La contabilità ordinaria

In Italia esistono differenti sistemi fiscali, in questo articolo andremo ad analizzare nel dettaglio la contabilità ordinaria.

La contabilità ordinaria è il regime fiscale naturale obbligatorio per tutte le società di capitali e le imprese che nello svolgimento della loro attività economica superano determinati limiti di fatturato annuo.

Non sai quali sono gli altri Regimi fiscali in vigore? Scoprili qui, così da riuscire a confrontare vantaggi e svantaggi!

Contabilità ordinaria: requisiti

Le tipologie di attività economiche che possono (o devono) aderire alla contabilità ordinaria sono:

  • Ditte individuali o società di persone si ha la facoltà di scegliere la contabilità ordinaria;
  • Nei casi di società di capitali o di cooperative si ha l’obbligo di tenere una contabilità ordinaria;
  • Se si effettuano prestazioni di servizi e il fatturato annuo supera i 400.000 euro, si ha l’obbligo di aderire alla contabilità ordinaria;
  • Se si opera nel settore del commercio o della produzione e il fatturato annuo supera i 700.000 euro, si ha l’obbligo di tenere la contabilità ordinaria.

È necessario che con il termine di “fatturato annuo” s’intende la somma dei ricavi provenienti da vendita e servizi soggetti all’applicazione dell’Iva.

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Contabilità ordinaria: obblighi

Rispetto ad un’impresa in contabilità semplificata, le attività economiche con contabilità ordinaria devono adempiere a importanti obblighi:

  • Obbligo di redigere e conservare i libri e i registri:
    • Registri Iva e registri dei beni ammortizzabili (cespiti)
    • Libro inventari, libro giornale, libro delle assemblee dei soci, libro del CdA, libro del collegio sindacale (gli ultimi due solo se previsti).
  • Obbligo di tenere e conservare tutti i conti dell’impresa;
  • Obbligo di redazione del BILANCIO, ovvero il documento fondamentale per delineare e diffondere la situazione economica e patrimoniale dell’impresa.

Il bilancio deve essere approvato dall’assemblea dei soci e deve essere depositato presso la Camera di Commercio competente.

Contabilità ordinaria: vantaggi

I vantaggi per le attività economiche soggette a contabilità ordinaria sono:

  • Meno complicazioni nel caso si voglia cambiare la tipologia di azienda. Un esempio può essere il caso in cui si voglia trasformare una società di persone in società di capitali. Grazie al fatto che si è già in contabilità ordinaria si avranno a disposizione tutte le informazioni utili, senza bisogno di ricostruire situazione patrimoniale ed economica.
  • Possibilità di pianificazione e di organizzazione della struttura aziendale nel lungo periodo. Grazie agli obblighi previsti per chi ha la contabilità ordinaria come la redazione del bilancio e la tenuta di tutti i libri e i registri, si hanno a disposizione strumenti di pianificazione attentamente monitorati negli anni.
  • Essendo una contabilità che descrive l’attività economica nel dettaglio, nel caso di verifiche da parti dei terzi si hanno i tutti i documenti organizzati e immediatamente consultabili.

Contabilità ordinaria: svantaggi

  • Numerosi adempimenti formali che comportano perdita di tempo per il titolare;
  • Contabilità corposa che comporta l’adeguamento strutturale attraverso software dedicati costosi;
  • Alti costi destinati al commercialista;
  • Impiego di personale che si occupi della parte amministrativa (aumento costi).

Contabilità ordinaria: come si determina il reddito?

Come abbiamo detto nel paragrafo precedente il bilancio di esercizio è il documento più importante per un’attività economica in contabilità ordinaria, in quanto fornisce attraverso il conto economico il risultato di esercizio (in poche parole la differenza tra ricavi e costi).

Il risultato d’esercizio può consistere in un utile o in una perdita.

Una volta calcolato il risultato del bilancio, si procede con la redazione della Dichiarazione dei Redditi, così da ottenere il reddito imponibile, ovvero l’importo che dovrà essere soggetto a tassazione.

Una volta ottenuto il reddito imponibile, si deve procedere con un riesame fiscale del risultato del bilancio, che tenga conto delle differenze tra norme civili (con le quali si è redatto il bilancio) e le norme fiscali (con le quali si calcola il risultato da assoggettare a tassazione).

Contabilità ordinaria: calcolo tasse

Una volta ottenuto il reddito imponibile dell’impresa, le tasse vanno pagate secondo le seguenti regole:

  • Ditte individuali: pagano le tasse in base all’aliquota dello scaglione Irpef nel quale rientrano;
  • Società di persone: redditi imputati a ogni singolo socio in proporzione alla quota di partecipazione agli utili;
  • Società di capitali: in base all’aliquota Ires proporzionalmente fissata, generalmente ad oggi pari al 24%.

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Contabilità ordinaria: esempio tassazione

Adesso cercheremo di fornire un esempio pratico e spiegare in numeri quanto fin qua esposto a parole.

Negli esempi inseriremo solo l’ammontare di Irpef dovuta dai contribuenti, per quanto riguarda l’Irap fare un esempio generale è impossibile, in quanto essa dipende dalla situazione specifica dell’attività economica.

Riportiamo anche la tabella con le aliquote previste per i vari scaglioni Irpef:

Scaglioni

  • Esempio ditta individuale

Reddito imponibile (ricavato dalla dichiarazione dei redditi sulla base del risultato del bilancio): 100.000 €

Importi Irpef:

  • 1 scaglione: € 3.450
  • 2 scaglione: € 3.510
  • 3 scaglione: € 10.260
  • 4 scaglione: € 10.750

Totale Irpef da pagare: € 36.170

  • Esempio società di persone

Reddito societario ripartito su due soci che partecipano agli utili 50% ognuno.

Ad ogni socio saranno quindi imputati 50.000 euro di reddito sui quali applicare l’Irpef.

Ipotizziamo che i due individui non abbiano altre fonti di reddito.

Reddito imponibile singoli soci: 50.000

Importi Irpef:

  • 1 scaglione: € 3.450
  • 2 scaglione: € 3.510
  • 3 scaglione: 22.000 X 41% = € 9.020

Totale Irpef da pagare: € 15.980 (ogni socio).

  • Esempio società di capitali

Reddito imponibile: € 100.000

Aliquota Ires: 24%

Totale imposta da pagare: € 24.000

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