Sono in R.Forfettario. Cosa devo fare per far rientrare il pagamento per un lavoro nel reddito dell’anno in corso?

Categoria: Regime ForfettarioSono in R.Forfettario. Cosa devo fare per far rientrare il pagamento per un lavoro nel reddito dell’anno in corso?
AvatarMarilisa di FlexTax Staff asked 1 mese ago

Un cliente sta ritardando il pagamento di un servizio svolto. Vorrei sapere come far rientrare questo pagamento nell’anno fiscale in corso. Devo emettere fattura entro il 31.12? O devo ricevere il bonifico da parte sua entro quella data? Se la cosa si trascina a inizio dell’anno successivo, si può retrodatare la fattura? Eventualmente di quanto?

I contribuenti in regime forfettario determinano il reddito in base al principio di cassa, se la fattura è datata 2020, ma incassata nel 2021 il ricavo si sommerà agli altri incassi del 2021 e le imposte su questo incasso verranno pagate nel 2022. Le imposte vengono calcolate sull’importo effettivamente incassato.

Per poter pagare le imposte su questo importo, la fattura deve essere datata nel 2020 e l’incasso deve avvenire entro il 31/12/2020.

Per determinare la data di effettivo incasso è opportuno, quindi, prendere in considerazione le varie forme di pagamento al fine di delineare compiutamente il “principio di cassa”.

Il denaro contante: I compensi pagati mediante contanti si considerano percepiti nel momento in cui le somme entrano nella disponibilità del professionista. In tal caso il momento del pagamento da parte del cliente e quello dell’incasso da parte del professionista si trovano a coincidere.

Gli assegni bancari: il professionista può considerare incassati i compensi maturati nel momento in cui riceve materialmente l’assegno, cioè quando il titolo entra materialmente nella sua disponibilità. Questo mezzo di pagamento equivale alla moneta corrente. È irrilevante l’effettivo versamento sul conto corrente bancario. Pertanto, se il versamento sul conto corrente viene effettuato nel periodo d’imposta successivo, i compensi si considereranno incassati nell’esercizio precedente, cioè quando è stato ricevuto effettivamente l’assegno.

Gli assegni circolari: allo stesso modo, i compensi professionali si potranno considerare incassati quando l’assegno circolare entra nella disponibilità del professionista. L’agenzia delle Entrate ha di fatto equiparato, al fine di individuare il momento di incasso dei compensi, l’assegno bancario e l’assegno circolare (si vedano la risoluzione 138/E del 29 maggio 2009 e la circolare 38/E del 23 giugno 2010).

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Bonifico e modello Rid: i compensi accreditati sul conto corrente bancario con bonifico si considerano incassati nel periodo d’imposta in cui la somma di denaro diventa effettivamente disponibile in favore del professionista. A partire da questa data il il professionista può effettivamente utilizzare la somma di denaro ricevuta. Invece è irrilevante la data di valuta, che assume importanza ai soli fini bancari per il computo degli interessi maturandi. L’interpretazione è stata fornita dall’agenzia delle Entrate con la circolare 23 giugno 2010, n. 38/E.
La medesima soluzione riguarda i compensi che il professionista riceve a seguito di un ordine di addebito permanente (modello Rid) sul conto corrente del cliente.
Analogamente a quanto già considerato, assumerà rilievo la data in cui la somma accreditata è materialmente disponibile per il professionista.

Carta di credito: gli incassi con carta di credito si considerano avvenuti quando la carta di credito viene materialmente utilizzata: quindi, anche prima dell’avvenuto accredito sul conto corrente bancario. In tale ipotesi il professionista non è più creditore nei confronti del cliente, ma è creditore verso la società finanziaria che gestisce i pagamenti con carta di credito.

L’importo delle fatture emesse nel 2020 e incassate nel 2021, entrerà a far parte dei ricavi del periodo d’imposta 2021.

Per dichiarare l’importo nel 2020 la fattura deve essere incassata entro il 31/12/2020.

 

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