Quali sono i costi che un intermediario del commercio può scaricare dalla base imponibile?

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Quali sono i costi che un intermediario del commercio può scaricare dalla base imponibile in pendenza di regime forfettario?

La Disciplina del Regime forfettario prevede che le spese che si possono dedurre dal reddito imponibile siano quelle calcolate con il coefficiente di redditività.
Il codice ATECO per gli intermediari del commercio, di solito, prevede un coefficiente del 62%,  ovvero su ricavi per 10.000 euro:

  • 6.200 saranno considerati il reddito imponibile per i contributi
  • 3.800 saranno considerati le spese forfettarie esenti sia da imposte che da contributi

Come può notare le abbiamo indicato che 6.200 euro risultano essere il reddito imponibile solo per i contributi, perché, per calcolare l’imposta sostitutiva, potrà dedurre da tale ammontare anche i contributi obbligatori versati nell’anno. Le facciamo un esempio:

Ricavi:  € 10.000
Coefficiente di redditività:  62%
Reddito imponibile lordo:  € 6.200

A questo punto, per ottenere il reddito imponibile netto sul quale applicare l’imposta sostitutiva, deve dedurre ancora i contributi obbligatori (tra Inps ed eventuale Enasarco) che ha effettivamente pagato dal 1° Gennaio al 31 Dicembre. Supponiamo che tali contributi obbligatori versati siano di € 4.500.

Contributi obbligatori versati nell’anno:  € 4.500
Reddito imponibile netto:  € 1.700 (6.200 – 4.500)
Imposta sostitutiva:  € 255 (1.700 x 15%)

I contributi dovuti per l’attività andranno calcolati su € 6.200.

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