Posso rimanere nel regime forfettario dei minimi 5% anche se socio di una società inattiva?

  • Domande e Risposte

A settembre ho aperto una partita iva a regime forfettario nel regime dei minimi al 5% come procacciatore d’affari (vendita di auto in un concessionario). Io sono socio di una Società immobiliare inattiva (sas) che non ha beni. A settembre non ha creato nessun problema per la nascita della nuova startup. Purtroppo col nuovo regime forfettario 2019 essere socio di una società, anche se inattiva, provoca una cessazione del regime forfettario. Il mio commercialista ha chiesto all’agenzia delle entrare, ma nelle nuove disposizione non viene specificato il fatto che la società sia attiva o inattiva.Mi sono attivato per provare a chiuderla e saldare i suoi debiti (plusvalenze rateizzate post vendita di un immobile nel 2016). Ma mi ritrovo a dover ripagare le tasse già assolte nell’anno 2016-2017 per essere poi rimborsato nei prossimi 3 anni…(24.000 euro da pagare subito e poi un rimborso sulle tasse di 5000 e i restanti 5.900 nei successivi 3 anni). Al momento non dispongo di tale somma. Il decadere del regime forfettario quali conseguenze può portare a livello di tassazione, poiché una tassazione troppo alta non mi permetterebbe di poter continuare la mia attività di procacciatore. Quale soluzione si può optare per non incappare in questo cambiamento di aliquote?

Le regole sul regime forfettario, per quanto riguarda il contemporaneo possesso di quote in società di persone, non è stato variato con le nuove regole per il 2019. Le variazioni fatte riguardano esclusivamente i soci di S.r.l.

La legge 190/2014 e la Circolare 10-e del 04/04/2016 già contenevano, tra le cause di esclusione, la seguente formulazione:
“d) I soggetti che partecipano a società di persone, ad associazioni
professionali, di cui all’articolo 5 del TUIR, o a società a responsabilità
limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la
trasparenza fiscale, ai sensi dell’articolo 116 del TUIR.”

La nuova formulazione è la seguente:
“ Gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni”

Per quanto riguarda quindi la partecipazione a società in accomandita semplice, a nostro parere, lei era già escluso dal regime forfettario per l’anno 2018, a meno che non avesse provveduto a cessare la sua partecipazione entro il 31/12/2018.

Non abbiamo abbastanza elementi per poter verificare quale sarebbe il maggior impatto fiscale sui suoi redditi, quello che possiamo dirle è che l’aliquota Irpef fino a 15.000 euro di reddito annuo è pari al 23% e che per i successivi 15.000 euro l’aliquota sale al 28%, oltre alle addizionali regionali e comunali.

Se ha carichi familiari e spese personali deducibili/detraibili, il maggior impatto di aliquota potrebbe essere calmierato dalla minore base imponibile o dalle maggiori detrazioni di cui potrebbe usufruire nel regime di determinazione ordinaria del reddito.

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