Quali sono i contributi per consulenti in Regime Forfettario?
Per i consulenti con Partita IVA in Regime Forfettario, i contributi previdenziali da versare dipendono dal tipo di iscrizione previdenziale a cui si è soggetti. In generale, i consulenti rientrano in due categorie:
- Iscritti alla Gestione Separata INPS (la maggior parte dei consulenti non iscritti ad albi);
- Iscritti a una Cassa previdenziale autonoma (es. avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.).
Nel primo caso, se lei rientra nella Gestione Separata INPS, non sarà tenuto a versare contributi fissi: il versamento avviene in proporzione al reddito imponibile, calcolato in base al coefficiente di redditività previsto per il suo codice ATECO.
L’aliquota attuale per il 2025 è pari al 26,07%. Non sono previste riduzioni contributive né soglie minime obbligatorie, ma solo importi proporzionali all’effettivo reddito.
Esempio:
Se lei incassa 20.000 euro e il coefficiente è del 67%, il reddito imponibile sarà 13.400 euro. Il contributo da versare sarà:
13.400 € × 26,07% = 3.492,38 €
Se, invece, la sua attività di consulenza prevede l’iscrizione a una Cassa previdenziale specifica (come ad esempio ENPACL, Cassa Forense, INARCASSA), le regole cambiano. In questi casi, le modalità e gli importi dei contributi variano da Cassa a Cassa, con obblighi che possono prevedere quote fisse, percentuali variabili o un sistema misto. Le consigliamo di verificare le condizioni direttamente con la Cassa di appartenenza.
In entrambi i casi, è importante sapere che, in regime forfettario, i contributi possono essere dedotti dal reddito imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva del 15% o del 5%, se ne ha diritto.
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