Locazioni turistiche: meglio la cedolare secca o il regime forfettario?

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Gestisco alcune camere per locazioni turistiche e un appartamento per studenti.

Attualmente ho optato per la cedolare secca ma volevo avere maggiori informazioni riguardo un eventuale partita iva sotto regime forfettario.

Per prima cosa, per poter adottare il Regime Forfettario per la sua Partita Iva, dovrà controllare di non ricadere in nessuna delle cause di esclusione che può trovare elencate qui: Limiti Regime Forfettario

Il Codice Ateco adatto alla tipologia di attività da lei svolta è il seguente:

  • 68.20.01 – Locazione immobiliare di beni propri o in leasing (affitto)

che include:

– affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing: edifici ed alloggi residenziali, edifici non residenziali, incluse sale per esposizioni, strutture di magazzinaggio, terreni, centri commerciali
– affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing: case, appartamenti e camere ammobiliate o meno per soggiorni di lunga durata, generalmente su base mensile o annuale
– gestione di aree residenziali per case trasportabili
– sviluppo di progetti immobiliari finalizzati all’affitto

Il coefficiente di redditività associato a tale Codice Ateco è dell’86%. Questo va applicato ai ricavi conseguiti per ottenere il reddito imponibile su cui calcolare imposta sostitutiva e contributi da versare.

Questo vuol dire che su 1.000 euro di ricavi, 860 euro saranno tassati mentre 140 no e considerati spesa forfettaria da lei sostenuta.

Aprendo la sua Partita Iva adottando questo Codice Ateco, dovrà iscriversi alla Camera di Commercio e alla Gestione Commercianti Inps.

Sarà tenuto al versamento sia dei contributi fissi, sia di quelli eccedenti il minimale, secondo questo schema:

  • per il reddito tra 0 e 18.415 euro: dovrà versare 4.515,43 euro di contributi fissi;
  • per il reddito superiore ai 18.415 euro: oltre ai contributi fissi, li verserà per il 24.48%.

L’imposta sostitutiva è del 15%, con la possibilità di applicare la riduzione al 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano le condizioni: Regime forfettario imposta sostitutiva 5%.

Facendo parte della Gestione Commercianti Inps, potrà inoltre richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare. Per tutti gli approfondimenti:
Regime forfettario riduzione contributi Artigiani e Commercianti.

Procediamo ora a farle un esempio, supponendo lei applichi l’imposta al 5% e che i suoi ricavi ammontino a 30.000 euro.

Ricavi: 30.000 euro

Coefficiente di redditività: 86%

Reddito imponibile: 25.800 euro (30.000 euro x 86%)

Imposta sostitutiva del 5%: 1.290 euro (25.800 euro x 5%)

Contributi fissi: 4.515,43 euro

Contributi eccedenti il minimale: 1.807,84 euro (25.800 – 18.415 x 24,48%)

Pertanto, a fronte di 30.000 euro di ricavi, dovrà versare un totale di 7.613,27 euro tra imposta (1.290 euro) e contributi (4.515,43 + 1.807,84 euro).

Applicando la riduzione del 35% dei contributi, i contributi da versare scenderanno a 5.400,13 euro (6.190 – 35%).

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