale della famiglia è superiore a 50.000 euro.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni riguardanti il Regime forfettario o la Flat Tax 2020, puoi richiedere assistenza ai nostri esperti.

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