Posso aprire partita Iva se lavoro nel settore pubblico con contratti a tempo determinato?

Posso aprire partita Iva se lavoro nel settore pubblico con contratti a tempo determinato?Categoria: Regime ForfettarioPosso aprire partita Iva se lavoro nel settore pubblico con contratti a tempo determinato?
Marilisa di FlexTax Staff asked 1 mese ago

Vorrei chiarimenti sulla possibilità di aprire partita iva con regime forfettario e contemporaneamente avere contratti a tempo determinato da lavoro dipendente nel settore pubblico, scuola; inoltre nei tre anni precedenti ho emesso parcelle (ritenute d’acconto) per lo stesso datore di lavoro.

 

Prima di procedere all’apertura della Partita Iva, se ha contratti di lavoro come dipendente pubblico, deve chiedere all’ente se ha la possibilità di farlo.

Infatti la disciplina di alcuni enti pubblici non consente ai propri dipendenti di poter svolgere attività autonoma con Partita Iva.
Pertanto, dovrà rivolgere il suo quesito all’ente pubblico suo datore di lavoro.

Procediamo ora ad analizzare la seconda parte della sua domanda, quella relativa alle prestazioni occasionali, supponendo (da quello che ci ha scritto) che fatturerà per il medesimo soggetto verso cui ha emesso ricevute di prestazione occasionale, pertanto anche per la medesima attività.

La causa di esclusione a cui fare riferimento è quella alla lettera d-bis) della Circolare 9 del 10/04/2019, dell’Agenzia delle Entrate, nella quale si scrive che:

d-bis) le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.”

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Si sarà esclusi dal Regime forfettario se si fattura prevalentemente nei confronti di un soggetto con il quale si sia avuto nel biennio precedente (o si ha attualmente) un rapporto di lavoro dipendente con contribuzione versata dal datore di lavoro nella Gestione Lavoratori Dipendenti.

La prestazione occasionale non è qualificabile come lavoro dipendente pertanto non rientrerà nella causa di esclusione di cui sopra e se rispetterà anche tutti gli altri requisiti per poter adottare il Regime forfettario (Limiti forfettario) allora potrà adottare tale regime fiscale per la sua attività in Partita Iva.

Se adotterà il forfettario, verserà l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività, se aspetterà i seguenti 3 requisiti:

  1. Non bisogna aver svolto, nei tre anni precedenti all’inizio dell’attività, attività di impresa in forma associata o familiare
  2. L’attività intrapresa non deve essere in alcun modo una continuazione di un’attività precedentemente svolta sia sotto forma di lavoro autonomo che dipendente (eccezion fatta per i periodi di pratica obbligatori per poter esercitare arti o professioni)
  3. Nel caso in cui venga rilevata un’attività già avviata da un altro soggetto, si deve verificare che l’ammontare di incassi generati l’anno precedente dall’attività, siano in linea con quelli richiesti per aderire al Regime forfettario.

I punti di suo interesse, come evidenziato, sono i  punti n.1 e n. 2, vediamoli nel dettaglio.

Punto 1. attività d’impresa nei tre anni precedenti

In merito a tale argomento, si è espressa l’Agenzia delle Entrate attraverso la Circolare 17/E del 2012 dell’Agenzia delle Entrate (che si riferisce al vecchio Regime dei minimi, ma è quella alla quale si fa riferimento sull’argomento), di cui riportiamo lo stralcio di nostro interesse (pagina 11):

“Non impedisce l’accesso al regime la circostanza di aver svolto, nell’anno precedente, prestazioni occasionali, perché le stesse, costituendo redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR, non sono produttive di reddito di lavoro autonomo o di impresa di cui, rispettivamente, agli articoli 55 e 53del TUIR.”

Punto 2. mera prosecuzione

In merito si è espressa l’Agenzia delle Entrate, attraverso la Circolare 10/E del 4 aprile 2016, indicando quanto segue:

“la prosecuzione dell’attività deve essere valutata sotto il profilo sostanziale e non formale. A tal fine, pertanto, è indispensabile valutare se la nuova attività si rivolge alla medesima clientela e necessita delle stesse competenze lavorative. Ciò significa che ci sarà continuità quando il contribuente sceglierà di esercitare la medesima attività, svolta precedentemente come lavoratore dipendente rivolgendosi allo stesso mercato di riferimento”.

e ancora

” la continuità non sussiste quando la nuova attività o il mercato di riferimento sono diversi, ovvero quando la precedente attività abbia il carattere di marginalità economica, ossia il lavoro dipendente o assimilato sia svolto, in base a contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata o a progetto per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio.”

In base a quanto espresso dall’Agenzia delle entrate nelle righe soprastanti, relativamente alle ricevute di prestazione occasionale, lei non rientra nel caso del Punto 1 né nel caso del Punto 2, in quanto la prestazione occasionale non è un lavoro dipendente e non è produttivo di reddito di lavoro autonomo o di impresa.

Ne consegue che se rispetterà tutti i requisiti per poter adottare il Regime forfettario, potrà anche applicare l’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni di attività (fermo restando il fatto di non aver svolto altre attività qualificabili come attività di impresa).

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